…inganno – sincerità – equità… un racconto inverosimile (libricino con 19 pagine circa, in formato A4)

B. Sascha Horowitz
…inganno – sincerità – equità…
un racconto inverosimile

Lei, pressappoco trentenne, impiegata allo sportello dell’Ufficio Nazionale delle Comunicazioni (UNC),
apparentemente semplice, acqua e sapone, però con dei tratti armoniosi, perfino belli, ma di una bellezza discreta, quasi impercettibile, soprattutto a un osservatore superficiale…di quelle bellezze insomma che non danno all’occhio, con delle sfumature orientali, forse una meticcia…

Lui, suppergiù quarantenne, forse un po’ meno, un utente abituale dell’UNC, bel giovanotto, alquanto
baldanzoso, però corretto con il prossimo, nei confronti dei quali denota un certo rispetto, nel particolare per quelli che sembrano appartenere a delle classi sociali modeste, tra le quali pure la suddetta dipendente dell’UNC.

Come spesso, non si sa bene perché, quel giovedì egli si trovava allo sportello di Flisiana (che forse per taluni potrà sembrare uno strano nome avendo un’incidenza orientale)…era venuto per i suoi versameni bimensili, ma contemporaneamente per il controllo dei suoi biglietti della Lotteria Nazionale ed Internazionale…
Flisiana controllò come al solito…esitò un momento, impallidì impercettibilmente…
– Anche questa volta sfortunatamente…niente, speriamo nella prossima!
e depose i biglietti su un mucchietto allato dell’apparecchio di controllo.
Vlesio acquistò nuovi biglietti, pagò il dovuto, salutò cortesemente e se ne andò.

In occasione della prossima, ma anche di tutte le prossime volte, non intravvide più
Flisiana dietro uno degli sportelli e alcuni mesi dopo interrogò a questo proposito
un’altra impiegata.
– Flisiana?…ma è già da non po’ che ci ha lasciati.
– E dove sarebbe finita?
– Questo proprio non lo so…di contatti non ne ho più con lei anche se prima eravamo
amiche, non proprio per la pelle, ma pur sempre amiche…comunque credo che abbia
lasciato la nostra regione!
– Si sa perché mai?
– Non saprei, è un mistero per tutti, a nessuno ha lasciato detto qualcosa…e franca-
mente mi dispiace perché era anche un’ottima compagna di lavoro…

Alcuni mesi dopo Vlesio preparò le formalità per le prossime vacanze estive…aveva
scelto un’isola maggiore nel mare delle Alghe Gialle.
Al momento voluto s’imbarcò e dopo tre giorni di navigazione, il biglietto dell’aereo
era troppo oneroso per le sue risorse e aveva desiderato visitare un paese lontano,
inabituale, giunse a Cicipati, porto principale dell’isola omonima e sua capitale, s’in-
stallò nell’albergo “Al Cipatiano”, che aveva prudentemente riservato e uscì mappa
in mano per familiarizzarsi con i dintorni.

Mentre se ne stava sul bordo del marciapiede assorto nella sua carta, gli si affiancò
per posteggiare, un’eccezionale macchina sportiva, dalla quale dopo averlo squadra-
to un momento, una bella giovane lo interpellò
– Ciao Vlesio, ma che fai da queste parti?
Egli alzò lo sguardo e vide un’avvenente giovane dai tratti e dal fare seducente…
qualcosa si mosse nella sua memoria…ma chi poteva essere?
– Non mi riconosci?…
– Scusi, perché…ci conosciamo?
– Ma sì dai, sono Flisiana dell’UNC!
– Flisiana?…e che ci fai qui?
– Ma ci abito…se hai un momento di tempo torno subito, non muoverti!
E scomparve in una boutique a due passi da lì…
Vlesio considerò un momento più da vicino la macchina…una Aston Martin ultimo
modello e Flisiana elegante, truccata…tacchi a spillo, una gran bella ragazza…come
mai a Cicipati?
– Eccomi, sono a tua disposizione…
– Non capisco…
– Che cosa non capisci?
– Ma tutto ciò…la macchina…come sei messa…non ti avrei riconosciuta…non ti ho mai
vista così e poi, ci davamo del tu?
– No, ma comincio io adesso, ti dispiace?
– Per niente, ma al momento non mi preoccupa, mi preoccupi tu…mi vorresti spiegare?
– Vedo…ma ora vado di fretta, ho un appuntamento con il mio estetista e sono già in ri-
tardo, ma se vuoi ti spiegherò questa sera a cena…ti invito io…diciamo alle otto al risto-
rante del “Luccio d’Argento”, tutti lo conoscono è il migliore della città e non è lontano
da qui…e tu dove sei alloggiato?
– Qui accanto Al Cipatiano…
– Non tanto favoloso…
– Beh, con la mia paga da bibliotecario non posso permettermi altro, è già un’eccezione
che sono potuto venire fin qui!
– Va bene, anche di questo parleremo…a stasera!
– D’accordo…riuscì ad aggiungere Vlesio a malapena, perché Flisiana era già partita
come un colpo di vento e come si addice a una Aston Martin.

