A l s i a (la farmacista) : 3 semplici storie sentimentali con Svania e Dulya

2.  A  L  S  I  A  (la farmacista)

Prima parte

Era un pomeriggio tra Natale e Capodanno e Sandian doveva procurarsi alcuni medicamenti.
I suoi impegni lo portarono nei pressi di una farmacia che solitamente non frequentava, ma conosceva per esserci stato qualche volta in passato, perché situata in prossimità di una banca di cui si serviva per delle transazioni commerciali.
In quel momento la farmacia era vuota e la gerente si trovava nel retrobottega seduta a una scrivania, verosimilmente occupata con i lavori amministrativi di fine anno.
Al banco c’era una giovane sulla ventina che si rivolse a Sandian con garbo e perfino con una certa dolcezza.
Erano poche le cose che gli occorrevano quel giorno e l’acquisto si concluse assai rapidamente. Al momento del pagamento, Sandian fece notare alla giovane che nella restituzione della moneta, pur non trattandosi di una somma ragguardevole, si era sbagliata a svantaggio della farmacia.

Soltanto allora lei lo guardò direttamente negli occhi, ringraziandolo per la correttezza e Sandian notò in quel preciso istante quanto quel volto fosse affascinante nella sua discreta bellezza: lineamenti perfetti, occhi scuri straordinariamente luminosi, capelli nerissimi d’un brillante naturale che coprivano il collo e facevano da cornice al volto, accentuando il contrasto con la pelle molto chiara e pura.
Sandian si rese conto che si doveva guardarla attentamente per scoprire quella bellezza oltremodo riservata. Infatti, entrando non se n’era accorto, forse perché il volto della giovane non rivelava traccia di trucco e anche l’abbigliamento era per nulla appariscente, ricoperto in parte da un grembiule bianco, corto e senza maniche. Si salutarono con discrezione, ma appena uscito, Sandian provò una forte attrazione per la giovane donna che fino a quel giorno non aveva ancora notato, non ricordandosi neppure se durante precedenti visite era già presente nella farmacia.

Qualche tempo dopo, trovandosi di nuovo nel medesimo quartiere e pur avendo bisogno di una piccolezza priva di qualsiasi carattere d’urgenza, entrò come calamitato nella “Farmacia dei Cedri”. Questa volta era più affollata del solito e fu la gerente a servirlo, perché la giovane era impegnata con un altro cliente, un bell’uomo alto e biondo. Sandian ebbe l’impressione che ci fosse una tacita intesa tra i due e si accorse subito dell’impulso che provava, proteso ad impedire che quel cliente occupasse un posto privilegiato nella mente della giovane, da cui era rimasto affascinato.
L’invidia per quel potenziale rivale era sorta per il semplice fatto che fosse lei a servirlo e non la gerente. La guardò intensamente, come per attirare l’attenzione della donna ammirata e poterla così distrarre almeno un attimo dal giovanotto che stava servendo.
A prima vista gli sembrò che lei non se ne rendesse conto, mentre ebbe la sensazione che la gerente avesse colto con stupore quello sguardo penetrante.
Infine uscì deluso di non aver potuto stabilire l’ambito contatto con la giovane farmacista.

Tornò pressappoco una settimana dopo, perché nel frattempo aveva cominciato a fantasticare e sognare di lei: voleva rivederla a tutti i costi per accertarsi che non si trattasse di un semplice abbaglio.
La giovane c’era, ma si ripeté più o meno la scena della volta precedente: lei era già occupata e venne la gerente a servire Sandian che non poté fare a meno di osservare attentamente l’oggetto del suo desiderio, per notare che era ancora più attraente che nelle sue fantasie. Al tempo stesso si rifece notare dalla gerente, alquanto perplessa dall’insistenza degli sguardi di Sandian.
La giovane non sembrò accorgersi della presenza di questo tacito corteggiatore, né del suo atteggiamento silenzioso, ma risolutamente invadente.
Forse voleva ostentare una certa indifferenza nei confronti di un cinquantenne che non la interessava più di quel tanto, probabilmente per l’età, oppure perché era già impegnata altrove.

Così congetturando, Sandian lasciò la farmacia più frustrato che mai, cercando di convincersi che avrebbe dovuto astenersi dal voler fare la corte ad una ragazza così giovane e della quale avrebbe addirittura potuto essere il padre. In fin dei conti gli sembrava assurdo che proprio lui, con la capigliatura già ben brizzolata, fosse in procinto di lasciarsi scivolare in una siffatta avventura!
Nonostante le ragionevoli conclusioni a cui era giunto, tornò dopo pochi giorni in quella farmacia, ma non scorse la giovane.
Dapprima la cercò con lo sguardo nel retrobottega in modo così ostinato, che la gerente gli chiese se desiderava ancora qualcosa, mentre per giustificare il suo comportamento Sandian si scusò, balbettando che al momento non si ricordava che cosa gli occorresse oltre quanto richiesto.
Supponendo che si fosse allontanata per una commissione e probabilmente sarebbe tornata tra poco, gironzolò invano attorno alla farmacia. Infine pensò che forse si era ammalata e sarebbe tornata a giorni, quindi l’avrebbe ritrovata tra non molto.

Passarono invece tre, quattro mesi senza che Sandian avesse l’opportunità di rivedere la ragazza: era come scomparsa repentinamente e non osò chiedere informazioni, temendo di pregiudicare una situazione che in verità gli era del tutto sconosciuta .
Un pomeriggio, mentre faceva la coda davanti allo sportello di un vicino ufficio postale, si accorse improvvisamente che dietro di lui aspettava il proprio turno la giovane farmacista in tutta la sua contenuta bellezza .
Si guardarono in modo significativo e lei lo salutò sorprendendolo con un semplice:
– Ciao…, che a Sandian sembrò molto caloroso e senza lasciargli altro tempo, la giovane aggiunse frettolosamente:
– Ne avrò per un attimo…mi potresti aspettare un istante all’uscita?

