Il biglietto della lotteria (scenetta teatrale di sola lettura)

IL  BIGLIETTO  DELLA  LOTTERIA

Scena unica, ma variata

Si può svolgere in un qualsiasi posto, con una qualsiasi persona, di qualsiasi ceto, di qualsiasi sesso, di qualsiasi provenienza, insomma con:
“Monsieur-Madame tout le monde…!”, come dicono i francofoni e per coloro che non sanno il francese: “Signor-Signora qualunque, di ogni dove…!”)
Chiamiamolo provvisoriamente Irioel, poi vedremo…se magari cambiargli il nome, perché non è che gli piaccia tanto e quindi gli ho suggerito di cambiarlo, anche se per il momento vi è stranamente affezionato!
Per cominciare lo troviamo davanti a un chiosco intento a comperare un quotidiano ed una rivista…

– Buon giorno signor Irio…lo accoglie una voce cristallina e calorosa, il solito?
(Dietro il bancone appare una testolina bionda ricciuta,  un visino che invita ad essere baciato e che gli ha già cambiato un po’ il nome abbreviandolo!)
– No grazie Lesanya, oggi vorrei la Gazzetta dell’Antralcia e la rivista Romedania, perché mi hanno detto che ci sono degli articoli interessanti sulle ultime scoperte scientifiche…
– Sarà, ma ci sono anche delle belle storie d’amore…
– Quelle però mi interessano meno…
– Come signor Irio…un uomo come lei…(poi le sfugge): se m’invitasse a cena, verrei subito!
(Lui sta sfogliando la rivista…)
– Scusi, non ho capito bene, ero distratto…stava dicendo?
– Niente, niente…lasciamo perdere, tanto…
– Che cosa dobbiamo lasciar perdere?
– Volevo soltanto proporle un’altra rivista, ma vedo che ha già in mano quella che ha chiesto lei!
– Furbacchiona, ho capito benissimo la “proposta” che mi ha fatto… d’accordo, ci sto, lei mi piace!
(Lesanya arrossisce imbarazzata):
– Sa, dicevo così per scherzo, non lo intendevo veramente…
– Va bene…d’accordo, ma se adesso le chiedessi “veramente” di uscire con me (accentuando in modo particolare il “veramente”), per esempio…a cena, al cinema o a teatro, magari per una passeggiata, lei che cosa mi direbbe?
(Imbarazzato silenzio da parte di Lesanya, sembra indecisa…esita…):
– Non è che mi sta prendendo in giro?
– Perché dovrei? È ormai da parecchio che ci conosciamo e lei mi è sempre piaciuta e troverei simpatico se uscissimo insieme…
(Lesanya sembra più decisa e in grado di sormontare certe sue reticenze, forse dei sentimenti d’inferiorità):
– Va bene, d’accordo, almeno per una volta…poi vedremo…
– Allora per quando?
– Dopodomani sera sono libera, se…
– Per me va benissimo, quando e dove posso venire a prenderla?
– Qui, alle otto…(breve pausa), stavo quasi dimenticando…mi restano ancora pochi biglietti della lotteria e mi sono chiesta se forse le potevano interessare…
– Solitamente no, ma poiché è lei, almeno uno lo compero, però scelga lei, perché con la fortuna che ho, sarebbe forse meglio non comperarlo!
– Va bene…Lesanya allunga le dita nel mazzetto rimasto e porge un biglietto ad Irio…però se non vince, non me ne faccia una colpa!
– Certo che no…quanto le devo?
– Dieci brac, per favore…
– Però sono carucci…
– Sarà, ma la posta in gioco è alta!
– Ecco…e le tende una banconota da dieci brac.
– Grazie e a dopodomani…
– D’accordo…a presto…
(Due giorni dopo alle 20:00…stesso luogo, stessi personaggi)
– Mamma mia, come è puntuale! Mi ricorda quando sono stata in vacanza in Svizzera due anni or sono, i treni erano sempre puntualissimi!
– E dove è stata in Svizzera?
– Tra l’altro anche a Lucerna, sul lago dei Quattro Cantoni e da lì sul prato del Rütli…
– Che sarebbe?
– È il luogo dove fondarono la Svizzera…
– Addirittura!
– Ma non tutta d’un colpo, pezzo per pezzo durante un lungo periodo, con parecchie peripezie fino ai tempi moderni…per diventare una delle nazioni più democratiche al mondo!
– Caspita, ne avevo sentito parlare…ma ne hanno fatta di strada!
– Sì, però ce n’è voluto di tempo…e hanno dovuto lottare…
– Sarà forse banale, ma mi sembra che tutte le cose ben fatte richiedono tempo, energia, interesse, dedizione, lotte e spesso anche mezzi, seppure non necessariamente sempre cospicui…
– Ne so qualcosa, visto che oltre il mio lavoro, mi sto formando per poter svolgere un’altra attività…
