Nipotina e nonna, o nonna e nipotina

B.S. Horowitz
NIPOTINA  E  NONNA  O  NONNA  E  NIPOTINA
apparentemente una storia semplice…ma…
ci sono poi storie semplici?

Premessa
In italiano e stranamente, c’è come una lacuna per il termine nipotino(a)
(questo perfino nei vocabolari da 1500 o da 3000 pagine circa!), perché viene semmai
indicato come diminutivo o vezzeggiativo di nipote, però sempre come figlio di un figlio
o di un fratello (ciò che vale ovviamente anche per il femminile!)

In altre parole non si differenzia chiaramente tra il figlio del fratello e il figlio del figlio, così come succede in certe lingue europee:
per esempio in francese “le petit-fils”, in tedesco “das Enkelkind” e inglese “the  grandchild, (mentre per il nipote vero e proprio rispettivamente “neveu”, “Neffe”, “nephew”).

Quindi utilizzerò il termine nipotino(a), decisamente come figlio(a) del(la) figlio(a) e non del fratello o della sorella, ciò che significa una relazione con un nonno o una nonna e non con
uno zio o una zia, perché in quest’ultimo caso dovrebbe essere un(a) nipote.
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1.
Leric, docente sessantenne, non molto lontano dal pensionamento, che vorrebbe anticipare
ai sessantadue anni, per godere un po’ più della vita, più libera e spensierata anche se misuratamente, riceve una telefonata in prima serata
– Qui casa Fran…
– Potrei parlare con il professor Leric?
– In persona, al telefono…
– Ecco…, io sono Cleriane, un’amica di studi di sua nipotina Vliana…
– Sì, piacere di sentirti…e qual buon vento ti porta?
– Sua nipotina mi ha parlato spesso di lei e sempre in modo entusiasta e…
– Va bene, ma con ciò…d’altronde puoi darmi del tu in tanto quanto amica di Vliana…
d’altronde dov’è attualmente?
– Lei si trova ancora all’Università di Blaistan…
– Come mai invece tu sei qui?
– Lei sta ancora preparando gli esami di filosofia…
– E tu?
– Io li ho già assolti…mi piacerebbe incontrarla…per il tu non oso tanto…
– Osa, osa…per voi giovani non dovrebbe essere un problema…e dunque dove e quando
vorresti incontrarmi?
– Quando e dove vuo…le…vuoi tu.
– Dove abiti?
– Anch’io sono di Myninstone, però downtown…
– Vuol dire  che conosci il Tea room e Ristorante Vlantery, vicino alla piazza centrale…
– Certo, il Vlantery qui da noi chi non lo conosce?
– Ti andrebbe domani alle diciassette?
– Volentieri, ci sarò…
– Ma come ti riconosco?
– Terrò in mano il…tuo ultimo libro “Una Scuola Superiore per giovani che vogliono diventare mogli, madri e casalinghe”
– Come, lo conosci e magari l’hai anche letto?
– Certo e vorrei parlarne…non preoccuparti ti riconoscerò io, perché Vliana mi ha mostrato
delle foto e d’altronde sei presente anche a tergo del libro!
– Va bene, allora domani alle cinque…
– Sì, grazie…