Vlesio era stupefatto…ma alle otto in punto si trovò al ristorante “Al Luccio d’Argento”,
dove già lo aspettava un tavolo riservato.
Si rese subito conto che Flisiana doveva ricevere un trattamento speciale, poiché il ta-
volo era più appartato degli altri e lo spazio vuoto che lo circondava permetteva una
certa intimità, almeno verbale.
Lei giunse poco dopo le otto, con un vestito leggero ma elegante, probabilmente molto
costoso che però metteva in risalto il suo bel seno!
– Sono contento che tu sia arrivata perché provo il bisogno di capire tutto questo…
– Sai, la cosa non è poi tanto misteriosa, ho ereditato da un zia straricca di cui ero la sola
parente rimasta…lei abitava occasionalmente a Cicipati, dove possedeva delle case, oltre
a qualche fattoria nei dintorni della città, una miniera d’oro nelle montagne che si posso-
no scorgere a malapena sullo sfondo del paesaggio…in più possedeva alcuni pescherecci
e quindi così, almeno lo suppongo, tutto ciò diventa più comprensibile se ora posso vive-
re una vita da ricca ereditiera!…Flisiana si fermò un attiamo…
però
direi di consultare il menu, altrimenti non ceneremo più, oppure di farci consigliare
dal maître che solitamente non sbaglia e ne so qualcosa perché ci vengo spesso…
detto fatto e non molto dopo iniziarono a cenare, però Vlesio volle sapere
– Come mai il nome di “Al Luccio d’Argento?” perché se non sbaglio il luccio è un pesce
d’acqua dolce e qui siamo in riva al mare!
– Anche questo è semplice…all’interno dell’isola ci sono dei laghi, ovviamente non tanto
grandi ma molto belli, dove c’è una certa abbondanza di questo pesce…se vuoi ti ci por-
to uno di questi giorni…il ristorante è riuscito a farne una specialità con una ricetta che
tiene segreta…
ma suppongo che tu voglia anche sapere perché all’UNC non sanno nulla di dove mi tro-
vo e come mi ci trovo…non ho voluto essere bombardata da visite e soprattutto richieste
e spero che tu sia capace di mantenere la riservatezza a questo proposito, anzi ti prego
vivamente di tenerlo per te.
– Se veramente lo desideri, me ne farò un punto d’onore…
– Ti ringrazio e mi fido di te…ti ho sempre considerato una persona corretta e affidabile…
la serata proseguì e Flisiana dovette tra l’altro spiegare a Vlesio come riusciva a gesti-
re questa enorme ricchezza, poi lei si ricordò d’un tratto
– A proposito del tuo albergo, ho pensato che, poiché vivo da sola in una grande e bella
casa ai margini della città, potresti venire a stare da me per il resto delle tue vacanze e,
visto che posso disporre del mio tempo come meglio mi pare, potrei farti visitare l’isola,
per esempio nella regione dei laghi e dopo organizzare magari una gita in mare con il
mio yacht, per mostrarti le belle spiagge raggiungibili soltanto dal mare…potremo an-
che fermarci per i pic-nic e dei bagni nelle nostre splendide acque…
a dire il vero Vlesio si sentiva sopraffatto da queste offerte e fu alquanto titubante…
lei se ne rese conto
– Dov’è il problema? per me sarà un piacere e rappresenta un micron di ciò di cui pos-
so disporre…in fondo ti considero un po’ come un amico anche se la nostra relazione
passata aveva prevalentemente un carattere professionale…ma miei sentimenti per te
non erano completamente innocenti…
“ai”, si disse Vlesio “qui spira aria di avventura…adesso che faccio? e poi se mi affe-
ziono a questa seducente ragazza? …chissà poi di quanti corteggiatori 
potrà dispor-
re a piacimento, ciò di cui approfitterà senz’altro!”…ma poi concluse
– Ovviamente ciò che mi proponi è molto allettante e il fatto che mi consideri un po’
un amico è alquanto rassicurante…però non vorrei passare per un profittatore, ad-
dirittura per un mantenuto!
– Suvvia non esageriamo, in fondo mi fai un favore, perché sono spesso molto sola…
la mia ricchezza tende più che altro ad isolarmi che ad avvicinarmi agli altri e poi
tutto sommato sono una straniera venuta su quest’isola per approfittare di questa
grande fortuna!
“questa dell’isolamento proprio non me l’aspettavo, mentre pensavo che fosse con-
tesa da tutte le parti e costantemente in contatto almeno con la jet-society!” così
pensò Vlesio e decise
– Se la metti in questi termini il quadro che mi ero fatto di una tua vita sociale mol-
to attiva cambia e sarei contento di poterti essere di compagnia…
– In fondo sei una parte della mia patria e ogni tanto mi coglie la nostalgia del mio
paese d’origine…
– D’accordo, mi trasferirò domani a casa tua…
– Perché non stasera? non dovrai scomodarti, mando il mio maggiordomo e si occu-
perà lui del cambiamento …
– Così di punto in bianco?
– Certo, è uno dei vantaggi della ricchezza!
– Va bene se per te non è un incomodo…
– Vuoi scherzare?
Flisiana prese il cellulare, si appartò un momento, poi tornando
– Ecco fatto, puoi venire direttamente a casa mia, dove troverai tutto il tuo bagaglio
e gli eventuali problemi sorti con l’albergo risolti, non dovrai occuparti di nulla!
continuarono a pasteggiare, mentre Flisiana informava Vlesio sugli investimenti
e i guadagni fatti dalla zia , ciò che lo sorprendeva non poco…non era abituato al
fatto che la gente abbiente mettesse a tal punto le carte in tavola, mentre si era fat-
to all’habitus della maggior parte dei commercianti, fabbricanti e finanzieri, insom-
ma della classe danarosa, di non lasciar trasparire nulla dei loro averi…
al momento della conclusione della cena
– Va bene, allora ti porto a casa mia…
Vlesio, sempre un po’ combattuto tra il sì e il no, non aveva più ragioni per opporsi… 

