Beni Sascha Horowitz
8. Lettera aperta ai…burocrati
Anche in tempi passati l’attività di burocrate, era molto probabilmente una “professione” vantaggio-
sa, perché è stata tra l’altro uno strumento del potere, anche se in modo alquanto velato, ma talvol-
ta arbitrario e beninteso calzato perfino con degli aspetti di legalità (perché ovviamente benedetta
da quest’ultima, lei pure e non di rado al servizio del potere, celato dietro le quinte dell’occulto)!
In questa arbitrarietà rientrano pure le contraddizioni perpetrate in tutti i tempi, ovviamente sem-
pre a svantaggio dell’utente che dovrebbe essere un pari e non un soggetto al quale si impartisce
semplicemente degli ordini, spesso apparentemente arbitrari perché di parte e interessati:
– Devi fare questo o quello, e così ed entro i tempi da noi prestabiliti, altrimenti…!
e viene alzato l’indice della prospettiva di una penalizzazione che intimorisce…che deve intimorire…
beninteso è lo scopo dell’esercizio di un potere ben organizzato!
Ciò che ci riporta allo “status quo ante“, non della democrazia, ma del “feudalesimo”, seppure questo
termine, utilizzato per un periodo del nostro passato storico, attualmente non viene più interpretato
alla medesima stregua, anche se di fatto rappresenta la stessa categoria di realtà, soltanto sotto veste
diversa, solitamente però con un abbigliamento che cerca di nascondere il sottostante volontarismo
degli abusi di potere (abbigliamento solitamente impeccabile che non insospettisce!).
Premesso ciò e seguendo una semplice riflessione:
è difficile continuare a giocare il gioco di una burocrazia che sovente ha trasceso e ancora trascende i
propri compiti, soprattutto quelli di seguire una logica coerente e funzionale e di essere al servizio del-
l’utenza di un popolo, mentre scivola nel arbitrario, nelle contraddizioni, si potrebbe dire nel casuale
delle “fantasie”, per non dire addirittura delle fisime dei singoli burocrati, e-o forse meglio, dei loro
potentati!
Si può, quasi immancabilmente, ricavarne l’impressione che suppergiù ognuno di questi deve inventa-
re una nuova strategia, come per giustificare la sua presenza, per dimostrare che si dà da fare, che è un
lodevole dipendente soprattutto del potere dal quale riceve molto probabilmente le direttive affinché
si sappia in che direzione e verso quale porto deve puntare la nave dei loro desiderata!
Non è lecito che più o meno ad ogni occasione si giochi ai burattinai che tirano i fili di “marionette”
che debbono danzare al loro ritmo e alle loro “pensate genialiformi”!
Troppo comodo, troppo facile esigere e scaricare gli oneri sugli altri, a parte il fatto che è anche poco
democratico, dove dovrebbe vigere la ormai comprensibilmente più che trascurata “interdipendenza”,
che ovviamente deve dare fastidio agli spiriti oligarchici, di cui fa parte anche la burocrazia e di cui è
una specie di sottoclasse o, come già accennato, semplicemente uno strumento!
So long, I am around…
Fine della breve lettera
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