“La costruzione di una Strada”

B.S. Horowitz

“LA  COSTRUZIONE  DI  UNA  STRADA”

Un vecchio detto rabbinico che mi piace molto:
” La Strada la si costruisce strada facendo ”
ma anche, parafrasando, che
“La verità o le verità le si trova strada facendo…”

Premessa

Sì, va bene, ma che cos’è la Verità? Corrisponde forse alla Realtà?

Molto probabilmente per noi soltanto in parte, perché sembrerebbe che la Realtà possa celare delle Verità che la trascendono, così come la Verità può contenere delle Realtà per noi impenetrabili.
E se la Verità non dovesse essere per noi che un ideale cognitivo, quindi astratto, irraggiungibile, o come tale soltanto parzialmente e quindi essere un fenomeno di tipo simbolico, analogico, con le sue innumerevoli applicazioni?
Perché: possiamo abbracciare le ultime Verità e/o Realtà della Vita dell’Universo (del percome, perché, perdove), oppure è la Vita, l’Universo nella “forma” e nel “contenuto” (tra i quali molto probabilmente non c’è sostanzialmente alcuna differenza), che ci abbracciano nella loro Eternità ed Infinitezza, non permettendo alla nostra limitazione spazio-temporale di procedere da parte nostra ad un abbraccio trascendentale?
E allora che ci resta da fare se non affidare un così immane, impossibile compito alla Provvidenza (vedi pure le considerazioni nello “Scudo”), ossia a quel fattore contenuto nelle “Leggi implicite” della Vita, che per la maggior parte della nostra esistenza provvede al nostro apparire, evolvere e scomparire (mentre in parte minore, ma molto minore, ne siamo anche noi un po’ gli artefici!)

Sì, ma…per il primo detto rabbinico che recita:
“La Strada la si costruisce strada facendo…”
vorrei utilizzare questo per me significativo detto ampliandolo con alcuni dettagli, per stabilire a titolo analogico una correlazione con la Vita-Via chiamiamola per ora “spirituale”…
Analogia = rapporto di somiglianza tra due o più cose, fenomeni, eventi che permette di penetrare in aspetti reconditi, occulti attraverso fatti più concreti, quindi “più a portata di mano”:

“Lo duca e io per quel cammino ascoso
        intrammo  a ritornar nel chiaro mondo;
        e sanza cura aver d’alcun riposo

 salimmo su, el primo e io secondo,
        tanto ch’i vidi delle cose belle
        che porta ‘l ciel, per un pertugio tondo;

e quindi uscimmo a riveder le stelle.”          (Dante: Inf. XXXIV, 133-139)

Veniamo quindi ai fatti che per costruire una strada (francamente non ne ho mai costruite, non me ne intendo, ma parlo per approssimazione, per immaginazione, ma pure per analogia con “altri tipi di strade costruite e percorse”!), occorrono alcune premesse:

1.  dovrebbe corrispondere a una necessità, dev’esserci motivazione,
ossia quella di portare i potenziali utenti da una posizione ad un’altra  (passando anche attraverso stazioni intermedie) e conseguentemente disporre di un progetto corrispondente;

2.  trovare il consenso di coloro che in un modo o in altro sono interessati e vi saranno implicati;

3.  cercare, trovare e disporre dei personaggi, dei materiali nonché degli strumenti necessari per costruire il percorso…

4.  coordinare i lavori da svolgere con il tracciato;

5.  analizzare, verificare periodicamente il lavoro svolto;

6.  rettificare, curare e perfezionare il percorso (qualora fosse necessario e possibile);

7.  utilizzare la via con riguardo, per conservarla nel miglior dei modi possibili e poterla trasmettere ad altri interessati al percorso (per esempio ai discendenti, alle generazioni future…)

Sta ad ognuno di noi stabilire il parallelo tra la Vita -Via esteriore e il processo (da procedere e non di marciare sul posto o addirittura regredire) di una “Via spirituale” o la Vita tout court, nella sua globalità!
Sì però, e ciò nonostante, non voglio esonerarmi dal proporre delle considerazioni, delle ipotesi personali a partire dall’elenco sopraccitato, quindi:

1.1 Dovrebbe corrispondere a una necessità…, ossia quella di portare i potenziali utenti da una posizione ad un’altra (passando pure attraverso stazioni intermedie) e disporre anche di un progetto corrispondente…o per traslato, si dovrebbe sentire qualcosa, anche se poco ben definito e non facilmente definibile, ma ciò nonostante di una certa importanza, che ci manca oppure si è sviluppato in modo distorto, qualcosa che non ha a che fare con la triade corrente del percorso abituale, generalmente esaltato e ambito, ma che contenga, per rapporto a un divenire veramente umano, un movimento in contromano alla suddetta “triade” (Fama-Possesso-Potere), controproducente, soprattutto quando esaltata, composta da:

Fama: vale a dire da ambizioni vanitose per raggiungere un riconoscimento per così dire più o meno universale, attraverso strumenti spesso fasulli, ma in ogni modo radicati nell’egocentrismo, nel benessere personale a tutti i costi, rifiutando, dimenticando che il nostro benessere dipende da un collettivo, dal quale in definitiva siamo dipendenti (meglio: dove siamo interdipendenti), checché si possa pensare, dire e-o agire.

Possesso: solitamente obbiettivo della precedente componente della triade (la Fama), come averi in denaro in qualsiasi forma, che a sua volta producano  di nuovo denaro: ma pure terreni, immobili, fabbriche di qualsiasi genere, producenti di nuovo altro denaro, linee aeree, marittime, giacimenti petroliferi, miniere di materie prime, traffici di droga e di armi, influenze politiche, giudiziarie e costituzionali di peso, possibilmente occulte, insomma il più possibile di quasi tutto ciò che è fondamentale, soprattutto in grandi quantità per ottenere in definitiva

Potere: raggiunto in modo particolare dalla seconda componente dei “magnifici tre” e che, oh meraviglioso arcano, assicura di nuovo il possesso che lo può a sua volta magnificare:
potere che permette inoltre la sottomissione, manipolazione, prevaricazione, insomma lo sfruttamento dei singoli e delle collettività…
Un cerchio perfetto (un Club perfetto, direbbero certuni)!

Soltanto che questo girone infernale, ha provocato e provoca tuttora, ma probabilmente anche in futuro, ingenti danni almeno per una parte importante dell’umanità, danni talvolta irreparabili!
Ovviamente riesce a produrli anche a un livello più ridotto, intra- e interpersonale (in noi stessi e con gli altri)!
È una triade che, essendo molto ambita e pur avendo la benedizione della legalità, è tutto sommato spesso mostruosa, dotata di tentacoli forti, tenaci che possono raggiungere insospettate dimensioni in parte visibili ma che, nel “sottosuolo” e insospettate, scavano buchi profondi che possono manomettere e far crollare la stabilità della civiltà: “esercizi” già praticati generosamente in passato (vedi il 20° secolo e quelli delle colonizzazioni),  di cui non mancano lodevoli esempi neppure ai nostri giorni!
Questa triade, composta spesso da ammirati e onorati autori, indifferenti alle sofferenze umane, lo hanno d’altronde sempre tentato e fatto, in parte localmente, in parte in modo generalizzato attraverso varie forme come:
il terrorismo, le sommosse, rivoluzioni, campi di lavoro, di concentramento, guerre civili e sempre estese a un’importante parte del globo, soppressione di persone scomode, torture occulte, prigionie illegittime e quant’altro, realtà che la storia dell’umanità durante il suo percorso corrobora generosamente, ma solitamente non spiega quasi mai correttamente, appunto non additando le vere cause, i veri fautori!

Per non peccare d’ingenuità, ritengo sia importante saperne tenere conto e sviluppare un senso storico logico, lucido e imparziale, mantenendolo possibilmente vita natural durante, riportandone i principi pure alla propria vita personale per una maggiore comprensione.
Un percorso d’elevazione personale, sia per la sofferenza individuale che quella collettiva, dovrebbe essere uno dei motori principali, anche se non il solo, che ci spinge a migliorare la situazione sia del singolo che della collettività.
Si tratta quindi di una metanoia (= radicale mutamento mentale) che possa trasformare lo stato perverso, “portandolo da una posizione ad un’altra”, transitando da una posizione deteriore ad un’altra ma trasformata costruttivamente (parafrasando così il detto: “non di solo pane vive l’essere umano”).

