È UNA MIA SCELTA E L’ASSUMO

Beni Sascha Horowitz
“ È   UNA   MIA   SCELTA   E   L’ASSUMO  “

Premessa

Parafrasi di un’emissione delle TV francesi in cui un’animatrice “invita” delle persone, fronte a un pubblico e su una specie di podio: persone che si sono annunciate e che hanno le caratteristiche tematiche proposte dalla regia della trasmissione, come per esempio:

– Non mi lavo praticamente mai…è la mia scelta,
– Essere bella è un inferno…
– Mio marito ha 30-40 anni più di me…è la mia scelta
– L’amicizia tra uomo e donna è possibile?
– Cerco di sedurre i compagni di mia figlia!
– Sono ricco e mi piace mostrarlo!
– Non accetto la mia età!

e così via dicendo. Ovviamente vengono pure invitate delle persone che sono dell’avviso contrario, ciò che crea spesso delle serate animate, durante le quali può intervenire anche il pubblico.
Vi sono due animatrici che gestiscono la trasmissione in modo più o meno alternato e bisogna riconoscere che lo fanno con tatto, competenza e umore, inoltre sono molto apprezzate dal pubblico.
Oggi invece desidero proporvi, nell’ambito della categoria delle “Scenette Teatrali” del mio blog (di sola lettura), una mia variazione virtuale di questa trasmissione con il titolo:
“Essere umano o subumano ? Sarà la mia scelta e l’assumo!

La Scena

Si tratta di uno spazio in forma di piccolo “anfiteatro” coperto, con il pubblico che all’apertura della scena vi si trova già installato, un mix di giovani e anziani di ambo i sessi, compresi alcuni bambini che accompagnano i genitori o sono figli degli invitati. Poi nell’ “arena” entra l’animatrice che questa volta è nuova, perché delle due titolari una è ammalata e l’altra è in vacanza su un’isola dell’Oceano Arfrattiano.
La sostituta sulla trentina, di piacevole aspetto, alquanto alle prime armi, entra però apparentemente sicura di sé, accolta con molto entusiasmo dal pubblico che batte calorosamente le mani, mentre alcuni giovani fischiano in segno di ammirazione ed approvazione.
Di fronte al pubblico e all’animatrice, quando questa volta le spalle al pubblico, c’è come un podio circolare leggermente rialzato con delle comode poltroncine vuote.

