Lettera aperta a…Shlomo Sand

4. Lettera aperta a… Shlomo Sand

Premessa
Devo precisare che Shlomo Sand è un docente universitario, nel particolare di storia contemporanea, in una Università di Tel-Aviv, Israele. Ha scritto alcuni testi che hanno creato un certo subbuglio tra i suoi connazionali, ciò che emergerà molto probabilmente in questa “lettera aperta”, ma comunque dai suoi libri!

Dear Shlomo,

permetti che ti chiami così perché noto di avere con te, almeno in parte e vedrai in quale, una certa affinità di pensiero e suppongo che, per ciò che hai scritto (soprattutto nel testo “L’Invenzione del Popolo Ebraico”) e le reazioni del tuo ambiente, devi aver subito non pochi patemi d’animo.

Non sono aggiornato se, con questi testi, hai perso o dovuto rinunciare alla tua cattedra universitaria, quindi non so se sei ancora professore a Tel Aviv, ma quand’anche tu non lo fossi più, posso immaginarmi che, con le tue competenze, delle Università a livello internazionale potrebbero averti già offerto delle cattedre altrove.

Dunque: ho letto due dei tuoi testi, come accennato “L’invenzione del popolo ebraico” e inoltre “Come ho smesso di essere ebreo” (ambedue tradotti in italiano e pubblicati dalla Rizzoli, I).
Devo dire che, per quanto concerne il tuo primo volume, da molti anni ormai penso e in una cerchia ristretta vado affermando, che gli ebrei non sono un popolo, che le pretese del Sionismo sono infondate, che il ritorno in Palestina non contiene alcun nesso causale, che la maggior parte di quelli che si sono stabiliti nello scorso e in questo secolo, non avevano alcun rapporto con la regione, né diretto né indiretto, e ovviamente soprattutto non con un passato di…all’incirca alcuni millenni. Questo anche perché erano in provenienza da svariate etnie distribuite nel mondo e per diverse altre ragioni, non per ultimo quelle dovute a delle “conversioni religiose” e, come già accennato, sono dell’opinione che gli ebrei “non essendo un popolo”, sono “una comunità religiosa”, ma che pure a questo proposito ci sarebbero alcune “cosette” da rivedere e riconsiderare…
però sulle quali non mi voglio attardare ora!

Per me tutto quell’improvviso e massiccio flusso migratorio verso la Palestina, era certamente dovuto alle persecuzioni subite (per dirla in breve e semplificando): nell’Europa in generale, nella Russia zarista prima, rivoluzionaria in seguito, infine all’eccidio perpetrato dai nazisti (senza dimenticare gli ebrei di Medina al tempo di Maometto!) e al desiderio di una comunità religiosa perseguitata di trovare un rifugio, quel rifugio promesso, organizzato e sostenuto…credo soprattutto…dai sionisti (su Google troverete tutti i dettagli desiderati per chiarire, se lo desiderate, chi sono i sionisti)!

Mi sono perfino chiesto: se questa strage non ci fosse stata, l’intensa corrente migratoria avrebbe avuto luogo? La risposta è stata perentoria: credo proprio di no!
Mi si obietterà forse, “ma lo sterminio c’è stato quindi…”
Certo che c’è stato, soltanto persone con una mostruosa malafede possono negarlo (ne sa pure qualcosa la mia famiglia, sterminata in Polonia, N.d.a.), ma di conseguenza e in controbattuta chiederò:
– Ma era proprio necessario quel gran riversarsi proprio nella Palestina del secolo scorso (d’altronde la grande maggioranza non l’ha fatto e il maggior numero di ebrei non si trova in Israele, strano vero?), con la quale non c’era più alcun nesso: né politico, né religioso, né culturale, né linguistico, né climatico, né…né…né e così via dicendo, perfino cercando di fare riferimento a eventi avvenuti all’incirca 2000 anni prima, in condizioni geografiche, storiche, politiche, militari e culturali completamente diverse dal presente.
(Per inciso ho conosciuto personalmente degli ebrei che per certi e famigerati segnali o addirittura eventi in corso, non sono emigrati verso la Palestina, ma verso ben altre destinazioni!)

Si tratta di un nesso che si è voluto creare su delle basi illusorie per giustificare quell’invasione migratoria, appropriandosi di un territorio che proprio non era destinato e non apparteneva agli attori di quel dramma e che quindi è stato abusivamente occupato, tant’è che lo chiamerei un po’ insolitamente “un errore storico-motivazionale”!
(È un po’ come se gli italiani d’Italia, decidessero di occupare il Canton Ticino CH, sotto pretesto che una volta c’erano stati, era stato il loro territorio, che vi erano legati da antichi usi e costumi e soprattutto dall’italianità! Hanno d’altronde tentato, ma sono stati respinti a schioppettate dai luganesi, se non erro!)
Ma scusate: era il territorio di chi, e chi c’era stato e quando?