2.1 Trovare il consenso di coloro che in un modo o in altro vi saranno implicati…che potrebbe significare: unificare le tendenze conflittuali in ognuno di noi, tra il permanere nelle posizioni inadeguate del passato e il tendere verso forme alternative, per raggiungere scelte, decisioni e operazioni diversamente qualificanti, edificanti.
Abitualmente abbiamo da un lato la tendenza a cristallizzarci (vedi la simbolica storia veterotestamentaria di Sodoma e Gomorra con Lot, la cui moglie diventò “statua di sale” perché si era voltata indietro, vincolata ai “vecchi usi e costumi” = atteggiamento conservativo, ripetitivo, contrariamente all’editto divino che proponeva di guardare avanti = atteggiamento creativo, innovativo, ma diventò “statua di sale” perché ancorata in certe abitudini esistenziali che ipotecavano sia il passato che il presente).
Dall’altro lato, almeno per certuni, può farsi strada progressivamente il richiamo interiore di possibilità alternative per un rinnovamento, creando una tensione interiore che, almeno all’inizio, può assumere un carattere conflittuale tra “il sì e il no” (permango o procedo?)
Si tratta quindi di risolvere il conflitto scegliendo, decidendo, attuando una sola via (“quella destrimane oppure quella mancina?”), stabilendo  “il consenso tra le disparate voci che ospitiamo”, dopo aver negoziato tra il più e il meno, anche esternamente.

3.1 Cercare, trovare e disporre dei capitali, dei materiali nonché degli strumenti necessari per attuare il percorso…
Ovviamente è per così dire impensabile, impossibile costruire una via da soli con “le proprie mani” (anche se una qualche lodevole eccezione potrebbe esserci stata, c’è e ci sarà nella storia dell’umanità, ma più per “sentieri” che per “strade”!)
Quindi ci vogliono dei capitali e materiali, ossia degli stimoli che possono essere di svariata natura: mezzi propri o crediti bancari, ossia energie, modelli, esempi viventi, letture, informazioni raccolte in diverse occasioni, esperienze personali, know-how “geologico e ingegneristico”, ossia il saper approfondire, penetrare nei nostri meandri intimi e sapere come procedere sulla via dell’elevazione umana e spirituale.

3.2 Ci vorranno degli strumenti, come e tra l’altro, quello della comprensione, disciplina, del rigore, della meditazione e riflessione per poter utilizzare il materiale raccolto, sperimentato, in modo coerente, adeguato al progetto della costruzione di un percorso che si vuole al tempo stesso costruttivo: esistenziale ed essenziale perché un aspetto senza l’altro non è viabile, oppure soltanto in modalità claudicante, patologica perché creerebbe squilibrio (vedi attualmente la nostra civilizzazione schizo-paranoica e perversa, anche se non sembra che sappia tenerne conto, ossia di esserne consapevole, anzi c’è chi osa affermare che navighiamo a gonfie vele sì, ma con che nave e che vele!)

4.1 Coordinare i lavori da svolgere con il tracciato.
Ovviamente quando si vuole edificare un’opera strutturata, coerente, non si può “saltare semplicemente di palo in frasca”, in modo suppergiù casuale, improvvisato, anche se in una certa misura questi aspetti fanno parte del processo, come l’intuito per un’opera nuova (vedi Einstein, il quale pare abbia detto suppergiù che: “… anche una scoperta, un’opera scientifica prende inizio da un intuito, da un’idea…che in seguito dev’essere verificata, convalidata in modo elaborato, scientifico”.
Infatti circa un secolo fa, salvo errori ed omissioni da parte mia, egli aveva previsto, ossia teorizzato le “onde gravitazionali” che sono state comprovate soltanto poco tempo fa, quindi all’incirca un secolo dopo la sua teorizzazione!

Un certo ordine e rigore, una certa coesione appare indispensabile per raggiungere la realizzazione di un progetto, probabilmente qualsiasi esso possa essere (essoterico o esoterico), per non procedere come “Mulla Nasrudin”
(personaggio immaginario, ma figura centrale in aneddoti paradossali della tradizione sufi, i quali sono simili, filosoficamente parlando, agli aneddoti dello Zen), il quale “volendo costruirsi una casa, seguì soprattutto i consigli di parenti e amici a tal punto, che alla fin fine, ciò che doveva diventare una casa, era tutt’altro che una casa!”