Questa volta Flisiana guidò tranquillamente, senza fretta, anzi si fermò un attimo
sul lungomare per condividere con lui la stupenda serata estiva, appoggiando lie-
vemente la propria testa contro la spalla di Vlesio…questi non reagì, non mosse un
dito e poco dopo Flisiana, senza dare segno di una sua certa sorpresa, si rimise alla
guida…per giungere a una costruzione che sembrava più a un palazzo che a una villa…
– Caspita, dove sei finita…
– Era la casa di mia zia…lei desiderava che continuassi a vivere nella sua casa…
– Però, sono impressionato…
– Suvvia entra e non fare complimenti, vorrei che tu ti sentissi come a casa tua!
– Va bene, ma…
fu interrotto dall’arrivo di una cameriera con un atteggiamento volutamente pre-
muroso…
–  Ecco, Frilia ti mostrerà la tua camera e poi ci troveremo in salotto per un rinfresco,
ovviamente se ti va e non sei troppo stanco…
– Grazie, sto benissimo, a tra poco…
salendo al primo piano Vlesio cominciò a guardarsi in giro e gli sembrò di trovarsi
in una di quelle case da ricconi dei film americani e così fu per la sua stanza che con
il bagno gli sembrava grande come il suo appartamentino…
il bagaglio era già arrivato, gli indumenti riposti ordinatamente negli armadi, gli
accessori da bagno correttamente distribuiti sugli appositi ripiani…grazie all’effi-
cienza del maggiordomo e della cameriera!
scese in salotto dove Flisiana non era ancora apparsa, ma subito sopraggiunse Fri-
lia con il suo fare servizievole
– Desidera bere qualcosa aspettando la signora?
– Grazie, preferisco aspettare…
dovette attendere alquanto,  finché giunse Flisiana vestita con un leggero,  trasparen-
te ma elegante home-dress che metteva in risalto le armoniose linee del suo corpo…
– Scusami, ma ho provato il bisogno di fare una doccia e cambiarmi…
nel frattempo, da vero galantuomo Vlesio si era alzato, aspettando che Flisiana si se-
desse…
– Se vuoi, domani ti porto a visitare uno dei laghi dove ci sono tanti lucci…
– Va bene, ma se sei d’accordo anche una miniera d’oro…non ne ho mai viste…
– Quelle sono molto lontane e si dovrebbe anche pernottare in una regione priva di co-
modità alberghiere…io non ci vado quasi mai…forse un’altra volta…
era facile rendersi conto che non ci teneva e Vlesio non insistette
– Domattina la colazione verrà servita tra le sette e le otto, a quel momento ci accorde-
remo quando partire, comunque non molto più tardi perché il viaggio non sarà breve
e penso che forse è preferibile andare a riposare, domani sarà una giornata assai im-
pegnativa…
– Ti ringrazio ancora molto per la tua generosità…
– Per me è un piacere ospitare un vecchio conoscente, vecchio per modo di dire!
– Notte…
– Spero in ogni modo che il letto possa essere di tuo gradimento…
ognuno si ritirò nella propria stanza e Vlesio si addormentò appena toccate le len-
zuola…evidentemente non era stata una giornata da poco!
quando Vlesio scese per colazione, Frilia era già indaffarata e pronta per servirlo,
Flisiana seguì poco dopo
– Ho dormito benissimo, hai dei letti favolosi…
– Ne sono felice, perché li ho scelti con cura…ho pensato di portare con noi un buon
pic-nic, ho già disposto in merito e Frilia ha già riposto il cesto-firgorifero nel baga-
gliaio della macchina…

Vlesio era stupefatto dallo spirito organizzativo di Flisiana e pensò che forse lo ave-
va acquisito quando era dipendente dell’UNC…
partirono subito dopo colazione e Vlesio era affascinato dalla bellezza del paesaggio
che si snodava sotto i suoi occhi…e dopo un momento esclamò
– Stupendo…capisco perché sei venuta a stabilirti qui, con i tuoi mezzi avresti potuto
andare in un qualsiasi altro posto…
– Non credo…a parte il fatto che ci abitava mia zia con tutti i suoi averi ed ero già venu-
ta in vacanza con un’amica in tempi passati e non ci crederai, ma allora mi dissi che
avrei voluto passarci la vita, soltanto non sapevo come avrei potuto farlo…
– Ma se ci stava tua zia, non avresti potuto lavorare nelle sue imprese ?
– Sai quando si è giovani non si pensa a certe cose e il mio rapporto con la zia allora non
era brillante, ragione per cui me ne tornai tranquillamente a casa, rimettendo il progetto
eventualmente a più tardi!
– Ed eccoti qua…
– Ne sono felice, ci sto veramente bene e ci starei anche senza tutto ciò di cui dispongo
attualmente!
– Questo mi fa piacere…di non rendere dipendente dalla pecunia le scelte che si fanno
o vorrebbero fare…
– Infatti è ciò che cerco di fare costantemente!
– Sono contento per te…
così, scambiando i loro pensieri e vissuti, verso fine mattinata giunsero al lago più im-
portante