E aggiungo che il peggio, ho avuto occasione di vederlo e udirlo esprimere in TV da un giovane diplomatico, rappresentante del governo israeliano che, alludendo alla Palestina, affermò nel senso se non alla lettera, pur rimanendo veridico il suo pensiero:
– Questo è il nostro territorio e semmai siamo noi che facciamo una concessione ai palestinesi, permettendo loro di vivere su questo nostro territorio!

Così vanno le cose in questo mondo e se questa non è perversione, non saprei proprio come definire il fattaccio diversamente!
Più presuntuosi di così credo, non si può proprio e questo mi rinforza nell’idea che lo Stato d’Israele verso “l’interno” sarà magari anche uno stato democratico, se pur con le sue brave discriminazioni interne, perché c’è ebreo ed ebreo, così come c’è israeliano e israeliano (e quale Stato non ha al suo interno una qualche discriminazione, soprattutto se è plurietnico e plurilinguistico?), ma che verso “l’esterno”, ossia l’immediato “ambiente circostante” si atteggia da “Stato fascista”!

Inoltre chiedo: se “rifugio” fosse diventato, esiste una statistica di verifica a sapere quante persone sono rimaste ferite e/o invalide, o decedute in Israele, dovute a omicidi, guerre, attentati, attacchi missilistici, ecc. ossia dovute a operazioni “persecutorie” anche se perpetrate sotto altre forme da quelle precedenti e nei paesi europei, diciamo sull’arco dell’ultima cinquantina di anni, confrontate a vittime dovute ad operazioni persecutorie nel resto del mondo durante il medesimo periodo?
A stima approssimativa e intuitiva, quindi non scientifica ma verosimile, ho l’impressione che il “rifugio” sia diventato una trappola, dove ci sono molte più vittime israelite che in tutto il resto del mondo!
Trovo che una ricerca di questo tipo, se non è già stata fatta, ammesso che sia possibile attuarla, potrebbe essere alquanto significativa !

Oltre ciò, e per non dilungarmi troppo, ho letto con interesse le tue dimissioni dall’essere ebreo nell’altro tuo volume “Come ho smesso di essere ebreo” (e, detto tra parentesi, pare che sin da bambino affermavo di non voler essere ebreo, senza intraprendere ora un’analisi delle corrispondenti motivazioni, N.d.a.).
In conclusione però rimango stupito di fronte al fatto che, tutto sommato, resti una specie di “fan d’Israele” e desidero anticipare per dirti:

– Ti capisco Schlomo che non ritieni di esserlo più e non vuoi essere ebreo, ma non sono d’accordo con te per “il resto” e ci sto arrivando per dirtelo, anche se per te questo sarà irrilevante, per me invece rimane significativo! Perché?
Ma perché fai un lungo discorso razionale con tanto di documentazione interessante, indubbiamente competente che posso non soltanto capire ma anche ritenere valida, per spiegare perché hai dato “le dimissioni dall’essere ebreo” (e devo confessarti che ho appreso da te molti dati che non conoscevo e che mi hanno permesso di capire meglio il giudaismo da un lato e la situazione mediorientale dall’altro), ma poi, almeno secondo il mio modesto parere, cadi nel tranello dell’irrazionalità, assai tipico anche del sentimentalismo ebraico, entrando per di più in un cortocircuito sionista “ma amo Israele e non vorrei vivere altrove!”

Ovviamente liberissimo di provare, pensare, decidere, fare…ma per me queste tue conclusioni sono più che deludenti perché mi chiedo: a che pro tutto il discorso edotto che fai per dimetterti dall’essere ebreo, però rimani in Israele, come se fossero due cose separate, che si possono separare, come se Israele potesse esistere senza gli ebrei, quindi senza l’ebreo che hai deciso di non più essere !
Voglio addurre un tuo passo estratto dal finale dell’ultimo paragrafo “Sullo spirito delle leggi” estratto dal 10° cap. “Chi è ebreo in Israele?” (sempre nella Rizzoli, 2013), in cui affermi e poi chiedi, e ti cito testualmente:

“Essere ebrei nello Stato d’Israele all’inizio del ventunesimo secolo è un po’ come essere americani bianchi nell’America degli anni cinquanta o cittadini francesi nell’Algeria prima del 1962. Lo stato dell’ebreo in Israele non assomiglia forse a quello dell’afrikaner in Sudafrica prima del 1994?” e continui:
“Con quale coraggio un cittadino laico ma sensibile ai valori dell’umanesimo, della democrazia o del pensiero liberale, se ha un minimo di onestà intellettuale, può continuare a definirsi ebreo?”

Tralascio il seguito altrettanto interessante, per sottoporti una semplice contro-domanda, riprendendo le tue ultime parole, ma parafrasandole, ossia completandole con tre nuove paroline:
“Con quale coraggio un cittadino laico ma sensibile ai valori dell’umanesimo, della democrazia o del pensiero liberale (e perché non anche di quello socialista? non ho detto comunista! N.d.a.), se ha un minimo di onestà intellettuale, può continuare a definirsi ebreo”, ma anche israeliano?