Ovviamente Sandian annuì e poi s’interrogò: ” che cosa stava succedendo, a cosa era dovuto questo strano ritrovarsi ed inaspettato appuntamento”? Incuriosito, ma soprattutto ansioso di conoscere la ragazza, attese davanti all’edificio postale, dove poco dopo fu raggiunto da un bel volto sorridente ma visibilmente imbarazzato:
– Grazie per avermi aspettato, temevo che te ne saresti andato! Sandian volle metterla a suo agio:
– E perché avrei dovuto? Anzi…sono tornato alcune volte in farmacia per rivederti, non c’eri e mi sono domandato che cosa ti era successo; ma non ho osato chiederlo alla gerente…d’altronde non so neppure come ti chiami!
– Scusami…sono Alsia, rispose la giovane tendendogli una mano morbida e calda, ho saputo che mi cercavi…
– Come? chiese sorpreso Sandian.
– Me lo ha detto la gerente…
– Ma non le ho…
– Certo, riprese Alsia, però era evidente…, dal modo come mi guardavi e per tutte le volte che sei venuto quando non c’ero, comperando dei nonnulla. D’altronde anch’io mi ero accorta che mi divoravi con gli occhi, ma non volevo farti capire quanto mi lusingava!
Sandian dovette darsi dell’ingenuo e ammettere che aveva sottovalutato le due farmaciste: era però oltremodo soddisfatto della svolta che avevano preso gli eventi, perché lei era consapevole del fascino che esercitava su di lui e sembrava interessata a stabilire un rapporto più ravvicinato!

– Dove sei stata durante tutto questo tempo? fu invece la domanda un po’ banale che Sandian le pose a bruciapelo per attutire il proprio imbarazzo .
– È molto semplice, rispose Alsia, visto che abbiamo diversi clienti stranieri, sono stata nel Nord, allo scopo di perfezionare la lingua durante un corso accelerato di alcuni mesi.
– Ci sei riuscita? fu la successiva e quasi scontata domanda di Sandian, che aveva temuto ben peggio: malattia, licenziamento, trasferimento definitivo in luoghi lontani, matrimonio o altro…
– Credo di sì, vuoi che parliamo un po’ il nordico? Sandian lo conosceva molto bene, sua madre era oriunda di quella regione, ma per il momento non voleva che Alsia parlasse un’altra lingua, magari con un pessimo accento: anche il linguaggio, il timbro della sua voce erano armoniosi come il volto e la luce dei suoi occhi .
– Oggi no, forse un’altra volta, disse semplicemente Sandian, per ora vorrei sentirti parlare la nostra lingua, mi piace il tuo modo di esprimerti…
– Mi rincresce, ma ora devo andare perché mi aspettano in farmacia, intervenne Alsia, avrei desiderato intrattenermi un po’ più a lungo…vorrei rivederti, è possibile…oppure sei già..?
– Non ti preoccupare, sono libero e l’idea di rivederti mi rallegra molto: ecco il mio indirizzo, telefona quando vuoi…
La giovane prese il biglietto, lo guardò un attimo:
– Sandian…avevo perfino dimenticato di chiederti il nome… mi piace…ti chiamerò…ciao.
La salutò visibilmente soddisfatto, poiché la prospettiva del loro rapporto sembrava promettente:
– Ci conto, a presto…

La telefonata non si fece attendere:
– Sono libera il prossimo fine settimana, sarebbe bello poterti incontrare…
– Dove e quando?
– Ho pensato che potresti venire a casa mia, ti preparo una buona cenetta…
– Con o senza arsenico? chiese Sandian in modo scherzoso, dapprima per mascherare la sua sorpresa, poi il suo compiacimento: un simile invito soprattutto così a breve termine non se lo sarebbe aspettato, pur desiderandolo…
– Guarda che se continui così, lo metto per davvero, lo sai che non avrei difficoltà…
– Sì, purtroppo, insinuò Sandian divertito, dimmi almeno dove e quando sarò giustiziato…
– Va bene sabato alle sei? sappi però che da me è molto semplice, ho appena messo su casa…, e gli dettò l’indirizzo.
– Non ti preoccupare per “il molto semplice”, mi è sempre piaciuto…ci sarò, puoi contarci…

Sandian giunse con qualche istante d’anticipo e non poteva negare di essere alquanto ansioso: era la prima volta che si trovava in una situazione simile, con una giovane che poteva avere suppergiù venticinque, trent’anni meno di lui.
Appena entrato, Alsia gli pose le braccia al collo, accentuando l’appoggio del proprio corpo, facendo sentire a Sandian il calore e la morbidezza delle sue sinuosità:
– Sono contenta che tu sia venuto…, poi si scostò di nuovo, lasciami ancora un attimo, la cena sarà pronta tra poco.
Sandian invece, nel momento in cui Alsia gli si strinse contro con una certa insistenza, fu colto da un intenso desiderio e avrebbe voluto strapparle i vestiti di dosso…ma si contenne dicendosi saputamente “la gioventù ti sta provocando!”

La cena fu semplice e gustosa con un’insalata leggera, finemente condita, riso, verdure ai pinoli, velati con un lieve profumo d’erbe di Provenza e ad addolcire il tutto una delicata torta di banane con una spolverata di nocciole tritate, secondo la tacita domanda: “se assaggi questo pasto, capisci chi sono?” Infatti, rifletteva molto bene la sobrietà, la delicatezza, la discrezione e il buon gusto di Alsia.

Cenando, ognuno raccontò alcuni particolari della propria vita:
Alsia aveva perso i propri genitori in un incidente aereo e fino a poco fa viveva con la nonna materna, che per qualche tempo, poco prima di trapassare, era stata ricoverata in una casa per anziani a causa di una demenza senile incipiente. La giovane era andata a vivere in quell’appartamentino, non potendo permettersi l’abitazione della nonna, spaziosa e alquanto lussuosa, situata in una zona residenziale della cittadina.