– Sono Vrisiana e ho il compito di assumere questa serata poiché le colleghe sono assenti. Non ho avuto molto tempo per prepararmi, perché sono stata precipitata improvvisamente nella trasmissione come sostituta, ma cercherò di fare del mio meglio e soprattutto di non deludervi… (applausi d’incoraggiamento di un pubblico che, sin dall’inizio, sembra ben disposto con una non velata tendenza all’entusiasmo…)
– Il tema di oggi sarà, d’altronde l’avete scelto voi durante le ultime settimane scrivendo in questo senso alla nostra redazione:
“Essere una persona umana o subumana? è una mia scelta e l’assumo!”emerge subito una voce dal pubblico:
– Ma che cosa vuol dire subumano?
– Questo problema verrà affrontato durante la trasmissione e cercheremo di chiarirlo sia con i nostri ospiti che con il pubblico…ribatte Vrisiana sicura e pronta, senza lasciarsi distrarre e infatti rivolgendosi al pubblico:
– Per cominciare vi prego di accogliere e ascoltare Aldrine…per la quale il nostro tema sembra essere di una certa importanza…
Entra l’ospite accolta con applausi consenzienti
– Buon giorno Aldrine e grazie di avere corrisposto al nostro invito…
– Sono io che ringrazio, perché mi permette di esprimere il mio punto di vista a proposito, soprattutto perché difendo la scelta dell’essere una persona umana e non subumana, anche se questo è tutt’altro che facile…applausi del pubblico…
– Per cominciare vogliamo forse chiarire che cosa lei intende per umano e subumano poiché, soprattutto quest’ultimo temine, non sembra essere evidente per il nostro pubblico…
– Volentieri, fermo restando che si tratta di punti di vista strettamente personali…
– Ovviamente, questo rimane sottinteso per noi tutti!
– Dunque…comincio con il subumano, anche perché penso che talvolta chiarire la negazione, può aiutare a capire meglio l’affermazione …Aldrine inserisce una breve pausa di riflessione…
– Voglio premettere che se parlo di subumano, non parlo di uno stato all’interno di una scala di valori, bensì di uno stato esistenziale, per il quale non emetto un “vale di più o di meno”, ma è ciò che taluni vivono semplicemente in un certo modo, sia che non vogliono o possono diversamente per svariate ragioni…
e, dopo un’altra breve riflessione, seguita molto attentamente dal pubblico…
– Per me si tratta di una scelta deliberata, che cerco di assumere al meglio delle mie possibilità…
al che si azzarda una voce dal pubblico
– Va bene, ma che cosa contiene il tuo subumano?
– Sto arrivandoci…ribatte Aldrine un po’ stizzita…
– E dai, non prendertela per così poco, qui siamo come una grande famiglia e ci si deve poter dire più o meno tutto e magari anche senza tante  reticenze…afferma un’altra voce nel pubblico
– Sono d’accordo fino a un certo punto, questo però senza abbandonare le vie del rispetto reciproco…fa notare Vrisiana l’animatrice…continua pure…e Aldrine riprende il suo discorso…
– Quindi, per venire al dunque, per subumano intendo per esempio:
l’indifferenza, il disimpegno, l’incomprensione, l’ignoranza, la falsità, l’ambiguità, la superbia, la presunzione, la competitività esclusiva ed esacerbata, la prevaricazione, l’ingiustizia, la crudeltà, la o le perversioni…
– Ma scusa, a me sembra che ciò che stai dicendo faccia tipicamente parte della nostra natura umana…si fa sentire una voce dal pubblico…
– Hai perfettamente ragione, soltanto che per me diventano subumane quando diventano prevalenti nel nostro modo di essere e relazionare!
A questo punto interviene l’animatrice
– Ringrazio e considero quanto detto un’introduzione, per cui ora potete accogliere Sfran per ciò che avrà da dirci…
entra il nuovo invitato che fa una specie di inchino settecentesco, accolto con simpatia dal pubblico e Sfran ripete ancora per alcune volte l’inchino…
Grazie, grazie, grazie…
– Può prendere posto vicino ad Aldrine e, visto che nella saletta d’attesa ha udito ciò che la medesima ha affermato, sentiamo che cosa ci vuole dire a proposito…
– Ecco, forse vi sembrerà un po’ strano, ma mi sto chiedendo perché stabilire queste due categorie, perché mai questa scissione…a me sembra che faccia tutto parte delle caratteristiche umane, secondo il detto:
“errare è umano, perseverare è…più che umano!”voce dal pubblico
– Si dice “errare è umano, perseverare è diabolico!” e Sfran di rimando
– Questo lo so ed è la mia trasformazione del detto che tende ad abolire la separazione…
ma subito Aldrine
– Vedete che anche nel detto originale c’è una divisione…si tratta soltanto di trasformare il “diabolico” in “subumano”, anche se non è proprio ciò che volevo dire, perché “diabolico” mi sembra faccia parte di un aspetto, considerato in generale come molto negativo e quindi rientra in una scala di valori che sto cercando di evitare, mentre vorrei soltanto differenziare, ossia riferirmi a delle funzioni, degli stati esistenziali e non a dei valori!
– E il “bene e il male” ? si sente partire un’altra voce dal pubblico…