– Che meraviglia…esclamò Vlesio, ora capisco anche meglio il proprietario del “Luccio
d’Argento”.
e Flisiana, con qualche esitazione…
– Sai, quello…quello sarei ancora io!
– Tra poco mi dirai che ti appartiene anche l’isola! esclamò Vlesio stupefatto ironizzando
– La prossima volta assaggeremo il piatto “segreto” preparato con il luccio…e se fai il bra-
vo…ti rivelerò anche ia ricetta!
– Perché, hai intenzione di riportarmici?
– Se tu lo desideri perché no?
e prima che scendessero dalla macchina, lei appoggiò di nuovo la sua testolina alla
spalla di Vlesio…ma di nuovo lui non si mosse, come se ciò non fosse avvenuto, men-
tre Flisiana non gli fece notare un certo malcontento, ritirando discretamente la pro-
pria testa, pensando “verrà pure il giorno!”
– Ti propongo di fare il giro del lago, c’è una bella passeggiata che lo circonda.
– Pranziamo prima o dopo?
– Direi dopo…a stomaco vuoto si cammina meglio
– O.k. mi sta bene, andiamo…non temi per la tua macchina di lasciarla così sola in pie-
na natura?
– Ha un potente sistema d’allarme, è ben assicurata e poi da queste parti, per quanto
mi risulta, non ci sono mai stati dei malandrini…
quindi s’incamminarono colloquiando allegramente durante i quali Vlesio dovette
raccontarle gli ultimi eventi importanti successi in patria…
– Ovviamente non posso evitare di provare periodicamente una certa nostalgia per
l’Antralcia, ma poi tutto qui tende ad appagarmi…ci sto veramente bene e prospetto
di passarci la mia vita…
dopo un momento di silenzio da parte dei due, Flisiana proseguì inaspettatamente
– Ti vedresti passare la vita da queste parti?
per Vlesio la domanda giunse troppo improvvisa e quindi dovette riflettere un mo-
mento…
– In fondo sono appena arrivato e dovrei attendere ancora un attimo, guardarmi in
giro, rendermi conto della lingua…il cipatiano non mi sembra tanto facile…
– Se è per questo, l’ho imparato abbastanza rapidamente, ovviamente con delle le-
zioni private intensive…che ti potrei poi mediare…
– Non è soltanto per il linguaggio, ma anche per rendermi conto con quale ambien-
te sarò confrontato, quali sarebbero le possibilità di lavoro, di guadagno…
– Ma di questo non dovrai preoccuparti…ti aiuterei…potrei metterti a disposizione
una villa non lontana dalla mia che mi appartiene, compresa una macchina, ovvia-
mente non una Aston Martin, ma più a portata della tua borsa quando guadagnerai…
– La proposta, la prospettiva è molto seducente…però dovrò osservare, riflettere at-
tentamente e non decidere tempestivamente…
– Capisco…però ci terrei molto di averti come vicino…ho una grande fiducia in te e
penso che potremo diventare dei grandi amici!
– Ovviamente non lo escludo…ma lasciami un po’ di tempo…al limite, se necessario,
potrei anche chiedere un prolungamento delle vacanze, per rendermi conto che cosa
mi aspetta nel caso che…
– O sì, fallo e sappi che per tutto il tempo che necessiti, puoi stare da me senza pro-
blemi, senza preoccuparti di checchessia!
– Te ne sono molto grato, ma non vorrei abusare della tua generosità…
– Figurati, per me è un vero piacere…direi un piacere inaspettato che colora di più la
mia vita…in fondo sei un pezzo della mia terra…
per Vlesio suonò come un campanello d’allarme “che vorrà poi in cambio per tutte
le sue concessioni? sarò in grado di corrispondere alle aspettative di Flisiana e in
verità quali saranno le sue aspettative?”
così parlando e riflettendo fecero il giro del lago e si adagiarono su una coperta per
il picnic…Vlesio si rese conto che Frilia aveva preparato ogni ben di Dio, da cui ci si
poteva rendere conto una volta di più in quale abbondanza viveva Flisiana…
terminato il pranzo si distesero per una breve siesta e Flisiana non mancò di appog-
giare di nuovo la sua testa sulla spalla di Vlesio che faceva addirittura finta di dormi-
re per non lasciarsi trasportare da gesti inconsulti!
Flisiana si rimise seduta, non fosse che per pensare all’ accaduto, infatti …”continuo
a dargli segnali di simpatia ed  esprimere desideri di vicinanza e lui non reagisce…
è forse dell’altra sponda? insensibile? impotente? già impegnato altrove?” e mentre
si torturava con tutte queste domande Vlesio si svegliò dall’apparente sonno e, ve-
dendo Flisiana assorta
– Cara, che cosa ti succede?
quel “cara” le giunse inaspettatamente ed era come se facesse risuonare una corda
nel suo cuore…”forse le voleva bene? era un timido? non osava esprimersi, non era
in grado di prendere delle iniziative? aveva fatto delle pessime esperienze con il mon-
do femminile?…
si propose d’indagare successivamente
– Stavo semplicemente pensando…
– A che cosa se posso chiederti?
ma anche Flisiana non volle scoprirsi , d’altronde si rinfacciò di giocare più o meno
il medesimo giuoco che forse stava giocando Vlesio…
– Mi sono chiesta dove ti avrei potuto invitare questa sera a cena…
– Non si potrebbe visitare un locale semplice, modesto, indigeno, come piacciono a me,
con cibi locali, genuini?
– Certamente, ne conosco uno che scommetto ti piacerà…
– Ottimo…
Flisiana si appartò un momentino con il suo cellulare, poi tornando
– Credo di avere avuto un’idea migliore…ho dato ordine di far portare quel cibo, ben
inteso di quel ristorantino per questa sera sul mio yacht, ceniamo,  potremo rimanere
a bordo, passarvi la notte e all’alba salperemo per una mia piccola spiaggia privata tra
le rocce, accessibile soltanto dal mare.
– Hai anche una spiaggia privata?
– Su quest’isola esiste la possibilità di acquisire spiagge di questo tipo, anche se assai
rare e costose…vedrai è molto bella, sfortunatamente utilizzata troppo poco…comun-
que sarai il primo uomo che ci porto…
– Da un lato mi metti in imbarazzo, dall’altro lato mi sento onorato…
– Guarda che per me non devi essere né l’una né l’altra cosa…a me basta che ti faccia
piacere e che magari tu sappia apprezzare il posto così come lo apprezzo io…ci vengo
ogni tanto da sola per ritrovarmi e ricaricare le batterie…
ma Vlesio rimase imbarazzato…quel essere il primo uomo ad avere accesso a quello
che sembrava essere un gioiello di Flisiana, gli dette addirittura l’impressione che lei
lo stesse corteggiando…e poi quel dormire sullo yacht non gli appariva molto rassi-
curante, poiché aveva deciso di non abbandonarsi a una storia sentimentale, visto
che tra poco doveva ripartire e che avrebbe poi sofferto del distacco qualora si fosse
innamorato, sentimento che già sembrava spuntare e fare l’occhiolino all’orizzonte!
 Vlesio non si oppose, che ragioni c’erano per farlo? però, e secondo le sue abitudini,
non riuscì a non puntualizzare
– Sai, cara Flisiana…quel cara, anche se aveva un altro carattere di quello precedente,
fece impressione a Flisiana e le dava una qualche speranza…ma poi venne ciò che per
Flisiana sembrava una “doccia fredda”…
vedo che hai l’abitudine di pensare, disporre,
decidere tutto per conto tuo senza chiedere nulla agli altri e francamente non ci sono
abituato…
– Scusa, ho ferito il tuo orgoglio?
– Non si tratta di orgoglio, è il semplice fatto che c’è anche l’altro che ha pure i suoi biso-
gni, desideri, progetti dei quali si tratta di tenere conto come dei propri…è semplicemen-
te un problema di riguardo, di…
– Spero che non ti sia offeso, se no ti prego di volermi scusare, sono sinceramente morti-
ficata e me lo annoterò dove si deve per il futuro…forse avevo dimenticato che hai un ve-
ro spirito democratico…sappi però che le mie intenzioni erano soltanto quelle di farti
piacere e di offrirti qualcosa di inabituale!
– Questo l’ho capito, non te lo rinfaccio veramente ma ti ringrazio di volerti prendere cu-
ra di me e non ho alcun risentimento nei tuoi confronti, soltanto non mi dispiacerebbe
se in futuro me ne parli, per sentire il mio parere che ritengo altrettanto importante
quanto il tuo!
– Farò del mio meglio e se sbaglio dimmelo, poiché non è sempre facile cambiare le abi-
tudini…già all’ UNC me lo rinfacciavano, pur avendo un ruolo semidirettivo…che forse
trasformavo in troppo…
Si rimisero in macchina e verso sera giunsero nel porto di Cicipati.