Sandian invece, più privilegiato dalla sorte, anche se i genitori erano ormai deceduti da diversi anni, aveva potuto studiare “Scienze Aziendali” all’Università di Bronsten. Conclusi gli studi, era riuscito a crearsi un’attività interessante, come consulente permanente di alcune delle più importanti imprese regionali e inoltre era richiesto occasionalmente da varie ditte dell’area circostante.

Trascorsero così una serata serena e gioiosa e poco prima della mezzanotte, Alsia si assentò per qualche istante, tornando poco dopo dal bagno, nuda sotto una vestaglia trasparente che lasciava intravvedere le forme di un corpo stupendo.
Si sedette sul sofà stringendosi contro Sandian, visibilmente commosso, soprattutto quando lei gli prese la mano appoggiandola sul fianco sotto la vestaglia.
Sandian cominciò ad accarezzarglielo delicatamente scendendo sulle cosce, risalendo poi verso il torace e i seni: ma non resistette più di quel tanto e togliendole la vestaglia scoprì il più bel corpo che avesse mai accarezzato. Non era facile coglierne la perfezione sotto l’abbigliamento quotidiano, sempre poco appariscente e di un comodo che non lasciava presagire la bellezza sottostante ben nascosta, a parte il volto dal quale si sarebbe potuto desumere il resto. La strinse con forza, cominciando a coprirla di baci appassionati dalla testa ai piedi, mentre lei si abbandonava senza reticenze alle sue effusioni, dapprima passivamente, poi sempre più calorosa, attiva e partecipe.

Fu un fuoco d’artificio di sensazioni e sentimenti e quando fecero una sosta, sembrarono due ubriachi ebbri d’amore.
Il letto, se non grande almeno piacevole, concesse loro un breve sonno ristoratore, poi ricominciarono ad accarezzarsi, ma soprattutto a parlarsi:
– Devo confessarti, sussurrò Sandian, che non mi è mai successo qualcosa di simile…
– È stato bellissimo, mi viene quasi da piangere…
– Ti trovo stupenda in tutti i sensi…, e in quell’istante Sandian era sicuro di non abbandonarsi a banali convenevoli, perché si sentiva ancora sommerso dal fremito di quei momenti eccezionali.
Doveva riconoscere che Alsia era una giovane poco comune: genuina, alquanto disinibita ma con naturalezza e tatto, tenera e appassionata, per non parlare della sua scioltezza nell’esprimersi, la sua facoltà d’ascolto e non per ultimo della sua capacità di concedersi pienamente agli scambi amorosi.
Al tempo stesso, Sandian s’impose di frenare il proprio entusiasmo, perché la conosceva a malapena, nonostante l’intensa intimità vissuta con lei! Pensò che forse fosse il momento di prendere una certa distanza, per rivedere con calma la situazione e nonostante l’ora avanzata, tornando dal bagno, cominciò a vestirsi.

– Dove vuoi andare a quest’ora? chiese Alsia alquanto sorpresa.
– Pensavo di tornare a casa…domattina ho alcune cose da sbrigare…
– Di domenica? lo interruppe Alsia .
– Certo, così non ti disturbo quando mi alzo e puoi continuare a riposare tranquillamente…
– Vuoi dire “dopo la mia settimana lavorativa”? e la giovane sorrise un po’ ironicamente.
– Sì, pensavo…
– Suvvia, non lasciarmi ora, mi sentirei abbandonata e frustrata, come se non t’interessassi più!
– Ma che stai dicendo, non è proprio il caso, anzi…
– Allora?…Alsia lo tirò per una manica e Sandian cadde sul letto tra un paio di morbide braccia accoglienti che lo strinsero con calore:
– Allora resta, gli sussurrò accarezzandogli l’orecchio con la lingua e le natiche con le mani, provamelo…
Sandian non poté resisterle e fu una di quelle notti che non si dimenticano facilmente.

A mattina inoltrata, si alzò, preparandosi per partire:
– Ora devo andare, disse molto deciso mentre Alsia lo guardò un po’ languida, chiedendo con un certo imbarazzo e in tono volutamente infantile:
– Mi fai un regalino?
Aveva capito bene o preferiva non aver inteso? Dopo un istante di perplessità Sandian volle accertarsi di ciò che temeva di aver compreso per davvero:
– Scusa, cosa stavi dicendo? e la giovane ripeté, anche se con una certa ingenuità, ma un po’meno sicura di prima:
– Me lo fai un regalino? sai…ho appena cominciato ad arredare il mio appartamento…
Sandian aveva afferrato benissimo il concetto, tuttavia avrebbe preferito non doverci credere:
– Ma allora, il farmi aspettare alla posta, l’invito a cena e il resto…
Estrasse cinquecento rass dal suo portafoglio e li depose sul tavolino da notte con una certa irritazione, anche se questa non era dovuta alla somma elargita:
– Ti bastano? chiese a bruciapelo con tono sarcastico, sapendo benissimo che erano tanti.
– Non pensavo a tanto…, vedo però che sei arrabbiato, insinuò Alsia alquanto preoccupata.
– Non arrabbiato, ma…
– Deluso, volle anticipare la giovane,…sei deluso!
– Certo…non me l’aspettavo…posso capire i tuoi bisogni, la tua situazione finanziaria, ma…
Sandian fece un movimento come se volesse andarsene…
– Ti prego, resta ancora un attimo, non voglio che tu parta pensando che io sono una di quelle che…
– No, non lo penso, però…, Sandian fu assalito da qualche dubbio.
– Sono stata maldestra…non sapevo come fare, avevo dei conti in sospeso, delle scadenze in vista…mi spiace veramente perché ti sento amareggiato!
Ho sbagliato…forse non mi sono resa conto che…facevi sul serio…e non era soltanto…un capriccio momentaneo, un’avventura passeggera…

