Lettera aperta a…un’ex compagna di Conservatorio

B. Sascha Horowitz
Lettera aperta ad un’ex compagna di Conservatorio

Cara compagna,

non voglio salire sulla montagna dei lamenti, anche se quanto seguirà potrà sembrare tale. Ma almeno sarà la collina dei rincrescimenti…su quella sì che salirò e credo che non ne potrò fare a meno.
Te ne darò subito le ragioni massicciamente, alle quali ho già accennato in altre occasioni e poi cercherò di precisare i miei punti di vista !

Forse mi sbaglierò, ma ritengo che oggi come oggi e suppongo già da parecchio tempo ci troviamo in una netta fase di decadenza musicale !
Mi dirai forse che di fasi di decadenza anche musicale ce ne sono sempre state e aderisco a questo tuo punto di vista, fermo restando che di periodi di decadenza in tutti gli ambiti ce ne sono sempre stati nella non breve vita della cultura umana (l’Androcultura, come mi piace chiamarla).
Sì, ma una tale estensione e una tale depressione qualitativa credo non ci sia mai stata. Anche qui
ribatterai forse che il medesimo fenomeno lo troviamo suppergiù ovunque e sono d’accordo con te, ma oggi è di musica che vorrei parlare, visto che di decadenza generale dell’Androcultura ho già parlato e scritto in altra sede (vedi il mio androblog: www.oltreleapparenze.net   con l’indice che ti porta alle diverse categorie, nonché www.ebookservice.net  dove ho pubblicato una decina di testi più o meno brevi ).

Inoltre non desidero parlare del passato musicale, diciamo dal barocco al classico, dal romantico ai moderni “moderati” (di questi e di quelli che li hanno trascesi dovrò parlare un poco più avanti!), in cui la decadenza, almeno così mi è sembrato, era più che altro caratterizzata dai cosiddetti “epigoni” (ossia da discepoli o imitatori insulsi dei capisaldi musicali di un certo periodo, che hanno magari anche vissuto dei momenti di fama, ma che sono poi scomparsi dalla scena musicale), o da suonatori ambulanti e non penso che ai tempi ce ne siano poi stati a bizzeffe!
Devo pure premettere che non sono né un musicologo, né un critico musicale, né un qualche professionista particolare in questo campo, ma semplicemente un buon dilettante un po’ (ho ben detto un poco!) edotto in questo campo, ma alquanto irritato e deluso dalla piega che ha preso l’evoluzione musicale all’interno della nostra cultura!

1.   Vorrei cominciare con un’esperienza che ho fatto poco tempo fa telefonando a uno studio medico, quando in attesa per qualche minuto mi fu offerta una musichetta orrenda che consisteva in una specie di fischio elettronico che, in modo assolutamente meccanico, spiattellava in modo ripetitivo il tema quasi irriconoscibile di una delle più belle sinfonie di Mozart (per l’esattezza la No. 40 in sol minore, K 550)!
Non ho potuto trattenermi di farlo notare in segreteria, al che mi hanno assicurato che avrebbero preso in considerazione la mia osservazione…
Anche se non so come è poi andata a finire, poiché non ho più avuto occasione di riutilizzare quella linea, rimane il fatto che per così dire in tutte le imprese di una certa consistenza, dove solitamente bisogna aspettare perché “tutti i collaboratori sono momentaneamente occupati” e talvolta non per poco tempo…, si devono subire o delle “deformazioni elettroniche” di temi conosciuti, che nell’originale sono ineccepibili, oppure assorbire delle musichette senza o con dei “cantanti” e dei testi rosicanervi !

Ma scusate, non sarebbe preferibile un bel silenzio?

Oppure ci troviamo di fronte a un vasto progetto più sottile e perfido per cui ci si vuol propinare con insistenza e a iosa del materiale debilitante? (Ciò che, così mi sembra, succede d’altronde anche in altri campi!)

2.   Nello stesso ordine di idee, non c’è per così dire più alcun Supermercato che non ti propini musichette di cantanti, gruppi o quant’altro, di scarsa qualità e in modo ripetitivo, tant’è che mi sono già chiesto, facendo la spesa “ma perché sono tutto a un tratto nervoso?”
Per scoprire, prestando attenzione a ciò che mi succedeva d’intorno, la presenza di queste musichette magari con stridule voci, testi assurdi e ripetitivi che, concentrato sugli acquisti, in un primo tempo non avevo notato!
E tutto questo dovrebbe essere casuale e/o per il bene della clientela: inoltre per quale tipo di clientela? Scordiamocelo!!!
Non credo neppure che sia i direttori o gestori di queste imprese ne siano sempre consapevoli e partecipino deliberatamente ad un “progetto occulto”, ma per me ci deve essere un progetto perverso molto più vasto prodotto dai “tirafili”(vedi anche Vance Packard :“I persuasori occulti” che, pur essendo un “vecchio testo”, ritengo rimanga tuttora valido!)