Il personale dello Yacht, composto da un timoniere, un macchinista e una cuoca-
stewardess, guarda caso non era la bella e simpatica Frilia? erano tutti al loro
posto e Flisiana diede ordine di salpare…
ma era lei per caso anche il capitano e non lo era il timoniere? infatti si mise ai
comandi nella cabina vicino al timoniere…
– Vedo che sei molto polivalente e così anche Frilia, d’altronde gran bella ragazza!
Si rese conto che questa osservazione avrebbe potuto risparmiarsela, poiché notò
che il volto di Flisiana si adombrò per un istante…però si riprese molto rapida-
mente
– Infatti è indigena e non è così complessata come lo siamo noi in Antralcia!
Vlesio si chiese se questa non fosse una frecciatina scoccata nella sua direzione e
che fosse lui considerato l’ínibito nei confronti di Flisiana, d’altro canto veniva
pure dall’Antralcia e non aveva reagito ai vari messaggi inviatigli! Vlesio comin-
ciava a trovarsi seriamente in difficoltà…
comunque la cena, semplice, genuina e squisita, rimase senza particolari incidenti,
dopo di che
– Sai giocare a biliardo?
– Mi stai dicendo che hai una saletta di biliardo sul panfilo?
– Certo ed è un gioco che mi è sempre piaciuto…
– Francamente non lo so giocare, anche se ho tentato da giovane, ma soltanto molto
brevemente, per cui…
– Ma se vuoi te lo insegno io e possiamo farvi partecipare pure Frilia che è una piccola
campionessa!
Questa volta Vlesio si sentì trasceso e quasi si vergognava di figurare da incapace…
però reagì
– Molto volentieri…
I tre scesero nella saletta dandosi da fare…e i tre corpi si avvicinarono sensibilmente…
sia Flisiana che Frilia gli volevano mostrare una qualche mossa particolare e guidarlo
ma con la sua stecca in mano, ragione per cui dovevano appoggiarsi al suo corpo…
Vlesio cominciò a sudare, gli sembrò di capire le intenzioni di Flisiana, ma tenne duro
e alla fine della dimostrazione i tre si concessero un generoso rinfresco prima di cori-
carsi…
durante la notte, la porta della cabina di Vlesio schricchiolò lievemente e qualcuno sulla
punta di piedi si fece avanti e cercò di coricarsi al suo fianco…Flisiana? no, era Frillia,
la meno complessata!
Vlesio accese la luce…
– Che fai qui?
– Ero sicura che ti piacessi…
– Ma certo che mi piaci, ma sono già impegnato e anche fedele, ragione per cui devo resi-
stere a questa allettante tentazione!
– Peccato, veramente peccato perché mi piaci tanto…
– Ma anche tu mi piaci, ma non mi posso concedere, spero che tu capisca…
– Cerco di capire, ma faccio fatica…
e si alzò dirigendosi verso l’uscita
– Spero soltanto che tu non sia risentita…
– No, no, sono soltanto dispiaciuta…molto dispiaciuta…però ti prego, non dire nien-
te alla signora…non vorrei perdere il posto !
– D’accordo, va bene…tranquilla!
lei tornò alla porta e lo baciò sulle guance…
– Grazie, tante grazie!
e uscì, mentre Vlesio tirò un gran sospiro di sollievo, temeva che cedendo sarebbe
iniziato un gran bel pasticcio sentimentale!
quella notte non successe altro e all’alba, ma dopo colazione, Flisiana diede ordine
di salpare e con un mare calmissimo giunsero in poco tempo alla spiaggia di Flisiana,
piccolo gioiello incastrato tra rocce variopinte e inaccessibile dall’alto
– Si potrebbe rimanere qui per un po’…
– Pensavi di pernottare qui?
– Vedrai come è bello …sia per le stelle che puoi osservare indisturbato, sia per la cal-
ma primordiale, accompagnata ogni tanto soltanto dal movimento ondoso del mare!