– Un’avventura no di certo e un capriccio men che meno…eri diventata addirittura “la donna dei miei sogni”, anche se ero perfettamente consapevole di non avere più l’età per…diciamo…per poter pretendere…, ma lasciò la frase volutamente in sospeso.
Dopo qualche istante di riflessione aggiunse:
– Se eri in difficoltà finanziarie potevi dirmelo e comunque avevo l’intenzione di aiutarti…conosco le situazioni in cui si comincia pressappoco da zero per intraprendere qualsiasi cosa, come mettere su casa, anche se in modo semplice e parsimonioso come lo hai fatto tu…
– Ho rovinato tutto! esclamò Alsia con uno slancio che sembrava sincero.
Sandian la strinse con affetto, accarezzandole i capelli con tenerezza:
– Ma no, non è successo nulla di grave…, forse la responsabilità è più che altro mia, non avrei dovuto accettare il tuo invito, visto la mia veneranda età…
– Ma che dici? …tu e “veneranda età”…e dopo una breve pausa densa d’apprensione:
– Ti rivedrò ancora…? rivelando con il tono della voce e la mimica, dubbi e rincrescimento genuino.
– Se lo desideri per davvero…te l’ho già detto che sei la donna dei miei sogni!
– Ora non più…ma ti prego, non beffarti di me con quella “donna dei tuoi sogni”, soprattutto dopo che ho rotto nel paniere le uova ancora tiepide!
– Non scherzo…se avessi diversi anni in meno, probabilmente ti chiederei di…
Ma interruppe la frase in quel punto, perché tutto sommato aveva l’impressione di essere alquanto confuso e precipitoso: il tutto si era svolto un po’ in fretta sia per le sue abitudini che per la sua proverbiale prudenza!
Alsia invece, visibilmente commossa, ebbe uno slancio d’affetto: gli si appese al collo baciandolo su tutto il volto, per trascinarlo di nuovo a letto.

Sandian si mise sulla difensiva con garbo:
– Ora devo andare, devo proprio andare…
– Ti voglio, ti voglio ora! esclamò Alsia e per Sandian non ci fu nulla da fare, anche perché nulla volle fare contro quell’ondata di passione giovanile che lo stava sommergendo: infatti fu lei a strappargli i vestiti di dosso e la mattinata terminò con un grande scambio di tenerezze.
– Quando ti rivedrò? chiese con una certa apprensione.
– Te l’ho già detto, quando lo vorrai per davvero…
– Perché, hai avuto l’impressione che non lo volessi per davvero?
– Non vorrei che…
– È per i cinquecento rass? Eccoli…, e Alsia gli tese con gesto deciso le banconote.
– Puoi tenerli, anzi…ti propongo di darmi i conti che hai in sospeso, li salderò prossimamente.
– Ne parleremo un’altra volta, però…
– Cosa?
– Che cosa non vorresti…?
– Non vorrei…che ci legassimo troppo!
– Come mai?
– Credo di avertelo già detto…per la mia età: mi sembra giusto che tu possa frequentare dei giovani e trovare colui che veramente ti corrisponde e con il quale potresti creare una famiglia, avere dei figli…
– Come corri…non deciderlo già adesso…ho ancora tempo…chi m’impedirà al momento voluto di frequentare dei giovani e realizzare tutto ciò che stai anticipando? Per ora ti vorrei rivedere…ti chiamerò, chiamami…

Quella mattina si lasciarono con dei sentimenti a dir poco contraddittori: la storia “del regalino” con i cinquecento rass aveva creato un’incrinatura nel loro rapporto.
Tuttavia, nei mesi successivi si rividero spesso, sia perché chiamava lei, ma pure Sandian, perché stentava a mettere in atto il suo proposito di lasciarle maggior spazio affinché potesse incontrare i suoi coetanei. Teneva troppo ad Alsia e non riusciva a nasconderglielo, fatto che la giovane gradiva molto: anche per lei Sandian era un uomo importante, forse proprio a causa della sua età, ma soprattutto per la sua maturità e generosità e si sentiva ben voluta, capita nonché protetta.
I dissapori iniziali che si erano opposti alla pienezza del loro rapporto si colmarono poco a poco. Alsia accettò la proposta di lasciargli saldare alcuni conti in sospeso.

Sandian si recava più spesso del solito nella “Farmacia dei Cedri”, ma solitamente Alsia era occupata con altri clienti, ciò che non impediva lo scambio di sguardi teneri e qualche inequivocabile mimica delle labbra. Era spesso la gerente a servirlo e questa appariva a Sandian sempre più affascinante: era sulla quarantina, aveva uno stile elegante e sobrio nel trattare la clientela, il volto e lo sguardo erano aperti e se non si poteva affermare che fosse una bellezza, la sua apparizione e i suoi gesti erano oltremodo graziosi, così come era spigliato e armonioso il suo modo di esprimersi.
– Vedo che ti piace la gerente della farmacia, insinuò Alsia in modo provocatorio durante una serata a tu per tu con Sandian.
– Devo ammettere che è molto gradevole…
– Me ne sono accorta…non riesci a nascondere le tue impressioni, i tuoi sentimenti!
– Scusa, ma di quali sentimenti stai parlando? Non ho niente da nascondere: è una persona piacevole e basta…spero che tu non sia gelosa…o credi forse che ti scambierei per.. .
– Non volevo dire questo, ma così, parallelamente alla relazione con me…o magari con tutt’e due, nel medesimo tempo..!
– Suvvia, Alsia…
– Non ti piacerebbe?
– Non saprei…non ho mai sperimentato “un triangolo” di questo genere..!
– Come, tu non hai mai…
– No…tu sì, o ne avete parlato?
– No no, era un’idea che mi è venuta tutt’a un tratto!
– Ah…

“L’idea” rimase senza seguito, anche se ogni tanto la possibilità ventilata da Alsia gli frullava nella mente, perché si rese conto che avrebbe potuto essere un’esperienza allettante. Sandian sapeva che una tale avventura avrebbe potuto creare dei problemi non indifferenti per tutt’e tre minando i loro buoni rapporti, e questo rischio non lo voleva correre! Era consapevole della fragilità delle relazioni tra gli individui e quanto poco bastasse per distrugger tutto o quasi, perfino rapporti ritenuti incrollabili, soprattutto se s’inserivano elementi estranei e fattori inabituali, non per ultimo di natura equivoca!