2.
Infatti l’indomani, Cleriana si trovò puntuale al Vlantery ma non vide Leric e prese quindi posto vicino all’entrata…passarono all’incirca quindici minuti, ma Leric non si fece vivo, al che la giovane cominciò a chiedersi se…ma no, Vliana le aveva raccontato che era un personaggio affidabile e dunque attese per un altro quarto d’ora, ma poi si alzò per andarsene.
In quel preciso istante Leric apparve all’entrata e si diresse rapidamente verso il suo libro che la giovane teneva sempre ancora in mano!
– Scusa, scusami tanto…pensavo di non più trovarti…ma ho tentato ugualmente…sono stato trattenuto a scuola per una lite tra due studenti che divennero pure maneschi, quindi non potevo lasciare la situazione prima che non si fosse trovata almeno una soluzione provvisoria…e non avendo il numero del tuo telefonino…
– Va bene, va bene…tanto ho tempo, sono in vacanza…
– Sediamoci…cosa vorresti?
– Per favore un frullato, se possibile di lamponi e mirtilli…
– Caspita, non ti manca il buon gusto…
Leric comandò e i due iniziarono lo scambio sul libro che Cleriane teneva ancora in mano…
– Di che cosa volevi parlarmi?
– Ho trovato che il progetto di una “Scuola Superiore per giovani che desiderano essere mogli, madri e casalinghe”, come ai vecchi buoni tempi, sia un’ottima idea, una specie di anello mancante nella formazione delle giovani che non desiderano diventare delle “donne in carriera”, delle commesse, delle segretarie, delle infermiere, delle telefoniste e così via dicendo…premetto subito che non lo dico perché mi interessa personalmente, no, io voglio diventare una docente in filosofia…a me la filosofia piace molto! Però so di parecchie compagne che non hanno ambizioni professionali ma che vorrebbero una formazione diciamo professionale per un compito così complesso come quello proposto nel libro…
– Perché dici complesso?
– Ma perché è molto polivalente e ne riparleremo perché, come affermava una delle più eminenti psicologhe del secolo scorso, già il compito, diciamo pure il mestiere di madre è uno dei più difficili nel vastissimo campo delle “attività professionali” ma che, sempre come affermava la medesima specialista delle relazioni umane, non c’è un mestiere, perfino il più semplice, per il quale si è così mal preparati come per quello di madre…e tu hai aggiunto giustamente anche quello di moglie e casalinga.
– Vedo…ma c’è qualcosa che ti ha colpito in modo particolare?
– Eccome…è il percorso formativo, il ventaglio delle materie che proponi per le tre funzioni che da una parte sono ben diverse, ma che in verità formano un tuttuno. Inoltre mi ha colpito il tempo di formazione proposto, ossia almeno tre-quattro anni che dovrebbero concludersi con una maturità, o almeno con un diploma di “Economia Domestica”.
Cleriane sorseggiò il frullato, mentre Leric svuotò quasi completamente il bicchiere di Beikyan senza zucchero.
– Dunque trovi che sia un progetto sensato…
– Per me senza dubbio e a dire il vero, in una scuola di questo tipo, insegnerei volentieri…
– Come…filosofia?
– Certo, basta non insegnare una filosofia libresca, puramente astratta, teorica, bensì una che riflette sulla nostra vita, il nostro modo di vivere e il problema delle alternative che spesso travisiamo!
– Però…a questo non avevo pensato…e nella prossima edizione, visto che questa prima si sta esaurendo, dovrò aggiungere un’appendice e, come studentessa di filosofia, mi potresti anche dare una mano…
– Più che volentieri, ma non so se sarò all’altezza di poterlo fare…
– Da come riesco a percepirti credo proprio di sì, ma…guardando l’orologio…ho ancora una riunione con i colleghi e dovrei interrompere ora…ma se vuoi potremo riprendere il discorso un’altra volta…
– Oh sì…quando?
– Domani, per esempio alla stessa ora, per cambiare a casa mia, dove ho tutto il materiale concernente il libro, in modo che se vogliamo prevedere delle modifiche per la prossima edizione…
– Volentieri…
– Sai dove abito?
– Certamente, me lo ha indicato Vliana.