Per una strada (un percorso in senso figurato), l’ordine potrebbe essere suppergiù il seguente:

2 stabilire l’itinerario per il quale la strada deve passare, con l’obiettivo che deve raggiungere il consenso degli interessati (rispettivamente di sé stessi);
3 le eventuali difficoltà che si possono incontrare lungo il percorso: asperità, composizione del terreno, acque, frane, ossia i famosi “tranelli” esistenziali e quant’altro;
4 capitali, macchinari, strumenti: insomma i mezzi necessari per poter portare avanti i lavori (il processo maturativo- evolutivo);

5.1 Analizzare, verificare periodicamente il lavoro svolto e che si sta svolgendo…
Un progetto, il consenso, trovare i mezzi, operare, coordinare i lavori non bastano “per condurre in porto il percorso” (si fa per dire).
Periodicamente sono necessarie verifiche dei lavori svolti (“l’analisi del funzionamento”, uno degli strumenti fondamentali dell’autogestione, ma non soltanto!), di come viene seguito, realizzato il progetto iniziale, se dev’essere riaggiustata la mira, se per esempio si svia dal tracciato, se la qualità dei lavori in atto lasciano a desiderare e non assicurano la bontà del tracciato, se vengono a scarseggiare, a mancare i mezzi per l’attuazione (la realizzazione si scontra con i nostri limiti estero-interiori: d’altronde quante “opere” sono rimaste e rimangono incompiute per queste ragioni…)

6.1 rettificare, curare e perfezionare il percorso (qualora fosse necessario e possibile).
Quando si pensa di aver realizzato il percorso, “la Strada, la Via” non è assicurata una volta per sempre: con il tempo può deteriorarsi per svariate ragioni:
occorre quindi ripercorrerla (mentalmente e periodicamente), per stabilire se necessita di ritocchi, delle “riparazioni”, se necessita delle migliorie, anche nel senso di “allargamenti”, “aggiunte”, o di altri “arricchimenti” del percorso (per esempio di biforcazioni che permettono di congiungersi, di immettersi in, o “ricevere” altre vie, altre possibilità, delle alternative).

7.1 utilizzare la via con riguardo, per conservarla nel migliore dei modi e poterla trasmettere ad altri interessati al percorso…
Mi sembra indispensabile il rispetto per la via “creata”, nonché l’importanza da attribuirle, come via di comunicazione con la Vita in generale e nei rapporti umani nel particolare, con un’attenzione speciale rivolta al suo mantenimento e miglioramento per poterla trasmettere nel migliore dei modi ad altri (i discendenti, gli “eredi”) che sono interessati a percorrerla e che:

“pur avendola ereditata dagli antenati, dovranno riconquistarla
per possederla”

parafrasando così un detto di Carl Rogers,
(esimio psicologo statunitense del 20° sec.)

Eco, da lontano :
“La Strada la si costruisce strada facendo, pensando, facendo, pensando, facendo…!”

*        *        *

So long, I am around…

Fine della “Monografia”


 

About the Author

Beni Sascha Horowitz
Nato e cresciuto a Lugano (Svizzera, per chi non lo sapesse c'è anche una Lugano in Italia), ho studiato a Ginevra musica, psicologia e psicologia del lavoro (efficiency), pedagogia e pedagogia curativa. Ho praticato a Basilea e Lugano psicologia clinica e psicoterapia di tipo psicodinamico (avendo seguito un "Training psicoterapeutico) , ma indipendentemente da "Scuole", all'interno di Servizi Medico-Psicologici. Ho partecipato ai Corsi per Adulti in tanto quanto animatore di alcuni corsi tra il quali il Tai Chi Chuan, Rileggiamo Dante, I Miti del passato e l'uomo moderno, Il Diario personale creativo, Alla ricerca della propria identità, Psicologia e vita quotidiana, ecc. Sono rimasto sensibilmente influenzato dal Taoismo cinese e dallo Zen giapponese, senza pertanto diventare un "fedele seguace". Ho iniziato i tentativi di scrittura dopo il pensionamento. Ora sto cercando di proporre poco a poco alcuni miei scritti... Per eventuali chiarificazioni, sono raggiungibile tramite l'indirizzo e-mail: [email protected]

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