Vlesio s’interrogò se dietro tutto ciò non ci fosse un preciso piano di seduzione, ma
non disse nulla, pensando soltanto al fatto che una relazione con Flisiana non pote-
va essere che un rapporto di breve durata, forse anche superficiale, in ogni modo
una specie di amore impossibile, poiché tra poco sarebbe tornato alla sua attività
di bibliotecario in Antralcia e già dal punto di vista finanziario non avrebbe potuto
stare al passo con lei!
Ma si adattò, si trasferì sulla terra ferma senza lasciar trasparire nulla di una certa
sua insofferenza, prese posto nella villetta ed espresse la sua ammirazione per la fun.
zionalità della costruzione addobbata intenzionalmente a un minimo ma ben vivibile…
– Qui vengo molto volentieri, per me è un posto idillico e ho l’impressione di essere me
stessa, al di qua e al di là delle ricchezze…senza nome, patria, attività dovute o volute…
e si adagiò sulla spiaggia davanti alla casetta, dopo essersi cambiata, godendo appie-
no il calore solare prima del tramonto, in un variopinto costume da bagno…
Vlesio non poté che ammirare quel corpo da favola, dicendosi quanto poco traspariva
della sua bellezza quando Flisiana era seduta dietro lo sportello dell’UNC coperta da
un grembiule nero!
Si sdraiò vicino a lei e nuovamnete Flisiana appoggiò delicatamente il proprio capo
sulla spalla di Vlesio…
di nuovo rimase immobile…poco dopo lei si rimise seduta guar-
dandolo…
– Non ti piaccio?
– Se tu sapessi quanto mi piaci!
– Ma allora perché non reagisci, perché non mi fai sentire la tua inclinazione, perché non
mi ami?
Vlesio rimase un momento assorto…poi si mise seduto pure lui…
– Vedi Flesiana, tu sei una donna ricca dalle innumerevoli possibilità, vivi su questa me-
ravigliosa isola…io sono un semplice bibliotecario capitato qui per caso  e probabilmen-
te  per questa e unica volta…tra poco dovrò ripartire per riprendere la mia limitata, an-
che se interessante funzione che mi permette pure di scrivere, soprattutto nelle mie non
poche ore libere…in fondo credo di essermi già innamorato di te e il distacco tra non
molto mi peserà enormemente, già senza un nostro rapporto più intimo, figurati poi se
dovessi lasciarmi andare a una relazione più ravvicinata, per ripartire anche soltanto
tra un paio di settimane…non so se mi puoi capire!
anche Flesiana, ricoricandosi, rimase pensierosa qualche momento…
– Caro, perché non rimarresti qui con me?
– Dovrei imparare la lingua, cercarmi un lavoro, sistemarmi in un qualche modo degno
del tuo livello, degno di starti al fianco…
– Ma perché ti preoccupi tanto? stando con me potremo risolvere tutti questi problemi…
– Sì, ma non vorrei che si dica, ma questo vale anche per te, che mi mantieni, che sono
un tuo mantenuto, insomma qualcosa come un gigolo…
rimasero silenziosi per alcuni momenti
– Penso che tu lo sappia che sono nullatenente…i miei conti a suo tempo li avrai visti!