3.
Alle diciassette in punto Cleriane suonò alla porta di casa Fran…
aspettò un momento poi risuonò…nessuno…stava per andarsene,
ma sopraggiunse l’automobile di Leric…
– Oggi, non so perché, c’è un traffico insolito…
Cleriane sorvolò…non le piacevano le giustificazioni che, secondo lei erano spesso delle “false giustificazioni”, come le definiva un autorevole psicologo austriaco, al punto che non chiedeva alle persone di giustificarsi, a differenza del passato in cui era più ingenua e credeva a tutto ciò che la gente le raccontava.
Ormai aveva ventidue anni e studiava…filosofia!
– Accomodati, vengo subito…
Cleriane si guardò all’intorno e rimase assai impressionata dal generoso spazio dell’appartamento…
– Eccomi, se vuoi possiamo cominciare… dunque credo che tu stessi dicendo che nei corsi si sarebbe potuto inserire la filosofia…
– Infatti, anche se ho notato che il programma, preferibilmente tri- o quadriennale, comportava molte materie, suddivise in tre grandi rami…
– Sì, ho pensato che ognuna delle funzioni richiedeva un’attenzione particolare, ossia quella di moglie, madre e casalinga…
Leric rimase un momento pensieroso…
– Mi viene in mente che in fondo alla prossima edizione dovrei aggiungere un altro capitolo sul periodo…”prematrimoniale”, che in un qualche modo rappresenta una specie di preparazione a tutto ciò e comprende anche la convivenza, sempre più frequente ai nostri giorni, visto che la forma matrimoniale attuale sembra decisamente in crisi e che probabilmente andrebbe ripensata…modificata…
– Quindi, si dovrebbe immaginare delle alternative a queste forme che forse non corrispondono più in modo soddisfacente alle circostanze, alla mentalità del nostro tempo…
– Sì, ma si tratta di un argomento che richiede forse una trattazione separata, anche se un qualche cenno ci potrebbe stare, soprattutto per i problemi di intimità, tenerezza, affettività, solidarietà, complicità e fiducia che comporta e che stanno pure alla base di un buon rapporto…ciò che vale pure per quanto è destinato alla “moglie”…
– Ma non ci vorrebbero dei corsi complementari anche per i “lui”?
– Certo, che ci vorrebbe un completamento, affinché possa esserci una certa intesa…ma questo lo potrebbe assumere qualcun altro…tu per esempio…
Nel frattempo Cleriane lo guardava in modo ammirato, ciò che turbò un momento Leric che si sentiva attratto dalla bellezza di una giovane che considerava come molto matura, più matura delle sue coetanee…provava quindi il desiderio di avvicinarsi e prenderla tra le braccia, ma si controllò, mentre Cleriane, come se percepisse il desiderio di Leric, volutamente inespresso,
gli si avvicinò stringendosi prudentemente a lui sussurrando
– Mi piaci molto…aveva ragione Vliana quando mi raccontava che in un qualche modo era innamorata di te…
Al che Leric non resistette di prenderla tra le braccia e di avvicinarle il proprio volto, però
senza tentare di baciarla, ciò che di fatto non era necessario perché fu Cleriane a farlo…
I due si persero in calorose effusioni fin nelle ore avanzate della serata…
– Però ora preparo la cena…e poi perché non rimarresti questa notte?
– Abito con mia nonna e non vorrei…
– Chiamala e dille che la rivedrai domani…
– Sì, ma…rimase soprappensiero un momento, poi prese in mano il cellulare per chiamarla…

4.
Il mattino seguente
– Ma ora devo proprio andare…ti posso rivedere oppure…
– Per me non si è trattato di un “one night stand”…non sono il tipo…comincio invece ad affezionarmi seriamente…ti andrebbe dopodomani alla stessa ora?
– Oh sì…lo baciò calorosamente, infilò rapidamente i vestiti e sgusciò fuori dalla porta in un batter d’occhio. In fine pomeriggio telefonò a Leric
– Ho raccontato tutto alla nonna…a lei non riesco a nascondere ciò che sono e faccio…è lei che mi ha cresciuta…
– E come ha reagito?
– È rimasta in silenzio e non ho percepito nessun atteggiamento di approvazione o rifiuto…direi che è rimasta come neutra, lasciando la situazione in sospeso…un po’ come se stesse aspettando
il seguito.
– Va bene, allora ci vediamo dopodomani?
– Ci conto, ci tengo…
Un’ora prima di quella del giorno pattuito, giunse una telefonata da Cleriane
– Sai, c’è mia nonna che vorrebbe venire con me, vorrebbe conoscerti…
– Ma allora noi?
– Se vuoi e puoi, noi ci possiamo rivedere l’indomani…
– Allora va bene…venite alle diciotto…possiamo preparare una cenetta e…
– Ora chiedo alla nonna…interruppe un momento la conversazione…le va bene e anche lei
vorrebbe partecipare alla nostra riflessione sul tuo progetto della Scuola superiore per le giovani…
– O.k. vi aspetto per le sei.