– Ah sì? E quale sarebbe, se posso chiedere?
– Certo non è un segreto…vorrei fare l’infermiera psichiatrica…
– Addirittura, e come mai?
– Ma…in famiglia, anche allargata, ci sono stati alcuni casi di disturbi psichici di una certa entità e poiché mi sono spesso occupata di loro, ho raggiunto una certa dimestichezza e comprensione per questo tipo di disturbi, anche grazie alla partecipazione a diversi Congressi, a frequenti ed approfondite letture, ragione per cui mi sono detta, visto che il campo mi interessa, forse sarebbe il caso di sviluppare a fondo la mia inclinazione e le mie capacità per aiutare il maggior numero di persone possibili nelle loro difficoltà!
(Dopo questa precisazione Irio rimase alquanto sorpreso, perché questa svolta da parte di Lesanya proprio non se l’aspettava e si rese conto che molto probabilmente l’aveva sottovalutata, proprio secondo la ormai antica e ben radicata tradizione dei pregiudizi!)
– Questo mi fa piacere, ma se vuole potremo riparlarne durante la cena…vista l’ora…vogliamo andare?
– Sì, ma dove?
– Ho riservato un tavolo nel ristorante “Al Mistero”, in piazza degli Alleati…
– Non lo conosco…come mai questo strano nome per un ristorante?
– È un ristorante particolare, senza menu, dove non sai mai in anticipo che cosa ti proporranno e neppure te lo dicono: ti guardano e intuitivamente ti portano ciò che loro ritengono opportuno, inoltre non puoi reclamare, rinviare, ma devi semplicemente accettare ciò che ti mettono in tavola…e solitamente cambiano le portate di giorno in giorno…
– Una bella piccola avventura! esclamò Lesanya.
– Eh sì, ma almeno per una volta è forse più divertente…vedrai, credo che ti piacerà!
– Perché…ci diamo del tu?
– Scusa, ma mi è venuto spontaneo, forse perché mi è sembrato fuori posto darle del lei…ma se questo la disturba…
– Oh no, anzi, mi fa piacere e mi sta benissimo, non fosse che per la simpatia che provo per te ormai da parecchio tempo, quasi da quando ci conosciamo, almeno da poco dopo che sei diventato un cliente fedele del chiosco…
– Però non me lo hai mai fatto capire…
– Ma anche tu…
– È vero hai ragione, anche se in modo velato, soltanto attraverso le mie forse sciocche battute…
– Non mi sembravano cosi sciocche e credo di averlo intuito, ma non osavo fare il primo passo…
– Ma almeno questa sera…
– Orbene…sì…!
– Sarà meglio se prendiamo la mia macchina, poiché il ristorante non è poi tanto vicino…
(Dopo un certo percorso trascorso in silenzio, i due si ritrovano davanti al ristorante…
Irio chiede del tavolo riservato e la coppia si accomoda)
– Vediamo, sussurra Lesanya, sono proprio curiosa di quanto ci porteranno… spero di poterlo mangiare, ho veramente fame!
– Semmai ce ne andiamo da un’altra parte, non voglio affamarti in occasione della prima serata!
(Dopo un po’ ed essere stati squadrati attentamente dal maître, giunse un cameriere con il primo piatto, uguale per i due)
– Che sarà mai?
– Ma prima ancora, il fatto che la portata sia uguale per tutt’e due potrebbe essere significativo!
– Come mai?
– Potrebbe significare che il maître ci ha visti come una coppia…
– Addirittura!
– Perché no?
– Per essere possibile…sarebbe anche possibile…aggiunse Lesanya…
– Forse il maître ha visto ciò che non siamo ancora stati in grado di vedere…
– Sì, però non si tratta di esagerare…sarà un maître, ma non un chiaroveggente…e anche quelli…!
fece notare Lesanya con un lieve sottotono ironico.
(Breve pausa di riflessione dei due che cominciarono ad osservare meglio il contenuto del piatto)
– Dunque…c’è un mezzo avocado con del formaggio fresco, dal profumo probabilmente di capra e, dal colore, probabilmente con uno spruzzo di Kelpamare nonché una salsetta che potrebbe essere agrodolce…
– Proviamo…e Lesanya cominciò ad armeggiare con il cucchiaio nell’avocado senza tralasciare di includere né formaggio né salsetta con il primo boccone…
(Così fece pure Irio e dopo un po’…):
– Strano…però è buono…disse Lesanya, mi piace…
– Sono contento e spero che continui così…
(Infatti la serata proseguì nel migliore dei modi e alla fin fine Irio riaccompagnò Lesanya fin sulla porta di casa)
– Bella serata, grazie, sono proprio contenta dell’invito…