…lei esitò, arrossì, era come se cercasse ma non trovasse le parole giuste…si rimise
seduta e si poteva facilmente percepire che era fortemente imbarazzata…sottoposta
a una forte tensione interiore, ma poi…
– Che cosa dici mai?…tutto qui è tuo…la spiaggia, la villetta, il panfilo…
– Sarebbe troppo generoso da parte tua di voler dividere tutto con me…
– No, dico sul serio…le case, la Aston Martin, i miei vestiti, il personale, il resto è tutto
tuo, sono io che sono la nullatenente!
– Per favore smetti di scherzare, di tirarmi in giro, oppure cercare di abbonirmi per far-
mi restare…apprezzo, ma non esagerare…
– Non esagero, dico sul serio…non te lo detto prima, perché non ti conoscevo abbastanza,
ma ora che, oltre che innamorarmi, ho potuto scoprire la tua probità, la tua dirittura, la
tua affidabilità…tra parentesi sappi che quella notte, Frilia te l’ho mandata io perché vo-
levo rassicurarmi che non eri semplicemente un farfallone…
– Come, hai incaricato Frilia?
– Sì… e tu le dicesti che eri già impegnato e che eri fedele…ma con chi se posso chiedere?
– Nonostante tutto mi sentivo impegnato con te…
– Tesoro! e Flisiana volle abbracciarlo, ma Vlesio mantenne le distanze…
– Però…va bene…ma il resto, questa storia che tutto è mio che significa?
Flisiana cominciò a raccontare per filo e per segno gli antecedenti, da quando Vlesio
venne per i suoi pagamenti, chiese di controllare i biglietti della lotteria, lei affermò
che non aveva vinto nulla, mentre si era resa conto che era vincitore del grande jack-
pot di quelle settimane, occultando il biglietto su un mucchietto appartato e inappa-
riscente…
– Ma a quanto ammontava? volle sapere e Flisiana divenne molto titubante, ci si ren-
deva conto che non osava pronunciare la cifra…poi si sforzò…
– Cento…centoventisette…milioni di brac!
– Dimmi che ti stai burlando di me, dimmi che…
– Allora sì, ora non più!
– Ma poi? volle assolutamente sapere Vlesio
– Come ti sarai reso conto, lasciai immediatamente il posto, mi organizzai per incassare
e trasferire la somma con l’aiuto di un cugino, giovane avvocato commercialista, desti-
nazione Cicipati, sulla quale molti anni or sono avevo trascorso delle splendide vacanze
con un’amica, sperando di essere al riparo da qualsiasi intrusione, lasciando all’oscuro
tutti i miei conoscenti e i pochi lontani parenti, cercando di costruirmi un nuova vita.
– Stai dicendo a spese mie…insinuò Vlesio
– L’hai detto anche se è difficile crederci!
– E perché non me lo hai confessato prima?
– Temevo e temo tuttora le tue reazioni, ma era più forte di me…così come ti ho conosciu-
to non me la sentivo più di ingannarti…era diventato un peso pressoché insopportabile…
ed eccomi qua esposta alla tua volontà, alle tue decisioni…
– Quindi l’eredità di tua zia, le case, fattorie, miniere, flottiglia di pescherecci…
– Tutta invenzione…ma di quella somma enorme ho speso relativamente poco…la casa in
cui abito, la villetta degli ospiti, l’Aston Martin, questa piccola spiaggia tra le rocce, il pan-
filo, il personale…per cui rimangono almeno e pressappoco in cifra tonda sui cento milioni
di brac!
– Una bagattella…aggiunse ironicamente Vlesio, esclamando poi e quasi esplodendo…
– Ma che sollievo, che sollievo¸ che sollievo!
– Perché mai?
– Perché finalmente ti posso abbracciare senza reticenze…e prese Flisiana tra le braccia
stringendola così fortemente che lei si sentì quasi soffocare…
– Non sei arrabbiato, furibondo, non ti senti di volerti vendicare?
– Ma che ti prende…sono veramente felice, anzi felicissimo!
– Non capisco…non vuoi denunciarmi?
– Denunciarti? Ma se mi hai appena dato la più bella notizia della mia vita!
e questa volta fu Flisiana ad aggrapparsi al collo di Vlesio coprendo il suo volto di baci…
– Non sai che peso mi hai tolto d’addosso e quanto mi stai rendendo felice!
– Però, c’è per ora ancora almeno una cosa che mi piacerebbe sapere…
– Tutto ciò che vuoi…appoggiando con tenerezza il proprio corpo al suo…
– Però come hai fatto a gestire tutto questo?
– Credo di averti accennato che mi ero fatta aiutare da un cugino, giovane avvocato com-
mercialista…d’altronde l’ho portato con me per continuare a gestire la grande fortuna…
è qualcuno che conosco dalla mia più tenera infanzia e sono assolutamente sicura di po-
termi fidare di lui!
– E…hai anche…avuto dei rapporti ravvicinati con lui?
– Ma no, è un mio cugino di primo grado…cosa pensi mai?
– Be’ ho avuto un carissimo amico che ha sposato una sua cugina, pure di primo grado…
– Ma no, lo conoscerai…è un gran caro ragazzo, ma non è per nulla il mio tipo…però sa
fare molto bene il suo lavoro e quando lo avrà concluso tornerà in patria!
cominciava a fare un po’ freschino e Flisiana propose di entrare nella casupola di…
Vlesio… che cosa vi successe quella sera e quella notte nessuno lo seppe per davvero,
mentre sul panfilo ancorato nella piccola baia gli avvenimenti furono molto più tra-
sparenti perché Frilia seppe bene che cosa fare con il timoniere e il macchinista per
non annoiarsi aspettando gli ordini della padrona, poiché non sapeva ancora nulla
dei cambiamenti di regia…
il mattino Vlesio e Flisiana uscirono a braccetto, appa-
rentemente una coppia felice…
– Vuoi che chieda a Frilia di portarci la colazione?
– Per me soltanto un po’ di frutta, più di così non mangio il mattino…
Flisiana prese il cellulare e dopo non molto giunse Frilia su un piccolo fuoribordo
accompagnata dal timoniere
– Questa è la prima volta che mi si serve la colazione con un fuoribordo!
– E spero che non sia l’ultima…
– Vedremo…abbiamo tante cose da chiarire…
– Sì lo so e sono tutta a tua disposizione…si avvicinò ancora di più a Vlesio e cominciò
a baciarlo, al che lui non fece opposizione alcuna, mentre Frilia rimase assai di stucco,
ma non solo…
Vlesio lasciò che Flisiana terminasse la colazione
– Io direi di rientrare…vorrei incontrare tuo cugino per vedere che proposte potrebbe
farci per risolvere al meglio i nostri cambiamenti…
– Va bene, lo chiamo per fissare un incontro al nostro ritorno…
– Tesoro, non temere perché desidero trovare delle soluzioni eque che convengano a