5.
Cleriane giunse con la nonna Teliana un po’ in ritardo e dopo le scuse di rito e i soliti convenevoli sul tempo meteorologico e i tempi che corrono, presero posto
– Se ho capito bene anche lei vorrebbe riflettere un momento con noi sul progetto della Scuola superiore…
– Sì, m’interessa molto…è qualcosa che in passato, anche se soltanto come un soffio, m’è frullato per la testa…poi mi sono detta che stavo vaneggiando e non me sono più occupata…
Leric la osservò attentamente e si rese conto che sembrava di almeno dieci anni più giovane della sessantina, di cui gli aveva parlato la nipotina…ancora molto bella con una linea invidiabile, quasi da adolescente
– Avevo accennato a Cleriane della suddivisione del programma d’insegnamento in tre grandi capitoli, corrispondenti a delle funzioni che vanno differenziate…
– Mia nipotina me ne ha accennato, ma non mi è ancora chiaro quali potrebbero essere le materie che andrebbero insegnate per queste funzioni…anche perché io il libro non l’ho letto…
–  Quindi si potrebbe farne un breve riassunto, dapprima quello concernente la moglie in cui sono previste:
“Le relazioni umane in generale / le relazioni uomo-donna nel particolare / la sessuologia / conflitti e riconciliazioni / problemi finanziari, separazioni o divorzi”…e quant’altro…
– Questo però mi fa capire che si tratterà in primo luogo di formare specializzandoli, dei docenti che hanno assolto le magistrali e stanno magari già insegnando nelle scuole dell’obbligo…
– Questo sarà un altro e non indifferente problema da risolvere, ossia non soltanto di essere preparati ad insegnare delle materie che inizialmente si tratterà anche di strutturare strada facendo, direi in modo creativo ed in interazione tra docenti e allieve, una specie di interazione temicentrica attorno ai soggetti scelti, ma di trovare anche degli insegnanti disposti ad occuparsi di una fascia d’età in cui i problemi relazionali non sono facili…sappiamo che è situata più o meno tra i 15-16 e i 19-20…
– Questo lo so e capisco…ragione per cui prevedo non poche difficoltà…dopo una breve pausa…
e quali dovrebbero essere più o meno le materie per la madre?
– “Il desiderio o il rifiuto della maternità / la gravidanza e il parto / il neonato / bisogni corporei del bambino / psicologia dell’infanzia e delle tappe successive / i problemi  dell’adolescenza e la maturità sessuale / gli studi superiori e i tirocini / il raggiungimento della maggiore età”…
– Però non si dovrebbe inserire anche un paragrafo sulle adozioni, poiché non è garantito che ogni donna desiderosa di maternità, possa procreare un bambino? aggiunse Teliana quasi sottovoce.
– Ottima idea…intervenne Leric…non lo avevo previsto, d’altronde suppongo che, strada facendo, ci saranno molto probabilmente altre aggiunte da inserire, come per esempio pure gli affidi!
– Però c’è innanzi tutto un importante problema da risolvere, perché bisogna preparare coloro che prepareranno i specializzandi, che però non potranno essere obbligati alla specializzazione…suggerì Cleriane
– Mi sembra un problema quasi insolubile! esclamò Teliana
– È per questo ed altro che ci saranno dei problemi politici, oltre che quelli finanziari da risolvere, ragione per cui, in un primo tempo, avevo abbandonato l’idea del progetto…ma alcuni amici mi sostennero e stimolarono a continuare…
– Capisco…infatti vedo le difficoltà alle quali si potrebbe andare incontro…
Tutti e tre fecero una pausa di riflessione, dopo la quale Leric riprese la parola
– Devo farvi notare che se vogliamo cenare, dobbiamo interrompere il discorso e darci daffare…
Quindi i tre si recarono in cucina progettando il menu e suddividendo le attività.

6.
Dopo aver pasteggiato allegramente, scambiato i loro pensieri saltando un po’ dal “gallo all’asino” (“du coq à l’âne”), come dicono i francofoni,  fu Teliana a precisare
– Ora vi aiuto a riassettare la cucina, poi me ne torno a casa…
– Ma vengo con te nonna, non ti lascerò tornare da sola…
– Non sono più una ragazzina, prendo la nostra macchina e tu ti farai riaccompagnare quando vi converrà…
Cleriane arrossì un attimo, come se fosse stata colta in fallo
– D’accordo nonna, se così vuoi…
– Non sarò certo io che ti metterò dei massi sul tuo percorso…

