B. Sascha Horowitz
“LE IMMORTALI” NEL TAOISMO
Premessa
Suppongo che questo articolo potrebbe interessare in modo particolare anche quelle donne che si trovano lungo un percorso di ricerca spirituale, intendendo con ciò una ricerca che va “oltre le apparenze”, oltre i dogmi, oltre le istituzioni dogmatiche, anche oltre quelle che dichiarano di essere adogmatiche, (che sarebbe una contraddizione nei termini, perché ciò significa semplicemente che anche l’adogmatismo è diventato un dogma…), ricerca che assume così da un lato un carattere particolare di libertà in rapporto alle proprie possibilità evolutive, ma dall’altro lato anche in rapporto ai propri limiti interpretativi della “realtà”! Dunque:
1. Il Taoismo, che precede storicamente il Confucianesimo (quest’ultimo essendo prevalentemente di tipo “patriarcale-maschilista”, a carattere essoterico, quindi “profano, laico”, che sarebbe un modo per definire un approccio che non va oltre le apparenze, le circostanze, anche se in seguito i due non soltanto riescono a convivere, ma anche a completarsi a vicenda nella cultura cinese), era dunque una corrente di pensiero e di comportamento più aperta e libera, che dava all’aspetto femminile un significato più elevato (probabilmente in tanto quanto residuo, o il periodico revival del matriarcato!), ragione per cui si trovavano al suo interno importanti personalità femminili con un orientamento filosofico (esoterico, iniziatico, che cerca di andare oltre le apparenze, per entrare nei significati situati a livelli più profondi, meno visibili e tangibili), una modalità quindi degna di rilievo.
2. Il singolo individuo femminile, ma anche associazioni femminili hanno sempre trovato spazio e hanno potuto affermarsi all’interno della tradizione taoista, indipendentemente dalle strutture sociali vigenti, dai diversi momenti storici dell’antica Cina.
3. D’altronde è risaputo che concetti quali:
“Il Misterioso femminile”, “Madre Terra”, nonché
“L’esaltazione dell’acqua” (elemento Yin per eccellenza),
erano aspetti fondamentali nella pratica taoista, senza dimenticare il concetto del “Wu-Wei”, il cosiddetto “Non-Agire”, spesso frainteso come un atteggiamento puramente passivo, addirittura nichilista e/o disfattista, mentre oggi come oggi potrebbe rientrare nei concetti di tipo olistico, realtà che sono andate ben oltre l’egocentrismo, pur avendolo integrato!
Ma pure lo stesso Tai Chi Chuan, con altre serie simili, quali il “Pakua Chuan” e lo “Hsing-J-Chuan”, ossia quelle sequenze del “Nei Cia” che rappresentano le forme interne, morbide, “arrotondate” del Kung-Fu Whu-Shu (ossia dell’arte marziale vera e propria).
Questi, per la loro interiorizzazione sono dei sistemi prevalentemente Yin, per rapporto al “Wei Cia”, più esteriore, fisico, “duro”, quindi prevalentemente Yang: come lo è per esempio lo stile Shaolin del Kung-Fu Whu-Shu.
4. Ma c’è di più e la cosa, anche se non provata storicamente, ma ciò nondimeno significativa nel senso che stiamo esaminando, va fino al punto in cui si afferma che sia “Huang Tse”, il leggendario “imperatore Giallo”, vissuto forse nel 3° millennio a.C. e considerato pure come uno dei fondatori del Taoismo, (anche se si tratta di essere molto prudenti con tutte queste antiche “valutazioni storiche”!) sia “Lao Tse” (il “Vecchio Maestro”), considerato il padre vero e proprio del Taoismo (all’incirca nel 6° secolo a.C.), pare che ambedue abbiano avuto delle Maestre (nel senso di Guide Spirituali, oltre che dei Maestri!)
5. La tradizione taoista narra di queste “immortali”, intendendo qui l’immortalità interiore, spirituale, ossia quando è raggiunta la fase di liberazione, rispettivamente d’integrazione nel tutto, “l’Unione mistica” (conosciuta pure ma più tardi anche in Occidente), in cui si vive interiormente l’Universalità, al di là del tempo e dello spazio, in un vissuto d’Eternità e Infinitezza, anche se le indicazioni storiche in merito sono imprecise, talvolta poco attendibili.