tutt’e due…
– Lo so e ho molta fiducia in ciò che deciderai e farai…
– Lo decideremo e faremo insieme…ritengo che la tua sincerità vada premiata…avresti
anche potuto non dirmi niente e lasciarmi ripartire per l’Antralcia così come ero venuto,
completamente ignaro!
– Tu non sai quanto sono felice di avertelo confessato…
– E io contento di averti incontrata e scoperta!
e si abbracciarono appassionatamente a tal punto che Frilia dovette distogliere lo
sguardo imbarazzata…in fondo avrebbe voluto trovarsi lei compresa in quell’ab-
braccio!
Il gruppo riprese il mare per tornare nel porto di Cicipati, dove già li aspettava
Erfrimio il cugino di Flisiana.
– Sei proprio un cugino affidabile…
– Mi hai detto che era importante ed eccomi qua, d’altronde come al solito…
– E te ne sono molto grata…ti presento Vlesio il mio compagno…
– Finalmente hai un compagno…era ora e ne sono felice!
dopo alcuni convenevoli in cui Erfrimio venne a sapere che Vlesio era un suo compa-
triota e che era venuto per caso in vacanza a Cicipati
– Abbiamo un grosso problema da trattare e penso che il meglio sarà di andare a casa
per farlo…
giunti a casa, Flisiana venne subito al dunque
-Devi sapere che tutto ciò che posseggo non è l’eredità di un’ipotetica zia, ma forse ciò
che non sai è che tutto quanto, compreso il tuo onorario, proviene dal mio compagno…
e qui lei fece un’importante pausa respirando profondamente…appartengono…al mio
compagno, a Vlesio!
Erfrimio rimase interdetto
– Ma, ma…non mi avevi raccontato che avevi ereditato in patria da una zia, che d’altron-
de non ho mai conosciuto ma era anche e soltanto una tua zia, e che poi avevi trasferito
l’enorme somma qui a Cicipati, chiedendo il mio aiuto iniziale per gestirla…
Flisiana visibilmente imbarazzata e arrossendo
– Sì, è ciò che ti ho detto…ma non era vero…non c’era nessuna zia e nessuna eredità…
Vlesio intervenne per toglierla dall’imbarazzo
– Cerca di dirti, possiamo darci del tu vero? che i soldi me li ha sottratti, te ne parle-
remo più dettagliatamente e che ora vuole restituirmeli ed è per questo che sta chie-
dendo il tuo prezioso aiuto, perché ha molta fiducia in te e da quanto ho capito ti
apprezza veramente!
– Ti ringrazio…intervenne brevemente Flisiana…ed Erfrimio rivolgendosi a Vlesio
– Allora, se ho capito bene, dovrei provvedere a trascrivere il tutto a tuo nome?
– Sì, sì…intervenne Flisiana
– Andiamoci piano, io sarei per una soluzione equa e ho pensato a qualcosa sul tipo
comunione di beni, ma di tutti i beni di cui Flisiana è attualmente in possesso…pen-
si che sia fattibile?
– Ma tesoro…non vorrei…in fondo Flisiana voleva rifiutare un’offerta così generosa,
non sentiva di meritarsela…
– Guarda che, secondo il vecchio detto “metà per uno fa male a nessuno,” quindi…
Erfrimio pensi che sia fattibile?
– Suppongo di sì e me ne occuperò tempestivamente per approfondire le leggi dell’iso-
la, anche se la soluzione migliore sarebbe quella di…sposarvi!
i due si guardarono in parte stupiti di fronte a questa nuova prospettiva, però Vlesio
intervenne a sorpresa
– In verità ci avevo pensato…
– A dire il vero anch’io…aggiunse Flisiana
– Ma allora perché non cominciare dalla testa invece che dalla coda?…fece una piccola
pausa
, se mi date il vostro consenso, comincio ad avviare le pratiche…così potrò tronarmene
a casa…la mia fidanzata comincia a diventare impaziente!
dopo un’altra breve pausa , Vlesio sorridendo s’inginocchiò davanti a Flisiana…
– Vuoi tu…e lei lo interruppe
– Sì, sì, voglio, eccome se lo voglio! ma per l’amor del cielo alzati…e i due si abbraccia-
rono 
calorosamente…poi Vlesio al cugino
– Dunque aggiudicato, procedi pure con le pratiche, ti darò tutti i documenti che neces-
siti!
– Questo lo dobbiamo festeggiare a dovere, ne parleremo a cena…
– Ma poi pensate di riuscire a gestire l’enorme somma? insinuò Erfrimio, al che Vlesio
– Non preoccuparti, ho un carissimo amico in Antralcia che è banchiere e sono sicuro
che verrà più che volentieri a darci una mano…in modo che tu possa rientrare tran-
quillamente a ritrovare la tua fidanzata, non vorremmo proprio esserti d’intralcio…
qui fece una pausa di riflessione…
però caro Erfrimio vorrei che questa storia rimanga tra noi, coperta pure dal segreto
professionale…preferirei che si dica “ha sposato Flesiana perché è una riccona”, piut-
tosto che “Flesiana ha ingannato un cliente dell’UNC e poi ha confessato per paura di
essere scoperta e penalizzata”…tanto noi sappiamo come stanno veramente le cose e
ciò che conta è stata in definitiva la sua sincerità, però temo che questo aspetto verreb-
be bypassato dal pubblico a favore dell’inganno!
– Lo credo anch’io…per il resto mi sembra ovvio…anche con i colleghi, rientrato in
patria, sarò muto come una tomba!
– Ringrazio di cuore ambedue, vi sono veramente riconoscente!

                                                                                                                So long, I am around…

Fine del racconto

About the Author

Beni Sascha Horowitz
Nato e cresciuto a Lugano (Svizzera, per chi non lo sapesse c'è anche una Lugano in Italia), ho studiato a Ginevra musica, psicologia e psicologia del lavoro (efficiency), pedagogia e pedagogia curativa. Ho praticato a Basilea e Lugano psicologia clinica e psicoterapia di tipo psicodinamico (avendo seguito un "Training psicoterapeutico) , ma indipendentemente da "Scuole", all'interno di Servizi Medico-Psicologici. Ho partecipato ai Corsi per Adulti in tanto quanto animatore di alcuni corsi tra il quali il Tai Chi Chuan, Rileggiamo Dante, I Miti del passato e l'uomo moderno, Il Diario personale creativo, Alla ricerca della propria identità, Psicologia e vita quotidiana, ecc. Sono rimasto sensibilmente influenzato dal Taoismo cinese e dallo Zen giapponese, senza pertanto diventare un "fedele seguace". Ho iniziato i tentativi di scrittura dopo il pensionamento. Ora sto cercando di proporre poco a poco alcuni miei scritti... Per eventuali chiarificazioni, sono raggiungibile tramite l'indirizzo e-mail: [email protected]

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