Si diede daffare in cucina aiutata da Cleriane, poi salutò con enfasi Leric, abbracciò la nipotina e se ne andò…ma non appena uscita
– Vedo che hai una nonna molto comprensiva…
– Lo è sempre stata, anche se non ha mai abdicato a un certo rigore…ed è questo connubio tra libertà e disciplina che, almeno così credo, ha giovato alla mia crescita…
– E poi è ancora una gran bella donna…
– Credo…anche perché si è sempre curata e non ha mai abusato della sua bellezza…
– Che cosa vorresti dire?
– Nonostante i tanti corteggiatori è sempre stata molto selettiva e contenuta nell’ abbandonarsi a delle storie sentimentali…e poi ha sempre curato molto e mente e corpo…
– Ha un compagno o è single?
– Non sarà che…
– Pura curiosità!
– Guarda che sono una gelosona…
– Addirittura!
Cleriane si avvicinò a Leric in modo seduttivo…ma anche con un tono un po’ ironico
– Non vorrei che ti rifugi con mia nonna in una qualche isola del lontano Sud!
Al che Leric la prese tra le braccia, tacitandola con dei prolungati e sentiti baci, appassionatamente corrisposti.

7.
L’indomani mattina Cleriane partì di buon’ora e a metà mattinata telefonò a Leric durante la ricreazione
– Devo ripartire a Blaistan…
– Come mai…quando…?
– Questo pomeriggio…mi ha telefonato Vliana che il rettore vuole vedermi domattina per parlarmi di un progetto di ricerca universitario in cui mi vorrebbe inserire!
– E quanto rimarrai?
– Questo non lo so ancora, dipenderà dalla tempistica del progetto, quindi…
– E io che ti volevo incontrare anche questa sera…
– Anch’io, ma ti farò sapere al più presto quanto è stato deciso… non voglio sottrarmi a una proposta del genere!
– Mi sembra ovvio…aspetto quindi tue notizie…
– Promesso…un bacione…ciao
Leric rimase pensieroso e si chiese se sarebbe stato ancora possibile rivedere Cleriane…
Passarono alcuni giorni senza che giungesse una qualsiasi notizia e Leric decise di chiamare Teliana
– Con me è stata molto breve, accennando soltanto che la ricerca progettata aveva una certa urgenza, che consisteva in un’imprevedibile durata e che quindi non sarebbe tornata nell’ immediato.
– Ma di che ricerca si tratta?
– Ho capito soltanto che si tratta di un’indagine sui lavori di un certo Lupasco, se ho capito bene Stéphane di nome, un filosofo delle scienze con una visione un po’ particolare della realtà…
– Ah sì, ho letto alcuni suoi testi…uomo interessante… aveva un cavallo di battaglia che era, ovviamente semplificando, “la logica del contradditorio, o dei contrari” che, volendo approfon-dire ora, ci porterebbe assai lontano…
Leric invece, preferì invitarla a pranzo sempre al Ristorante Vlantery, apparentemente un suo punto di ritrovo ormai abituale, pretestando di voler proseguire il discorso iniziato a proposito della Scuola superiore, invito al quale Teliana sembrò consentire molto volentieri.