*          *          *

So long. I am around…

Fine della prima parte di Alsia…


Seconda ed ultima parte di Alsia

Vissero quindi “felici e contenti” per alcuni mesi, finché una sera a conclusione di una cena al ristorante “L’Estremo Oriente”, Alsia confessò di aver ricevuto una proposta di matrimonio.
A dire il vero Sandian se l’aspettava prima o poi, anche se sperava che ciò si avverasse il più tardi possibile, visto l’affetto crescente che provava per la giovane.
A stento riuscì a celare le sue emozioni:
– Chi è il fortunato?
– Prima di conoscerti, un giovane del Nord che si trovava nella nostra regione per le vacanze e frequentava spesso la nostra farmacia, mi ha proposto di uscire con lui. Non è successo nulla di particolare, ma il ragazzo mi piaceva. È ripartito pressappoco durante il periodo in cui hai cominciato a frequentare assiduamente la farmacia e a divorarmi con gli occhi.
– Ah sì…, ricordò Sandian, era quel giovane alto e biondo di cui fui subito invidioso perché lo stavi servendo?
– Proprio quello…ma come, eri già invidioso prima di conoscermi? Sandian esitò un attimo:
– Sembrerebbe proprio di sì…, confessione che lusingò molto Alsia che non si era immaginata sentimenti così genuini e forti sin dall’inizio! Di nuovo si fece dei rimproveri per “il regalino” che gli aveva chiesto fuori luogo e fuori tempo: come aveva potuto sottovalutarlo a tal punto?

Poi riprese il filo degli eventi:
– Quando mi sono recata nel Nord per il corso di lingua, l’ho incontrato di nuovo. Ho avuto con lui una breve relazione sentimentale e prima che ripartissi tutto sembrava fermo a quel punto…la nostra storia non ha avuto alcun seguito; ora invece mi scrive affermando che continua a pensare a me, chiedendo di raggiungerlo perché vorrebbe sposarmi e che a tutto il resto avrebbe pensato lui.
– Ma sai chi è e che cosa fa?…hai già avuto rapporti intimi con lui…ti piace veramente? Sandian la sommerse di domande, probabilmente per mascherare il suo disagio, il suo timore di perderla.
– Andiamoci piano, non ho detto che lo sposerò…però la proposta mi tenta…credo che sia un ragazzo molto caro, pieno di premure e attenzioni…Non ho capito cosa facesse esattamente, ma mi è parso che lavorasse nel ramo immobiliare, che gestisse con i suoi familiari un’impresa di compravendita di appartamenti, case e terreni, almeno così mi disse e infatti ogni tanto andavamo a visitare degli appartamenti o delle case, per verificare se potevano essere prese in considerazione come oggetto di transazione.

Sandian non sembrava molto convinto:
– Forse stai cercando di fuggire!
– Non eri tu il primo a dirmi di trovare un uomo più giovane, con il quale formare una famiglia, avere dei figli? Forse l’ho trovato!
Sandian non poteva che darle ragione e lo fece anche esplicitamente: ma non lo allettava la prospettiva di doverla lasciar partire così lontano, in balìa di chissà quale destino.
– In ogni modo non è per domani e ci penserò bene, concluse Alsia.

Quando si lasciarono, il loro rapporto cominciò a perdere d’intensità, da un lato perché Alsia precorreva con i pensieri le offerte del “Nord”, dall’altro perché Sandian cominciò ad essere più distaccato, per soffrire meno al momento della separazione che comunque sarebbe dovuta avvenire prima o poi.
Quando s’incontrarono di nuovo, Alsia sembrò tutt’a un tratto molto decisa:
– Penso che partirò tra poco…, e Sandian sentì un nodo alla gola.
– Ne sei sicura, non volevi aspettare?
– Perlomeno devo andare a vedere, forse potrebbe essere una soluzione…anche per noi due!
– Per noi?
– Ho l’impressione che cominciamo ad affezionarci troppo…diventerà sempre più difficile…e io.., esitò un attimo, poi riprese determinata, io desidero comunque una famiglia!
– Ti capisco e sarò l’ultimo a darti torto.
– In ogni modo comincio ad assentarmi per un mese…ho già chiesto un congedo che mi è stato concesso senza difficoltà…manterrò l’appartamentino e poi vedremo.
– Quando pensavi di partire?
– All’inizio del prossimo mese.