– Spero che potremo ripeterlo…fece notare Irio.
– Perché no? (aggiunse subito Lesanya, deponendo due teneri, ma sentiti baci sulle guance di Irio).
– Che privilegio!..esclamò questi compiaciuto.
– Ma domani…non scordarti di portarmi il biglietto della lotteria per il controllo!
– D’accordo…grazie per avermelo ricordato…buona notte!
– Notte…(e furtivamente Lesanya scomparve nel portone di casa, come se al momento temesse di rimanere maggiormente coinvolta in una situazione che le sembrava si stesse “scaldando”…
Infatti la notte dei due non fu di tutto riposo, perché ambedue si abbandonarono al loro immaginario, assai mosso e variopinto, esclusivamente occupato dell’uno e dell’altra…
L’indomani Irio cercò il biglietto prima di recarsi al chiosco, ma invano: non riusciva più a ricordare dove l’aveva messo. Ciò nonostante si recò da Lesanya)
– Che piacere rivederti!
– Anche per me…come hai passato la notte…digerito bene il pasto misterioso?
– Quello sì…ma per il resto…
– Per il resto?
– Lasciamo perdere…fammi vedere piuttosto il tuo biglietto…
– Non ce l’ho…non so più dove l’ho messo…
– Come? Guarda che nella nostra regione un biglietto ha vinto il jackpot che è molto alto…
– Di quanto?
– Di parecchi milioni e il premio non è ancora stato richiesto…sarà meglio che tu ti dia daffare…non si sa mai!
– Capisco…forse sarà meglio che torni a casa per cercarlo…
– Lo credo anch’io!
(Irio torna a casa, cerca dappertutto, ma non lo trova e, alquanto disarmato, torna da Lesanya)
– Non lo trovo più!
– Ma non ti ricordi proprio dove l’hai messo? ti suggerisco di non arrenderti così in fretta…la posta in gioco, come ti ho detto, potrebbe essere molto alta e non vorrei…
– Lo capisco e hai ragione…sarà meglio che torni a casa, mi siedo, mi concentro e cerco di rivedere interiormente il percorso da quando, con il biglietto in mano, ti ho lasciata…
– Sì, forse ti conviene…spero a presto e in meglio…
(Irio torna di nuovo a casa, procede come previsto, ma non riesce a visualizzare con sufficiente precisione tutto ciò che è successo durante quel preciso periodo: che sia stato il pensare a Lesanya e alla serata prevista che l’abbia distratto?
Alquanto scoraggiato ricomincia a rovistare tra le sue cose, questa volta un po’ a casaccio, ma senza esito…poi telefona a Lesanya)
– Proprio non riesco a trovarlo…ma in fin dei conti non saprei proprio perché dovrei essere io a vincere il jackpot in palio…era il primo biglietto che ho comperato, la prima volta e…
– D’accordo, ma non si sa mai e di questi strani colpi di fortuna del primo, unico o ultimo biglietto comperato, ne ho già sentito parlare…sono rarissimi, ma ci sono già stati, ragione per cui ti conviene…
– Sì, non hai tutti i torti…ricomincerò da capo, visto che ho un po’ di tempo a disposizione…
– Bene, fammi sapere…
– Grazie per l’incoraggiamento e…se lo trovo e vinco veramente…te ne darò una fetta…te la saresti meritata…perché senza la tua insistenza non l’avrei comperato e ora avrei smesso di cercare!
(Lesanya non seppe che cosa rispondere un po’ interdetta da quel “te ne darò una fetta”, fantasticando però che si sarebbe potuta dedicare esclusivamente ai suoi studi, senza perdere altro tempo nel chiosco, salutò cordialmente e riappese, mentre Irio continuò a cercare…
Infine stanco e seccato, si sedette sul divano e riprese in mano un vecchio, ma interessante libro di Upton Sinclair del secolo scorso: ”100% La storia di un patriota”, che desiderava finalmente terminare e mentre lo aprì, gli cadde per terra un foglietto che in un primo tempo pensò fosse da gettare, ma oh, sorpresa: era il biglietto della lotteria!)
– Ho trovato, ho trovato…proruppe al telefono con Lesanya…vengo subito!
– Così controlliamo…sono in possesso dei risultati definitivi …
(Poco dopo Irio era al chiosco e tese il biglietto a Lesanya…questa verificò…impallidì…le sue mani cominciarono a tremare e a stento articolò…)
– Hai…vin…to…hai…vinto…120 milioni di…brac!
(Stava quasi quasi per svenire, ma Irio la accolse in tempo tra le sue braccia)
– No no, sto bene…(borbottò ansimante…ma Irio continuò a tenerla stretta stretta…sussurandole all’o-recchio):
– Lesi…mi vuoi sposare?