8.
I due si ritrovarono quindi alcuni giorni dopo
– È un gran piacere rivederla…annunciò Leric festosamente
– Per me non da meno…sorrise in modo raggiante Teliana
A prima vista sembravano quasi due innamorati che si conoscevano ormai da tempo, ma
Leric cercò subito di porre un freno a una certa enfasi e così fece pure Teliana.
I due si erano resi conto di esser come impegnati altrove: Leric con Cleriane e Teliana
non voleva interferire nel rapporto tra la nipotina e Leric, pur provando una gran voglia di farlo, perché questi l’ attraeva molto e sentiva il bisogno di lasciare dietro le spalle la propria solitudine: secondo lei era l’uomo che ci voleva per poterne fuoruscire…ma si controllò.
Anche Leric si diede parecchio daffare in questo senso…
– Volevamo riprendere il discorso più o meno dove l’avevamo lasciato e se non sbaglio si tratta del ruolo materno…
– Infatti, lei voleva precisare le materie da impartire alle giovani candidate e per quanto mi ricordo accennava in primo luogo al non trascurabile problema del “desiderio o del rifiuto della maternità”…
– Infatti si tratta di un capitolo che spesso si trascura e la cui importanza mi sembra fondamentale, perché ne dipende la qualità relazionale con il neonato e gli anni successivi…  ovviamente c’è una bella differenza tra un bambino desiderato e uno rifiutato…
– Ne va per così dire della felicità o infelicità del bambino, dell’adolescente e adulto di essere al mondo, ma poi il suo eventuale cercare un’integrazione armoniosa nella vita, o caso contrario
non di rado disastrosa…
– Ma anche gli altri aspetti a questo connessi, non sono da meno come il rimanere incinta, la gravidanza e il parto…
– Certamente, anche i bisogni corporei e affettivi del bambino, la sua evoluzione con le diverse tappe in cui si può suddividerla…
Avevano terminato di pasteggiare e Leric aggiunse
– Vedo che ne è consapevole e quindi voglio evocare pure i problemi dell’adolescenza che spesso non sono da poco, nonché la maturità sessuale…
qui Teliana arrossì un poco: imbarazzo, desiderio celato o altro e cercando di sviare
– Inoltre i tirocini, gli studi superiori, le attività del tempo libero e gli sport, infine la maggiore età raggiunta che spesso non significa per nulla indipendenza…
– Sì, spesso questo fatto viene travisato, confuso con quest’ultima…
– Mi rendo conto quanto una scuola di questo tipo potrebbe essere complessa…
– Infatti e questo creerà non pochi scogli alla sua realizzazione…poi guardando l’orologio
– Sono spiacente, ma per oggi la devo lasciare perché ho ancora alcuni corsi da impartire… poi esitando un poco…però, se è d’accordo, la rivedrei molto volentieri, magari per cena, a casa mia…così abbiamo più tempo a disposizione…
Teliana ebbe un momento di esitazione a proposito di quel “a casa mia”, ma non seppe rifiutare, anche se vi scorgeva un “pericolo”, vista l’inclinazione che provava per Leric, ma…
– Molto volentieri…mi telefoni per farmi sapere quando è libero…io lo sono sempre!
Quel “sempre” risuonò come un invito celato alle orecchie di Leric…
– Va bene, la chiamerò senz’altro…
– Ci conto…e quel “ci conto” confermò Leric nella supposizione che Teliana desiderasse qualcosa di più che una semplice discussione sulla Scuola superiore…

9.
Leric diede appuntamento a Teliana alcuni giorni dopo e questa, con una qualche esitazione e alquanto ansiosa, suonò alla porta del professore, dal quale però fu rimessa subito a proprio agio anche con una significativa stretta di mano
– Che piacere rivederla…avrei voluto invitarla prima, ma ero straoccupato…
– Nessun problema, per me va bene così e sono contenta che mi abbia richiamata…
– Perché, aveva dei dubbi a proposito?
– A dire il vero sì…sa, alla mia età…
– Ma lei è bellissima e potrebbe fare concorrenza a certe top model…
– Grazie per il complimento…però non esageriamo…
– Per davvero, su di me lei esercita un fascino maggiore delle modelle, perché c’è tutto l’aspetto della maturità interiore che si aggiunge al resto…
Teliana non seppe che cosa dire, ma si rese conto che i suoi buoni propositi, ossia quelli di non interferire nel rapporto tra Leric e la sua nipotina, stavano per cedere…
però si riprese rapidamente, almeno in parte
– Io direi di rivedere alcuni punti del programma che abbiamo abbozzato e poi prepareremo insieme la cena…lei mi potrà aiutare…
– Ricordo che, se non sbaglio, eravamo rimasti al ruolo della casalinga…
– Credo proprio di sì e “last but not least” come dicono i britannici, vale a dire “ultimo ma non da meno”, per la casalinga sono previsti degli approfondimenti sul habitat, con i problemi dell’affitto, della compera, perfino della costruzione di una casa di famiglia, poi la tassazione, l’abbigliamento di una famiglia, i primi soccorsi in caso d’incidenti, la spesa quotidiana, l’indebitamento, l’igiene, i rapporti con le amministrazioni, le banche…e Teliana aggiunse, pensando che Leric lo avesse dimenticato
– L’alimentazione, fattore che diventa sempre più centrale soprattutto dopo le ricerche svolte negli ultimi decenni…
– Certo, senza dimenticare però, come mi sembra lo si sia fatto a partire dal periodo dell’industrializzazione, che già il padre della medicina moderna, Ippocrate dalla Grecia all’
incirca nel quarto secolo precristiano, postulava suppergiù “che i vostri alimenti siano i vostri medicamenti”!
– Sagge parole troppo spesso dimenticate perfino dai medici e dagli enti ospedalieri…
ultimamente ho dovuto essere ospedalizzata per un breve periodo di tempo e ho avuto l’impressione che con quel cibo mi stavo quasi ammalando…
– Ma visto che siamo giunti al cibo, direi che possiamo darci daffare per preparare qualcosa di sano ma al tempo stesso di gustoso…