– Quello mi sembra essere un altro tipo di discorso, sul quale forse torneremo…ma per ora siamo ancora all’affermazione di Sfran che non sembra voler accettare la proposta di Aldrine, ossia di stabilire due categorie, ricordo “l’umano e il subumano “, che andrebbe ancora chiarito…
sentenzia l’animatrice proseguendo
– Vediamo se la prossima invitata ci può portare un po’ di luce nel dibattito, vi prego quindi di salutare Ciarisca…entra una bella giovane accompagnata dai fischi dei maschietti…
– Piacere mio, piacere mio, buona sera a tutti…
– Anche lei ha potuto seguire il discorso dietro le quinte, le chiedo quindi che idea si è fatta dopo quanto ha udito…Ciarisca riflette un momento…
– Capisco Sfran che non vuole procedere a una divisione, però mi sembra interessante il punto di vista di Aldrine che inserisce il concetto di prevalente, perché se l’ho capita bene, lei inserisce l’aspetto quantitativo come determinante per stabilire la suddivisione…
– Non abbiamo capito, non abbiamo capito, spiegare meglio…emergono al tempo stesso alcune voci dal pubblico e Ciarisca tranquillamente
– Non mi sembra molto complicato e detto diversamente: Aldrine ritiene che, come è stato affermato da qualcuno prima, ciò che ha elencato fa tutto parte del bagaglio umano ma che è la quantità, ossia la prevalenza di certe caratteristiche su altre che fa la differenza…
– Vogliamo esempi, esempi pratici…si sente un po’da tutte le parti nel pubblico e l’animatrice
– Suppongo che forse il prossimo invitato potrà aiutarci a capire meglio…invito perciò Branson a darci il suo contributo…entra un uomo alto, robusto dai tratti alquanto orientali, salutato con un certo stupore dal pubblico che rimane ancora più stupito dalla dichiarazione dell’animatrice
– Vorrei aggiungere che Branson è un mio conoscente di lunga data e che, pur avendo l’aspetto orientale, è cresciuto come mio vicino di casa nel medesimo quartiere…
– Sì, ma come mai il nome antralcese? chiede qualcuno nel pubblico e Branson riprende la parola per rispondere
– Semplicemente perché mio padre proviene dall’Antralcia e la mamma dalla lontana Saimolania ma qualcuno nel pubblico azzarda
– Sei anche l’amante dell’animatrice? un silenzio glaciale invade la sala…e tutti, per un lungo momento rimangono senza parole…ma Branson, come se fosse la cosa più naturale di questo mondo
– Avrei voluto che lo fosse ma è lei, per delle ragioni che non sono mai riuscito a capire, che non lo desiderava…ed è forse proprio per ciò che siamo rimasti dei buoni amici!
di nuovo un silenzio ma molto più breve del precedente e più rilassato
– Bene, spero che ora la vostra curiosità sia soddisfatta e quindi cerchiamo di non perder il filo del nostro discorso…fece notare l’animatrice, visibilmente sollevata dall’intervento di Branson, anche perché la domanda era troppo inaspettata al punto che Vrisiana fu veramente imbarazzata e priva di parole
– Quindi sentiamo un po’ che cosa ci vuole dire Branson…
– Da quanto ho potuto udire finora, il discorso mi sembra ben avviato e sono state dette delle cose interessanti: per esempio il punto di vista che propone la sostituzione di una scala di valori con un punto di vista funzionale, oppure l’aspetto che sottolinea il concetto quantitativo, o ancora la proposta di non procedere a una suddivisione…ma l’animatrice interviene subito
– Va bene per il breve riassunto…questo l’abbiamo già sentito…ma tu, che opinione ti sei fatto?
a cui segue una breve riflessione di Branson…
– In un primo tempo mi sono detto che si sarebbe potuto anche procedere a una suddivisione in umano e animale…poi mi sono accorto che tutte o quasi le caratteristiche elencate da…credo si chiami Aldrine…per il subumano, non sono delle caratteristiche animali, ragione per cui si farebbe loro un torto definendole come animali…quasi quasi mi sembrerebbe di insultarli !
e una voce dal pubblico
– Beh, insultarli mi sembra un termine un po’ forte, non pensi?
– Forse hai ragione, ma comunque non mi sembra che facciano parte del regno animale…quindi ritengo che il termine subumano si possa anche difendere!
– Abbiamo ancora un’invitata che forse ci può dire qualcosa a proposito, vi prego dunque di accogliere Paliora…entra una signora di una certa età difficilmente definibile, molto curata e si potrebbe dire anche ben conservata…non si odono fischi, ma un battimani alquanto intenso…
– Benvenuta e grazie di aver dato seguito al nostro invito…
– Grazie a voi, piacere mio…
– Dopo averci seguiti nei nostri discorsi, vorrebbe forse aggiungere qualcosa?
– Sì, finora mi è mancata la descrizione, la conferma delle caratteristiche umane, perché mi sembra importante che siano ben chiare…
e l’animatrice
– Infatti anch’io ho avuto l’impressione che fosse un aspetto non ancora abbastanza chiarito
a questo punto si fa di nuovo viva Ciarissa…
– Penso che lo potrebbero essere proprio quelle contrarie a quanto elencato e proposto come subumano da Aldrine, per esempio…breve pausa riflessiva di Ciarissa…