Rimangono però delle “Poesie”, anche se qui le “Poesie” sono intese in senso dantesco, non formale ma analogico, significativo, simbolico, come documenti di un possibile comprendere, operare ed anche insegnare.
N.B. A questo proposito non dimentichiamo “l’ambizione” taoista “dell’anonimato”, inconfondibile segno di umiltà (se di ambizione nel senso abituale e in questo ambito si può parlare!)
6. Di queste cosiddette “sorelle immortali”, se ne potrebbero presentare alcune (prese un po’ a caso) a titolo illustrativo, come per esempio:
1 “L’immortale sorella” Fan Yun Quiao, vissuta probabilmente nel 3° sec., moglie di un taoista (a quanto pare di nome Liu Gang), conosciuto come un esemplare prefetto di una Provincia.
Insieme coltivarono il taoismo (fatto conosciuto in occidente molto più tardi nella “coppia alchemica”) e pare perfino che insieme lasciarono questo mondo!
Ecco una sua “poesia” dal significativo titolo:
“Frantumare lo spazio”
“Perché inchinarsi e pregare per elemosinare la longevità?
Chiaramente lo spirito originale è fondamentalmente puro.
Frantuma lo spazio per diventare completamente libero.
I gioielli che esaudiscono i desideri e le reliquie non sono
che nomi vuoti (privi di senso)”
E un breve commento:
– “Frantumare lo spazio” è l’ultima fase del processo iniziatico taoista che consiste nella trasformazione progressiva dell’energia da corporea in mentale, da mentale in spirituale, da spirituale in vuoto (quest’ultimo corrispondente molto probabilmente all’indefinibile Tutto), per fondere (o rifondersi consapevolmente) nel Tao.
Per gli addetti ai lavori: nel TCC (Tai Chi Chuan) questa trasformazione viene definita in cinese dal “Ching al Chi, dal Chi al Shen, nonché dal Shen al Grande Vuoto” (“The great Void”, forse l’Ein-Sof, ossia il “Senza-Fine” dei cabalisti, nella tavola delle Sefirot).
Dunque: “Frantumare il vuoto” significa sciogliere l’ultima barriera concettuale che ci impedisce la reintegrazione nel Tao (ossia nel Tuttuno, nell’Unotuttuno)!
2 Una poesia alchemica della nobile Wu Cailuan, secondo gli uni vissuta nel 3°- 4° sec., secondo altri nel 9° sec. (in fondo poco importa, non si tratta di un problema quantitativo!)
Moglie di un povero erudito, lo aiutava nella copia dei testi poetici, questo per circa 10 anni, poi cambiarono domicilio e infine scomparvero nelle montagne:
“Il grande eremita”
“Il mio corpo vive in città,
ma la mia essenza dimora in montagna.
Non bisogna prendere troppo sul serio
l’azione di un gioco di marionette.
Se il monte del Pol (o forse del Polo, del Polo Nord?)
ha posto in un granello di senape (allusione dall’aspetto simbolico!)
si può tranquillamente estinguere tutte le parole dell’Universo.”
Un breve commento:
– Si dice che “il grande eremita” vive in città, il piccolo eremita nelle montagne, per certificare che la trascendenza non dipende dalle circostanze esteriori favorevoli.
Le contingenze secolari vengono qui considerate un gioco di marionette per rapporto alla creatività e alla capacità decisionale autonoma.
L’immagine del grande monte Pol (o monte polare, effettivo o simbolico che sia: ricordo qui che il TCC tradizionale viene iniziato rivolti a Nord, verso la Stella Polare, considerata “simbolicamente il Centro dell’Universo”, dal quale tutto proviene e al quale tutto ritorna!), compreso in un granello di senape, descrive il conseguimento della libertà spirituale, grazie alla conoscenza raggiunta tramite l’esperienza della relatività dei fenomeni all’interno dell’Universo.
