B. Sascha Horowitz
Lettera aperta ai…“ tirafili ” dietro le quinte
Non vi chiamerò “cari” perché per me “cari” proprio non lo siete e ciò che vi voglio dire, molto proba-bilmente (al 99,99 %) non vi piacerà!
Dunque…
Innanzi tutto mi ricordate il teatro di marionette dove “i tirafili”, piccole minoranze” (so che è un pleo-nasmo come il prossimo, ma è intenzionale!) se ne stanno in posizioni solitamente invisibili, mentre la parte visibile, metaforicamente parlando, le marionette siamo noi, ossia le “grandi maggioranze”!
Quelle che fate danzare secondo i vostri oscuri piani, per assoggettarveli vieppiù. Per tornare ai tempi dei “signori e schiavi”, per esempio e tra l’altro al feudalesimo, da cui molto probabilmente non siamo mai usciti veramente (anche se ci sono stati degli sfortunati tentativi per farlo!), cambiando soltanto forme e definizioni per mascherare la nuda e cruda realtà dello schiavismo.
Di coloro che “manipolano i manipolati”, spesso a loro insaputa, presentando loro le vostre trovate tranello come delle promesse di “paradiso ritrovato”, magari ritrovato e ingrandito. ma per voi stessi in esclusiva…
Vi voglio dare soltanto alcuni esempi delle vostre trovate, che mi vengono in mente immediatamente senza doverci riflettere e che sul lungo termine si avverano micidiali per la maggioranza della popola-zione:
1) le robotizzazioni che hanno creato e continuano a creare una massa di disoccupati…che devono essere sopportati da chi? (Ho sentito un operaio affermare che anni addietro nel posto in cui lavorava c’erano all’incirca 40’000 operai, mentre ora, dopo la robotizzazione dell’impresa, ce ne sono soltanto 3’000!)
2) le dislocazioni della produzione in luoghi con delle retribuzioni molto ridotte, che sono soltanto vantaggiose in un primo tempo per i “virtuali produttori e i produttori fuori campo”, ma che sono lame a doppio taglio perché creano un notevole calo del potere d’acquisto della popolazione, dove vengono poi “importati” i prodotti creati altrove, ma che decurtano i guadagni della popolazione indigena che non producono più ciò che avrebbero potuto produrre localmente, appunto e ormai in provenienza dall’estero!
Popolazioni in carenza di beni che devono essere sussidiate da chi?
3) L’indiscriminata aggiunta di zucchero (ma anche di altre sostanze controproducenti per la salute) nell’industria alimentare e in tantissimi cibi (per non parlare di certe bibite e dolciumi per bambini!), dove si può rimanere sorpresi di trovarlo anche se in fondo non c’entra, ma la ragione che può essere superficialmente addotta sarebbe quella di un coadiuvante per la conservazione e la sapidità, che equivale a una seduzione non lontana dagli stupefacenti veri e proprio!
Ma credo che la vera ragione sia un’altra più profonda e perfida:
è ormai risaputo che lo zucchero industriale e quant’altro è alquanto nefasto per la salute (tra i medici c’è chi denuncia lo zucchero perfino quale causa dell’infarto cardiaco, come ad esempio il Dr. med. M.O. Bruker nel suo testo “Difenditi dall’infarto”, nelle Edizioni Vita Sana, 6900 Lugano) e il deterioramento della salute in generale, nonostante tutti i mezzi spiegati per sostenerla, addirittura migliorarla, ciò che gonfia poi le spese medico-farmaceutiche a tal punto che vi procura ulteriormente introiti stramiliardari, mentre per la popolazione avviene il contrario, oltre la perdita della salute!
C’è un’altra trovata che probabilmente deve essere stata stimolata e finanziata da voi e che mi viene in mente repentinamente:
4) ci sono gruppi di scienziati e tecnici fieri di annunciare che tra non molto si potrà vivere fino a 120, 150 anni! Molto probabilmente con dei prodotti che produrranno ulteriori somme da capogiro per le vostre casse!
Volete quindi sfiancare la popolazione che sarà occupata in parte a fornire i mezzi finanziari e umani, per sostenere 50 e più anni di pensionamento, o pensate forse che si potrà lavorare fino a 100-120 anni e prolungare il periodo di sottomessa schiavitù?
E quindi che cosa dovrà succedere? Da dove giungeranno i mezzi per finanziare la marea di quiescenti che si delinea all’orizzonte?
A me sembra che siete di una miopia quasi infantile che crede alle proprie favole e non vede più in là del breve termine, dimenticando il conto che vi presenterà il lungo termine:
un disastro generale in cui perderete probabilmente e averi e poteri!
Non voglio fare il “Profeta”, ma credo che le circostanze si presentano, si presenteranno nel modo suddetto, con le sue possibili variazioni…
Forse soltanto allora capirete, con il senno di poi, che ci sono dei momenti nella storia in cui l’essere umano si sveglia dal suo letargo e riprende in mano il proprio destino…e che l’umanità non è un giocattolo con il quale si può giocherellare illimitatamente a piacimento!
Cercherete di reprimere le reazioni con tutti i mezzi a vostra disposizione, come l’avete fatto ripetutamente, ma forse non vi riuscirà sempre, perché la forza della disperazione della gente sarà superiore alla forza delle vostre manipolazioni, delle vostre barriere, delle vostre difese!
E temo proprio che non riuscirete ad abbandonare il vostro egocentrismo ben radicato, perché è proprio di quello che si tratta, che si dovrebbe invece sottomettere a delle preoccupazioni per l’essere umano in particolare, nonché le sue collettività in generale, che dovrebbero diventare prioritarie per rapporto al vostro tornaconto personale, oligarchico e immediato!
È soltanto così, abbattendo il diaframma dell’egocentrismo esclusivo, che riusciremo ad uscire dal tunnel a sacco che ci siamo forgiati e in cui ci siamo arrenati nel corso dei secoli, perfino dei millenni passati.
MEDITATE GENTE…MEDITATE…!
* * *
So long, I am around…
Fine della lettera aperta
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