l’impegno, lo sforzo di comprensione, la rettitudine, la reciprocità, l’umiltà, lo spirito scientifico…e immediatamente dal pubblico
– Che cosa sarebbe lo spirito scientifico?
– Direi, tra l’altro, quel non affermare dati dell’immaginario, campati in aria, fantasiosi, ma ricercati, indagati, comprovati, confrontati, verificati, statisticamente sostenibili anche su vasta scala e non soltanto applicabili a un caso o pochi, per di più anche unici…
– Grazie…interviene dal pubblico la medesima voce di prima, e Ciarissa
– Posso continuare?…stavo dunque dicendo lo spirito scientifico, il senso collaborativo, la trasparenza… al che interviene pure Sfran…
– E direi pure il rispetto reciproco, la tolleranza, il senso di responsabilità, la benevolenza…
– Elencare è un’ottima cosa ma, anche se un mio caro amico affermava che “non c’è nulla di più pratico che una buona teoria”, però il problema essenziale rimane la realizzazione di tutto ciò…aggiunge Branson
– E che cosa si potrebbe fare a proposito? chiede una giovane dal pubblico
– Credo che in molti se lo sono già chiesto, anche in passato e di proposte ne sono state fatte tante…risponde Paliora
– Ma quali proposte? chiede la stessa giovane di prima e Aldrine
– Per esempio dai saggi dell’antichità… dai fondatori delle grandi religioni, dai capiscuola d’importanti sistemi filosofici, da…e Branson interrompe
– Ma se consideriamo la storia della nostra civiltà, i risultati di questi non indifferenti sforzi appaiono come piuttosto magri, addirittura preoccupanti…
– E allora? riprende di nuovo la giovane di prima…e Paliora
– Credo che non dobbiamo tralasciare di sostenere e curare gli aspetti umani, perché se non lo facciamo rischiamo di finire nel caos,  nelle barbarie…che ai nostri giorni mi sembrano già a buon punto!
– Sì, almeno così si riesce a contenere almeno in parte la nostra tendenza anche verso il subumano…fa notare Aldrine…mentre Sfran…
–  È un po’ come per le erbacce di un orto…se non le contieni togliendole almeno in buona parte, la nostra semina di verdura per noi valida verrà sommersa dalle erbacce, mentre contenendole questo lascerà il tempo alla verdura scelta e favorevole alla nostra alimentazione e salute, di crescere ed essere a nostra disposizione al momento voluto…
– L’esempio zoppica forse un po’, ma contiene una certa verità…così Branson…e Aldrine sembra voler concludere:
– Ossia che l’umano e il subumano rimangono forzatamente presenti nella nostra vita, ma per chi ne è consapevole rimane importante che vengano scelte, difese e portate avanti le caratteristiche umane, proprio per non essere sommersi da quelle subumane…dalle “erbacce” , sempre in agguato!
– Vedo che siamo a un buon punto del nostro incontro…ma forse qualcuno sia degli invitati che da parte del pubblico desidera ancora intervenire…
fa notare Vrisiana l’animatrice…e dopo un prolungato silenzio…un signore attempato nel pubblico si alza e
– Forse si dovrebbe progettare d’inserire nelle scuole e sin dalle prime classi, un corso che si potrebbe definire di umanizzazione…al che si alza pure immediatamente una signora di mezza età, apparentemente una docente
– Come, con tutto ciò che abbiamo già da fare, da inserire, da insegnare, ancora qualcosa in più?ma il signore attempato prosegue
– Si potrebbe fare appello a dei docenti specializzati, ma si tratterebbe anche di sfoltire un po’ ciò che già fate, dovete fare, per inserire un aspetto che forse potrebbe essere fondamentale per la nostra storia culturale, ossia quella di estendere, approfondire e aumentare il quoziente generale di umanizzazione!
– Un po’ come un filo di Arianna che ci aiuta a non ingolfarci troppo nel labirinto in cui ci siamo già persi parecchio, trovando una qualche via d’uscita almeno di sicurezza per la decadenza subumana che stiamo attualizzando…fece notare Ciarissa…accompagnata da un consistente applauso da parte del pubblico
– Ma che sarebbe il filo di Arianna? emerge ancora una voce dal pubblico e ancora Ciarissa
– Ma è una storia della mitologia greca in cui una donna, appunto Arianna, aiuta qualcuno a uscire da un labirinto, da una situazione difficile, complicata, e questo con un filo d’oro…, ma se vuoi te la racconterò più in dettaglio all’uscita, prima di lasciarci…
– Bene, forse qualcuno vuole ancora comunicarci qualcosa?
– Ma penso che ci è già stato proposto un non indifferente numero di idee sulle quali riflettere, cercando di realizzarne il più possibile…sembra voler dire per concludere Paliora, l’ultima invitata entrata in scena e Vrisiana
– Mi rendo conto che il tempo per il nostro incontro è ormai scaduto e credo che quest’ultima riflessione ci permette di lasciarci in modo costruttivo…ringrazio tutti per la vostra presenza e partecipazione, sperando che ci possa essere un’altra occasione per incontraci e scambiare così, in modo civile, direi tipicamente umano, come abbiamo fatto or ora…