– Posso almeno fare qualcosa per te? Alsia esitò un attimo, poi si fece coraggio:
– Ho pensato di lasciarti le chiavi, in modo che tu possa andare ogni tanto a dare un’occhiata al mio nido (stava per dire al “nostro nido”, ma si fermò in tempo), dare acqua alle piante…, esitò di nuovo e Sandian, pensando di avere capito:
– Mi permetti di pagarti l’affitto? Il volto di Alsia s’illuminò:
– Sei un vero amico…non osavo chiedertelo…ti lascio per sposarne un altro e mi paghi anche l’affitto!
– Mi sembra normale…conosco la tua situazione e per me non rappresenta un problema, inoltre sono persuaso che abbiamo vissuto insieme dei bei momenti, anche se troppo brevi.
– Lo so, non farmi sentire in colpa, anche per me è stato bellissimo e credo che proverò spesso nostalgia!
– Prima di partire ci metteremo d’accordo sui dettagli…chiamami quando sarai pronta.
– Come, non ci rivedremo più? chiese Alsia molto sorpresa.
– Penso che sarà meglio così!
– Ma almeno ancora una volta.., Alsia aveva quasi un tono di supplica.
– Visto che ormai sei “diretta verso Nord”, ritengo più corretto interrompere i nostri rapporti.., e sottolineò in modo particolare quest’ultimo termine,…anche se per me sarà tutt’altro che facile!
– Sì, in un primo tempo lo avevo pensato anch’io, ma poi…
– Non avere dei rimorsi…non mi devi niente, va bene così, è giusto così.
– Sei un amore…cosa farò senza di te?
– Non esageriamo, in fondo la cosa non è poi così complicata.
– Sei un amore lo stesso..,e gli si appese al collo coprendolo di baci.

Sandian la rivide soltanto per accordarsi su alcuni dettagli e per accompagnarla alla stazione:
– Ti farò sapere…avrai mie notizie.., Alsia gli si strinse contro con tale forza, baciandolo così intensamente che Sandian percepì in quell’atteggiamento la disperazione del momento:
“anche per lei” si disse “non doveva essere facile separarsi e soprattutto andare incontro a delle incognite così importanti e imprevedibili come quelle che potevano rivelarsi durante un periodo prematrimoniale soprattutto in luoghi lontani!”.
Il treno partì e a sua volta Sandian si sentì a disagio per aver cominciato una relazione senza futuro: per lui era scontato sin dall’inizio che una donna così giovane, con il temperamento di Alsia, desiderasse creare una vera famiglia!

Dopo circa un mese, durante il quale non aveva più avuto notizie dalla giovane amica, squillò il telefono:
– Ti disturbo?
– Alsia?
– Presente…, rispose con fare assai imbarazzato.
– Dove sei?
– In stazione…sono appena arrivata.., aggiungendo con un sospirone,…finalmente!
– Vengo a prenderti, aspettami nel buffet…a meno che ci sia qualcuno che potrebbe farmi delle scenate!
– Non preoccuparti, non ci sarà nessuno per importunarti…soltanto io!
Dopo un quarto d’ora Sandian giunse al ristorante della stazione e come prima della partenza, Alsia gli si buttò al collo con un misto di passione e disperazione.

Sandian si rese conto di quanto fosse bello sentire quella presenza, quel calore anche se velato.
– Suppongo che tu non abbia ancora cenato, le disse quasi per sottrarsi alle effusioni, dietro le quali supponeva non pochi problemi che desiderava però chiarire in un secondo tempo.
– È vero, ho una gran fame.., e tenendolo timidamente per mano,…anche di te! Cenarono insieme e Sandian ebbe la netta impressione che Alsia non si fosse nutrita correttamente da alcuni giorni. Lasciò quindi che si saziasse, poi volle sapere:
– Che cosa ti è successo?
Fu come se premesse un mantice e per la prima volta vide la stizza profilarsi sul volto di Alsia, solitamente sereno e sorridente:
– Sembrava un ragazzo così premuroso, carino, per bene, invece è stato un vero mascalzone, coinvolto in un giro di droga e prostituzione: gli appartamenti che eravamo andati ad ispezionare, erano previsti per le passeggiatrici che reclutava in oriente…altro che sposarmi, sfruttarmi voleva, fare di me una squillo..!
Lei, solitamente così chiara di pelle, era arrossata in viso dall’indignazione, ripetendo:
– Sfruttarmi e fare di me una prostituta drogata e coinvolta nel traffico della droga…che disgraziato, altro che marito, famiglia e bambini..!
– Povero tesoro! gli sfuggì con tono di sincero rincrescimento.
– Hai ragione di compatirmi, sono un’ingenua! Per fortuna che disponevo di pochi soldi, perché con pretesti di vario genere, mi ha spillato quasi tutto quanto avevo e ora non ho nella borsetta che qualche misero rass!
– Non preoccuparti, ti aiuterò fino a quando non ti sarai “ristabilita”… Alsia lo guardò con gratitudine:
– Fa bene sentire la tua generosità, ma comunque accetterò soltanto un prestito…da lassù ho telefonato in farmacia e per mia fortuna potrò riprendere il lavoro settimana prossima.
– Suvvia, disse Sandian in tono benevolo, lasciati viziare un pochino dopo questa triste disavventura!

Dopo qualche momento di rilassante silenzio:
– Almeno il tuo appartamento è in perfetto stato, ci possiamo tornare subito, concluse Sandian per consolarla.
– Prima andiamo a ritirare il bagaglio.., propose Alsia.
Fatto ciò, Sandian la riportò a casa.
– Resta con me stasera…ho bisogno della tua presenza dopo questa storiaccia.., sussurrò la giovane.
Sandian non si oppose e giacquero tranquilli l’uno accanto all’altra, accarezzandosi di tanto in tanto dolcemente e scambiando soltanto qualche breve impressione. Alsia era spossata dagli eventi e presto si abbandonò al sonno.