                                            …e questa volta Lesanya svenne per davvero!

 

*       *       *

Fine della scenetta                                                                                                                                                                 So long, I am around…


 

About the Author

Beni Sascha Horowitz
Nato e cresciuto a Lugano (Svizzera, per chi non lo sapesse c'è anche una Lugano in Italia), ho studiato a Ginevra musica, psicologia e psicologia del lavoro (efficiency), pedagogia e pedagogia curativa. Ho praticato a Basilea e Lugano psicologia clinica e psicoterapia di tipo psicodinamico (avendo seguito un "Training psicoterapeutico) , ma indipendentemente da "Scuole", all'interno di Servizi Medico-Psicologici. Ho partecipato ai Corsi per Adulti in tanto quanto animatore di alcuni corsi tra il quali il Tai Chi Chuan, Rileggiamo Dante, I Miti del passato e l'uomo moderno, Il Diario personale creativo, Alla ricerca della propria identità, Psicologia e vita quotidiana, ecc. Sono rimasto sensibilmente influenzato dal Taoismo cinese e dallo Zen giapponese, senza pertanto diventare un "fedele seguace". Ho iniziato i tentativi di scrittura dopo il pensionamento. Ora sto cercando di proporre poco a poco alcuni miei scritti... Per eventuali chiarificazioni, sono raggiungibile tramite l'indirizzo e-mail: [email protected]

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