Scrosciante applauso di consenso da parte sia del pubblico che degli invitati, i quali scompongono l’ordine prestabilito,  scambiando animatamente e in modo più personalizzato i loro pensieri in piccoli gruppi o coppie, per lasciare dopo non molto il piccolo anfiteatro televisivo.

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About the Author

Beni Sascha Horowitz
Nato e cresciuto a Lugano (Svizzera, per chi non lo sapesse c'è anche una Lugano in Italia), ho studiato a Ginevra musica, psicologia e psicologia del lavoro (efficiency), pedagogia e pedagogia curativa. Ho praticato a Basilea e Lugano psicologia clinica e psicoterapia di tipo psicodinamico (avendo seguito un "Training psicoterapeutico) , ma indipendentemente da "Scuole", all'interno di Servizi Medico-Psicologici. Ho partecipato ai Corsi per Adulti in tanto quanto animatore di alcuni corsi tra il quali il Tai Chi Chuan, Rileggiamo Dante, I Miti del passato e l'uomo moderno, Il Diario personale creativo, Alla ricerca della propria identità, Psicologia e vita quotidiana, ecc. Sono rimasto sensibilmente influenzato dal Taoismo cinese e dallo Zen giapponese, senza pertanto diventare un "fedele seguace". Ho iniziato i tentativi di scrittura dopo il pensionamento. Ora sto cercando di proporre poco a poco alcuni miei scritti... Per eventuali chiarificazioni, sono raggiungibile tramite l'indirizzo e-mail: [email protected]

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