3 Sun Bu-Er “L’Incomparabile”, una delle figure di spicco del XII° sec. della nostra era. Ebbe 3 figli e si dedicò alla pratica taoista soltanto attorno alla cinquantina e di lei furono tramandate una quindicina di Poesie, di cui ecco un qualche estratto:
“Raccogliere lo spirito”
” Prima che il nostro corpo esistesse,
l’energia una era già presente come giada,
più brillante di quando la si lucida
e come oro, più puro di quando lo si purifica.
Ripulisci l’Oceano di nascita e morte
e rimani imperterrita alla soglia della perfetta maestria.”
Con un breve commento:
– L’energia primordiale è quella che non è scissa in forme contrastanti
(e se è scissa non si può definirla l’energia primordiale).
Per l’alchimia interna solitamente:
Giada = Yin (spirito e concentrazione placida),
Oro = Yang (concentrazione forte).
L’Oceano di nascita e morte è il pensare dell’essere umano, a sapere:
l’apparire di un pensiero = nascita,
il suo scomparire = morte.
Così “si nasce e si muore” innumerevoli volte in un giorno, fatto che viene confrontato alla cosiddetta “migrazione dell’anima” ma nel “hic et nunc” (ossia “qui e adesso”)!
Però è difficile liberarsi da questo via vai.
Esiste però un metodo per realizzarlo, ossia quello di
“rimanere imperterrito(-a) alla soglia della “perfetta maestria”.
Questo è ciò che i taoisti chiamano “L’apertura del misterioso passo” (forse il “Passaggio” di cui parla “l’alchimista occidentale” Patrick Burensteinas nei suoi DVD sul “Viaggio Alchemico”, in francese, in tanto quanto “il Passo del Saggio“?)
Quest’apertura, così si affermava, era composta di forza creativa e fugacità che si congiungono in un insieme di spirito ed energia, di desiderio e ragione, di Yin e di Yang.
Se riesci a unire questi due antagonisti, allora hai scoperto l’essenza del “Misterioso passo”.
“L’Apertura di questo misterioso passo”, significa pure di non rimanere fissato a…(di non identificarsi con l’oggetto dei…) propri pensieri, ciò che conferisce maggiore mobilità e libertà.
Fissarsi rigidamente a certi punti (per esempio “a punti di vista”, a “opinioni”, a “schemi mentali”!) è ovviamente riduttivo, limitativo…
“Nutrire l’energia” (uguale per uomini e donne)
“L’essenziale è originariamente senza intenzioni.
Fortuitamente cade nel temporale,
dal momento che dalla bocca sfugge un grido
così inizia il dominio della lingua.
L’essenziale (l’essenza) viene assediato(-a)
da ciò che colpisce i sensi e circuìto(-a) da malattia.
Se il bambino (= energia temporale) è ben nutrito,
può essere utile alla madre (= energia primordiale),
per cui non parlate più del non-ritorno.”
E un breve commento:
– Per dominio delle lingua, viene intesa pure la respirazione (che spesso dimentichiamo in tanto quanto strumento del linguaggio parlato!)
Qui però, Sun Bu-er, cerca di spiegare come gl’individui consumano le loro forze dedicandosi troppo all’attività sensoriale (che è soprattutto primitiva, animale) e non raggiungono così la loro età naturale (dell’essere umano), morendo prematuramente (prima dei cent’anni!)
Qui il bambino rappresenta l’energia temporale, la madre invece l’energia primordiale.
Ma, così aggiunge: bisogna partire dallo stato temporale per ritornare a quello primordiale (ossia: allo stato unitario indivisibile).
N.B. Mi fermo qui perché suppongo che l’orientamento di queste “immortali taoiste” del 1° millennio della nostra era, sia assai evidente per l’alto livello spirituale che rappresentavano già allora, mentre da noi a quell’epoca le donne, probabimente di qualsiasi estrazione fossero, certe cose non se le sognavano neppure…(o forse e detto in modo più realistico: non era loro neppure concesso di sognarle!)
* * *
So long, I am around…
Fine della “Monografia”
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