Il mattino seguente Sandian si alzò di buon’ora, lasciandola riposare. Fece alcuni acquisti di prima necessità, depose alcune centinaia di rass sul tavolo e poiché Alsia dormiva ancora, si recò in ufficio.
Durante la mattinata squillò il telefono:
– Sei il solito…non so come ringraziarti…
– È semplice, disse Sandian, accetta senza ringraziarmi, è un vero piacere poterti dare una mano.
– Vuoi dire due mani e più! esclamò Alsia
– Lo sai che ti voglio bene…
– Sì, lo so, vorrei quasi dire purtroppo, perché mi rende la situazione più difficile, comunque al momento voluto ti restituirò i soldi.
– Non pensarci neppure, te l’ho già detto: per me è una vera soddisfazione aiutarti e inoltre sto abbastanza bene da poterlo fare senza problemi, quindi mettiti il cuore in pace!
– Credimi, per tutto questo ti sono sinceramente riconoscente… e pensare che dopo la prima notte ti ho chiesto.., non concluse la frase ma aggiunse, me ne vergogno ancora profondamente!
– Stellina.., era la prima volta che la chiamava così, dimentica…eri imbarazzata, non sapevi quali erano i miei sentimenti per te e come fare, ti sarai riferita a un qualche vecchio filmato…non ha alcuna importanza…ci vogliamo bene, ci rispettiamo, siamo sinceri e leali, così credo almeno…mi sembra già tanto…l’unico problema che abbiamo è la differenza d’età e il fatto perfettamente legittimo che desideri una famiglia: accettiamo ciò che ci è dato in questo momento e accontentiamocene, il resto lo vedremo di volta in volta!

Si frequentarono come per il passato durante alcuni mesi e di nuovo durante una cena, Alsia gli confessò che credeva di avere finalmente trovato l’uomo che poteva realizzare i suoi desideri.
Si trattava di un giovane architetto che le aveva chiesto di poter uscire con lei, ma Alsia volle prima chiarire la situazione con Sandian e pattuire che in tal caso non si sarebbero più rivisti, in modo da stabilire delle relazioni prive di equivoci.
Anche se molto a malincuore, Sandian non poté che inchinarsi di fronte a questa legittima richiesta (d’altronde da lui stesso proposta la volta precedente), ritirandosi con molto tatto.

Dopo qualche mese giunse un annuncio di matrimonio con un massaggio personale:
“Sei stato un gentiluomo, ti voglio bene, spero che resteremo amici per sempre!” Sandian, pur non escludendone la possibilità, non credeva molto all’amicizia tra amanti del passato: era però certo che sarebbe stato disponibile per aiutarla in caso di necessità.
Durante due anni, non la rivide e non udì più nulla. Alsia aveva lasciato il lavoro nella “Farmacia dei Cedri” poco prima di sposarsi e Sandian non era dell’umore giusto per ritornarvi e rievocare un periodo della sua vita che gli creava non pochi rimpianti.

Sul mezzogiorno di una tiepida giornata di primavera, mentre passava attraverso uno dei parchi comunali per recarsi in un ristorante e pranzare con un amico, se la trovò di fronte che spingeva un passeggino, baciata dal sole in tutta la sua bellezza.
Si sentì quasi venir meno, ma si riprese subito e per l’imbarazzo si chinò dapprima sulla carrozzella e oh, meraviglia, si trovò di fronte a delle gemelline! Poi alzò il capo, guardò Alsia ed esclamò con entusiasmo:
– Ma sono bellissime!
– Vero? sorrise un volto di per sé già raggiante, poi si baciarono teneramente sulle guance.
– Vedendovi così, mi sembra superfluo chiedervi come state…
– Molto bene, precisò ciò nonostante Alsia, e tu con i tuoi amori?
– I miei amori…eri tu il mio amore…
– Anch’io non mi sono liberata da una certa nostalgia e non so se mai ci riuscirò…se capisco bene mi stai dicendo che sei di nuovo solo…
– L’hai detto, solo soletto…

Alsia interpose un attimo di riflessione:
– Ho una cara amica di cui so.., poi corresse, sapevo a suo tempo che le sarebbe piaciuto conoscerti…ma per gelosia non ho mai osato dirtelo…potrebbe essere la compagna che fa per te, ammesso che nel frattempo…cosa ne diresti se le suggerissi di chiamarti?
– Infatti, non credo che tu me ne abbia parlato…e chi sarebbe?
– Vorrei farti una sorpresa, aggiunse Alsia con aria birichina.
– Dimmi perlomeno il suo nome, nel caso mi dovesse chiamare.
– Oh, penso che se è libera ti chiamerà…si chiama Zinia.
– È il nome di un fiore, esclamò Sandian.
– Certo, però il nome del fiore si scrive con due enne.

Si fermò un attimo pensosa, poi proseguì sottolineando le proprie parole affinché compenetrassero Sandian:
– È un po’ come un fiore…graziosa, fine e delicata, abbine cura, così come sei stato amabile, generoso e leale con me.
Sandian annuì:
– E l’età? s’informò un po’ inquieto.
– Non preoccuparti: è quella giusta per te e non desidera figli…è convinta di non avere più l’età…ma sono sicura che un marito lo gradirebbe molto, se dovesse trovare la persona giusta.
– Va bene, mi fido e mi lascerò sorprendere.
Continuarono ad attraversare il parco raccontandosi le vicende degli ultimi tempi.
– Suppongo che tu stia andando al ristorante “Dei due Mondi”…io abito di là del fiume, chissà forse ci rivedremo con Zinia: eravamo molto amiche qualche anno fa e mi farebbe molto piacere se c’incontrassimo a quattro, magari una serata al ristorante “Estremo Oriente”, ricordi? Sarà la volta di un mio invito.
– Sarebbe bello…
– Non preoccuparti, se v’incontrerete ti piacerà e starete bene insieme…ne sono sicura! Si baciarono di nuovo con tenerezza e ognuno riprese il proprio cammino.