Per me, il tuo è un atteggiamento (che se a prima vista potrebbe sembrare opportunistico, ma non credo che tu sia di quella fattura!), ritengo sia semplicemente schizoide, tipico dei nostri tempi in cui viviamo in una civiltà che, oltre ad essere scissa, è anche perversa (che forse alla fin fine sono la medesima cosa!), ossia viviamo “il rovescio del diritto” (come lo definivano certi fisici americani nel primo dopoguerra) e per me le tue conclusioni hanno questo carattere!

“Non voglio più mangiare cioccolata: perché…perché…perché…ma poi voglio abitare in una delle case messe a disposizione dalla fabbrica di cioccolata e nelle sue immediate vicinanze, anche perché sono cresciuto da quelle parti ed è anche un bel posto!”

“Non voglio più mangiare pesce: perché…perché…perché…ma poi vado a pescare nelle acque territoriali attorno all’isola in cui abito, dove voglio rimanere e dove si trova l’impresa che mi ha impiegato e incaricato di catturare il pesce e, che se non il pesce, almeno mi permette di mangiare pane e formaggio!”

“Mi rifiuto di giocare a calcio nella squadra nazionale e continuare ad essere uno dei suoi compagni di squadra: perché…perché…perché…ma poi voglio pagare il biglietto d’entrata, presenziare ed assistere alle sue partite e come i fans fare il tifo tra i sostenitori della squadra!”

“Non vogliamo più avere a che fare con i tedeschi, perché…perché…perché…ma poi si va ad edificare una Sinagoga a Monaco di Baviera (e forse nel frattempo anche altrove in Germania) chiedendo i dovuti permessi di costruzione, mentre i tedeschi non hanno mai chiesto il permesso per la loro distruzione!!!” (Beh, quest’ultimo è forse un esempio un po’ “hors concours”, ma ha ciò nondimeno un suo particolare significato…)

Ma caro Shlomo, stiamo scherzando? In questo senso come posso prenderti/vi sul serio? Dimmelo, spiegamelo se ci riesci, perché io proprio, e con la migliore volontà, non ce la faccio!
Ciò nonostante ti saluto cordialmente, anche perché non ti vivo con inimicizia, ma soltanto come qualcuno che per certi versi non ritengo coerente, senza voler stare ora ad analizzare ulteriormente il perché e il percome…
                                                                                                                                                        B.S.H.

P.S. Volevo dirti soltanto che io me ne sono andato, ho lasciato dietro di me lo Stato (“senza voltarmi indietro per non diventare statua di sale”,  simbolicamente parlando) e ho rinunciato anche alla cittadinanza israeliana!!!
Ma c’è ancora qualcosa che desidero aggiungere:
quando con parenti, amici o conoscenti m’intrattengo sull’argomento, utilizzo il termine Medio Oriente, perché non riconosco lo stato
d’Israele, lo ritengo abusivo e un errore storico-geografico!
Ora è ovvio che in quella regione si è imposto uno stato con degli abitanti che non si può semplicemente annullare ed estromettere e il contrario sarebbe una mancanza totale di realismo, ragione per cui si tratta di convivervi il meglio possibile, ma da lì a riconoscerne la legittimità per me c è ancora un baratro da colmare!
Sarebbe perlomeno quello della presenza di due stati paritari! Ovviamente dovresti sapere perfettamente di quali si tratterebbe e sup-pergiù a  quali condizioni…

*          *          *

So long, I am around…

Fine della lettera aperta


About the Author

Beni Sascha Horowitz
Nato e cresciuto a Lugano (Svizzera, per chi non lo sapesse c'è anche una Lugano in Italia), ho studiato a Ginevra musica, psicologia e psicologia del lavoro (efficiency), pedagogia e pedagogia curativa. Ho praticato a Basilea e Lugano psicologia clinica e psicoterapia di tipo psicodinamico (avendo seguito un "Training psicoterapeutico) , ma indipendentemente da "Scuole", all'interno di Servizi Medico-Psicologici. Ho partecipato ai Corsi per Adulti in tanto quanto animatore di alcuni corsi tra il quali il Tai Chi Chuan, Rileggiamo Dante, I Miti del passato e l'uomo moderno, Il Diario personale creativo, Alla ricerca della propria identità, Psicologia e vita quotidiana, ecc. Sono rimasto sensibilmente influenzato dal Taoismo cinese e dallo Zen giapponese, senza pertanto diventare un "fedele seguace". Ho iniziato i tentativi di scrittura dopo il pensionamento. Ora sto cercando di proporre poco a poco alcuni miei scritti... Per eventuali chiarificazioni, sono raggiungibile tramite l'indirizzo e-mail: [email protected]

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