10.
Si recarono quindi in cucina, dove dovettero stare attenti di non avvicinarsi troppo l’uno all’altra…sentivano che la tentazione di lasciarsi andare era grande…riuscirono però a preparare una deliziosa cenetta e di mettersi a tavola
– Ecco, questo sì che è un pasto salutare…forse non piacerà a tutti, ma è certo che oltre che piacermi è pure salubre…almeno così sentenziò Teliana, al che Leric confermò soltanto con un cenno del capo.
Teliana si alzò
– Vedo che si è fatto tardi…dovrei rientrare…
– Di già?
– Sì, ho ancora alcune cose da sbrigare che ho lasciato in sospeso venendo a trovarla…
per un osservatore attento come Leric, era evidente che si trattasse di false giustificazioni,
ma non voleva insistere bensì rispettare la decisione di Teliana.
– Quando ci possiamo rivedere?
– Direi settimana prossima se per te va bene…o scusi, quel te mi è sfuggito…
– Ma va benissimo, infatti volevo proportelo, ma non osavo!
– Allora d’accordo, grazie ancora…buona notte…e Teliana se ne andò di fretta, tanto che Leric ebbe l’impressione che stesse fuggendo.
La settimana seguente  le telefonò
– Ho delle novità importanti da raccontarti…se vuoi e puoi, ci troviamo a casa mia domani alle diciassette…a corsi ultimati
Teliana esitò alquanto…
– Non so che dirti…tutto sommato non credo che sia una buona cosa…
– Suvvia, capisco le tue reticenze, ma vedrai che il nostro problema è risolto…fidati…
– Va bene…ma verrò soltanto per un momentino…
– Vedremo…tu comincia a venire…
– D’accordo, a presto…

11.
Teliana giunse con un certo ritardo e ci si poteva rendere conto delle sue resistenze…
– Scusa ma…
– Capisco…ma vedrai che le tue preoccupazioni, che erano pure le mie, svaniranno non appena ti avrò raccontato la telefonata che mi fece ieri Vliana…
– Sarebbe?
– Quando le chiesi di Cleriane che non avevo più sentita da quando era partita per la sua ricerca, mi confessò che la tua nipotina aveva incontrato un giovane lui pure implicato nella ricerca e di cui si è innamorata…
– E la relazione con te ?
– Vliana aggiunse che Cleriana, pur considerandomi un uomo attraente, per lei ero tutto sommato alquanto vecchiotto…sì, proprio così disse “che per i suoi gusti ero alquanto vecchiotto”!
Teliana rimase in silenzio un momento…
– Non per me…
– E neppure tu…anzi, apprezzo molto la tua maturità, oltre al tuo fascino femminile…
– Lo dici per davvero?
– Perché, hai l’impressione che sia un cialtrone?
– Oh, no, no…ma sai…
– Lo so che ti stai sottovalutando!
– O forse tu mi stai sopravvalutando!
– Non credo proprio…ma vogliamo proprio bisticciare sul sopra- o sottovvalutare?
Teliana non rispose, si avvicinò a Leric, gli mise le braccia al collo e avvicinò visibilmente le sue belle labbra, al che Leric non esitò un istante rispondendo con entusiasmo all’invito…e vi si  attardardò a lungo…fu Teliana a riprendere fiato e parola
– Già durante il primo incontro lo desideravo …
– Anch’io, ma c’era il problema di Cleriane…
– E in tanto quanto nonna non volevo interferire…e poi c’è il tuo progetto da ripensare ed eventualmente da rettificare, arricchire, sfoltire…
Leric l’abbraccio, sussurrandole all’orecchio
– Per quello avremo tutto il tempo che vorremo o che ci occorre…ma prima ci sei tu!
Poi dopo una pausa di riflessione
– Devo confessarti che la storia della Scuola superiore era un po’ una scusa per poterti stare vicino…
– Questo l’ho sospettato…furbacchione!
– Devo riconfessarmi…anche con tua nipotina…
– Era evidente…ma è servito per incontrarci ed è ciò che conta!
– Ne sei risentita?
– Ma no, per niente…senza questi intermezzi nulla sarebbe successo e probabilmente non ci saremmo neppure incontrati, anche se Myninstone non è poi tanto grande!
e si strinsero in un prolungato abbraccio…