Da quell’incontro non passò più di una settimana e una melodiosa voce femminile chiese al telefono:
– Sandian?
– In persona…
– Sono Zinia.
– Ah, piacere…, e desiderando che si sentisse subito a suo agio aggiunse…Alsia mi ha parlato recentemente di lei.
– In bene spero!
– Esclusivamente, a tal punto che quasi quasi non le volevo credere, replicò Sandian in tono scherzoso, ma a dedurre dalla voce forse dovrò ricredermi…, e sempre per agevolare la situazione, immaginandosi che già la telefonata le era probabilmente costata una certa dose di apprensione soggiunse:
– Le proporrei di trovarci sabato sera al ristorante “Estremo Oriente”, ammesso che sia di suo gradimento.
– Per me va benissimo…, poi con un minimo di esitazione Zinia chiese…ma non ci si potrebbe dare del tu?
– Perché no, confermò Sandian…come ti riconoscerò?
– Non preoccuparti, sarò io a farlo.
– Ah, fece Sandian un po’ sbalordito…evviva l’incognita, anche se non è nei miei usi e costumi, come già dissi ad Alsia.
– Lo so…ma non dimenticare che se non sono di tuo gradimento, possiamo bere un aperitivo ed andarcene ognuno per conto proprio.
– Addirittura, riprese Sandian aggiungendo scherzosamente…ma ci saremo almeno guadagnati una cena per il nostro…diciamo…coraggio. D’altra parte, se ho ben capito, questo significa che sarei già di tuo gradimento.
– Per essere sincera direi proprio di sì, altrimenti non ti avrei telefonato!
Affermazione che fece aumentare ancor più la curiosità di Sandian: qualcosa gli sembrava addirittura familiare e perfino a portata di mano, ma la memoria si ribellò e scioperando non gli fornì le informazioni che cercava.

Dopo di che, nonostante l’incognita, Sandian si sentì alquanto rassicurato:
– Ci vediamo sabato sera…, rendendosi conto che aveva trascurato di aggiungere la formula che cortesia e galateo richiedevano…dove posso venire a prelevarti?
– Grazie, non è necessario, abito a pochi passi dal ristorante…a presto.
Ma chi poteva essere? Stranamente Sandian non ne aveva la più pallida idea, anche se la voce gli ricordava qualcuno. Tuttavia non riusciva ad abbinarla ad un’immagine, tanto meno a collocarla in un luogo preciso. Eppure, qualche dubbio cominciò a farsi strada!

Si recò presto al ristorante, perché non voleva far attendere “l’ospite misterioso”, sedendosi ad un tavolo riservato, ben in vista di fronte all’entrata.
Cominciò a sfogliare le numerose pagine delle specialità orientali e notò un lieve tremito nelle mani dovuto all’ansia d’attesa, anche se ovviamente non era alle prime armi negl’incontri con il mondo femminile. Questa volta invece si trovava in una situazione d’eccezione: era stato scelto e si giocava a nascondino con lui, ciò che tutto sommato non gli dispiaceva, anche se aumentava l’apprensione.
Non aspettò a lungo e alzando lo sguardo vide apparire nell’entrata…ma gli sembrò impossibile che fosse Zinia…eppure sì, perché decisa si avvicinò sorridente al tavolo.
– Sembri molto sorpreso, disse semplicemente.
– Assai…anche se qualche supposizione era emersa dal passato.
Sandian, alzandosi per stringerle la mano, aggiunse raggiante e con enfasi:
– Ma molto piacevolmente sorpreso!
La gerente della “Farmacia dei Cedri” si sedette, visibilmente soddisfatta di un’accoglienza così calorosa.
Zinia fu per Sandian un seguito di piacevoli sorprese e il suo pensiero corse ad Alsia per dare ragione alla perspicacia dimostrata.

Da quel momento in poi, si formò un gruppo di quattro amici molto affiatati, anche se alcuni di loro erano occasionalmente e impercettibilmente assediati dalle nostalgie del passato che tuttavia non pregiudicarono la qualità dei loro rapporti e si dileguarono a poco a poco con il passare del tempo…

*          *          *

So long, I am around…

Fine della seconda ed ultima parte di Alsia
Seguirà prossimamente la storia di Dulya (la moglie)

P.S. C’è una particolarità che mi sembra di aver scoperto a proposito di questi tre racconti (Svania, Alsia e Dulya), ma soltanto dopo averli scritti. Ciò che mi è sembrato di poter rilevare “post hoc” è stato tutt’altro che qualcosa d’intenzionale!
Si tratta del fatto che in tutte le tre storie ci sono state difficoltà tra le rispettive coppie e che poi, volenti dolenti, per una ragione o un’altra, le persone si sono lasciate.
Ciò che mi ha colpito è che, pur essendoci state delle difficoltà ed infine delle separazioni, questo è sempre avvenuto in modo “civile”, senza aggressività particolare, senza utilizzare gli altri, oppure certe realtà come strumenti di ripicca, di vendetta.
Questo mi sembra particolarmente importante soprattutto quando la coppia ha dei bambini, perché diversamente sono questi solitamente a doverne fare le spese!

In breve: così come ci sono delle “buone unioni, dei buoni matrimoni”, così ci possono anche essere delle “buone separazioni, dei buoni divorzi”!



About the Author

Beni Sascha Horowitz
Nato e cresciuto a Lugano (Svizzera, per chi non lo sapesse c'è anche una Lugano in Italia), ho studiato a Ginevra musica, psicologia e psicologia del lavoro (efficiency), pedagogia e pedagogia curativa. Ho praticato a Basilea e Lugano psicologia clinica e psicoterapia di tipo psicodinamico (avendo seguito un "Training psicoterapeutico) , ma indipendentemente da "Scuole", all'interno di Servizi Medico-Psicologici. Ho partecipato ai Corsi per Adulti in tanto quanto animatore di alcuni corsi tra il quali il Tai Chi Chuan, Rileggiamo Dante, I Miti del passato e l'uomo moderno, Il Diario personale creativo, Alla ricerca della propria identità, Psicologia e vita quotidiana, ecc. Sono rimasto sensibilmente influenzato dal Taoismo cinese e dallo Zen giapponese, senza pertanto diventare un "fedele seguace". Ho iniziato i tentativi di scrittura dopo il pensionamento. Ora sto cercando di proporre poco a poco alcuni miei scritti... Per eventuali chiarificazioni, sono raggiungibile tramite l'indirizzo e-mail: [email protected]

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