e…e…”se vivono ancora…sono felici e contenti” sempre a Myninstone!

                                 *        *        *

                                                                                                                 So long, I am around…

Appendice I
Terminata la prolungata ricerca su Stéphane Lupasco (filosofo delle scienze rumeno, ma soprattutto attivo in Francia), Cleriane inviò un significativo messaggio alla nonna Teliana,
con il seguente tenore:
– Cara nonnina, dopo questa non semplice ricerca e a proposito della Scuola superiore di cui avevamo parlato a suo tempo, mi ha colpito un aspetto che forse potrebbe essere vantaggioso
per la scuola, se mai si farà, ciò che dubito assai, ma te lo comunico ugualmente per il non si
sa mai!
Ho appreso che una scolarità simile, nonostante i suoi stage obbligatori, rimane però in gran
parte teorica, quindi ritengo importante e non sono soltanto io ad affermarlo, ma pure i miei professori di pedagogia che con la psicologia sono delle materie secondarie pure importanti
dello studio filosofico, di organizzare delle supervisioni a studi ultimati.
Mi spiego meglio: una volta uscite dalla scuola e sguinzagliate nel paesaggio, le giovani potreb-bero trovarsi alquanto smarrite e non saper bene come applicare alle loro situazioni particolari quanto hanno appreso durante gli anni di corsi in generale.
Ritengo che dovrebbero esserci dei supervisori (magari scelti tra i docenti della scuola durante
il tempo libero o addirittura durante le vacanze), sia itineranti che in sede, da poter sostenere le ragazze proprio nei primi tempi, i più difficili, ossia quello delle applicazioni a situazioni spesso particolari e anche difficili.
È proprio questo sostegno che non di rado può rappresentare la riuscita, o in sua assenza il fallimento dell’impresa, e che ben applicato potrà forse cominciare a tamponare un poco l’epidemia dei divorzi.

Voleva essere soltanto un modesto stimolo, a voi di elaborare il seguito!
Ti saluto caramente e ti informo pure che non tornerò per le prossime vacanze, perché mi recherò con il mio fidanzato sulle superbe isole dell’Antralcia meridionale, ciò che certamente non ti dispiacerà visto che ormai sei ben impegnata altrove!
aggiungendo quest’ultima parte della frase con un lieve sottotono ironico, per così dire una modalità giustificativa per il non tornare vacanziero e abituale dalla nonna, ciò che non disturbò per nulla Teliana…ormai appagata tra le braccia di Leric!

 

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Beni Sascha Horowitz
Nato e cresciuto a Lugano (Svizzera, per chi non lo sapesse c'è anche una Lugano in Italia), ho studiato a Ginevra musica, psicologia e psicologia del lavoro (efficiency), pedagogia e pedagogia curativa. Ho praticato a Basilea e Lugano psicologia clinica e psicoterapia di tipo psicodinamico (avendo seguito un "Training psicoterapeutico) , ma indipendentemente da "Scuole", all'interno di Servizi Medico-Psicologici. Ho partecipato ai Corsi per Adulti in tanto quanto animatore di alcuni corsi tra il quali il Tai Chi Chuan, Rileggiamo Dante, I Miti del passato e l'uomo moderno, Il Diario personale creativo, Alla ricerca della propria identità, Psicologia e vita quotidiana, ecc. Sono rimasto sensibilmente influenzato dal Taoismo cinese e dallo Zen giapponese, senza pertanto diventare un "fedele seguace". Ho iniziato i tentativi di scrittura dopo il pensionamento. Ora sto cercando di proporre poco a poco alcuni miei scritti... Per eventuali chiarificazioni, sono raggiungibile tramite l'indirizzo e-mail: [email protected]

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