3   Inoltre, come mai anche le colonne sonore di molti film recenti o addirittura attuali, in qualsiasi lingua gli originali possano essere (tedesco, francese, italiano, polacco, ecc.), sono ormai composte da musichette cantate in inglese o forse ancor meglio in un “inglese americano” e che con i contenuti dei film solitamente non hanno proprio nulla a che vedere?

4    Poi ci sono certe emittenti radiofoniche che ci sommergono di, passatemi l’espressione, spazzature musicali!

5    Per non parlare dei grandi eventi pubblici da, diciamo 10’000, 20’000, fino a 200’000 e passa uditori-spettatori-interagenti che solitamente creano, passatemi di nuovo l’espressione, dei veri casini, per essere presenti e poter partecipare al banale esibizionismo dei loro idoli (una forma di “idolatria politeistica moderna”, altro che monoteismo!), con i soldi che ci passano…si potrebbe per esempio risanare delle intere favelas, quella sì che sarebbe una partecipazione sensata, ma per quel genere di investimenti i soldi non ci sono! (Vedi anche nel medesimo blog o negli ebook il testo “Il Giullare senza Re”, in particolare il primo sketch: “Non ci sono soldi”).

6. Per non dilungarmi eccessivamente, poiché suppongo che hai perfettamente capito di che cosa stavo parlando, vorrei dire “due paroline” a proposito di ciò che si considera essere la musica moderna e/o d’avanguardia e per la quale m’interrogo seriamente a sapere se di musica ancora si tratta, oppure di aberranti, schizofreniche produzioni “musicaffini”!
Posso immaginarmi che per simili affermazioni c’è chi sarebbe disposto a “scorticarmi da vivo, o almeno a scotennarmi”, ma spiacente, non riesco ad assumere un’altra posizione.
Soprattutto se penso alla spinta data dalle elucubrazioni mentali dodecafoniche di un Schönberg che sfociarono poi in composizioni per me paramusicali.
Penso ai suoi discepoli, inoltre e tra l’altro, così come mi vengono in mente ora e a caso, anche ai vari Berio, Boulez, Stockhausen, perfino alle composizioni “moderne e personali” di Morricone (no, non sto parlando delle sue colonne sonore cinematografiche, che sono un’altra cosa e che vanno semmai ascoltate all’interno delle pellicole, perché al di fuori, nelle sale da concerto, dove spesso dirige lui stesso,  che non è un direttore d’orchestra sia ben chiaro, possono perdere un certo loro sapore, visto che con l’azione cinematografica si completano a vicenda!)

Ci sono coloro che considerano questa arte, ma io non ci sto e preferisco inserirmi nel coro di coloro che, alla stregua di certi psicologi nordici e già alcuni anni or sono, utilizzarono il termine di “inquinamento fonico”, nel loro testo dedicato alle varie forme di inquinamento psicologico.
Lo dico anche perché ricordo che pure molti anni or sono, W. Howard (vedi la lettera aperta numero numero 5. “…a un amico universitario”) aveva avanzato l’ipotesi che l’armonia classica fosse ben lungi dal aver esaurite tutte le sue possibilità, le sue risorse.
Per me, una delle comprove più eclatanti sono per esempio le composizioni di un Liapunow, di Catoire, di Nikolaj Medtner (o Metner, 1880-1951,  parlo in particolare di quest’ultimo e lo riconosco, anche perché sono un suo fan), pianista e compositore russo, al tempo stesso raffinato e complesso, da noi poco conosciuto, ma degno di maggior interesse, anche se le sue composizioni solitamente non sono di facile esecuzione, ma trovano una significativa risonanza soprattutto nei musicisti russi (a parte qualche lodevole eccezione anche da noi, come per esempio: Hamish Milne che ha pubblicato un cofanetto con l’integrale delle Sonate per pianoforte, M.A. Hamelin, G. Tozer, per citare soltanto coloro che mi vengono in mente al momento).

Cara compagna, preferisco chiudere qui, anche perché suppongo di averti trasmesso a sufficienza un’idea sulle mie posizioni per rapporto a un certo tipo di musica della nostra e della trascorsa generazione…nonché della nostra progressiva decadenza musicale, senza dimenticare ovviamente le aree, o se preferisci le oasi in cui viene ancora coltivata la “Grande Arte”…!
Però…però…qualcuno disse molti anni or sono (e se non erro il Prof. Marrou, di cristianesimo antico alla Sorbona, alias Henri Davenson che sotto questo pseudonimo scrisse uno dei più bei ed interessanti trattati sulla musica con il titolo “Le Traité de la Musique, selon l’esprit de Saint Augustin” che, se è ancora ottenibile non fosse che tramite l’antiquariato, consiglio vivamente a tutti i musicisti), perché disse suppergiù: ” Anche in certa cosiddetta <piccola musica> può celarsi della <grande musica> ”
[Ed. La Baconnière Neuchatel, Ed. Du Seuil, Paris] 

*      *      *

So long, I am around…

Fine della lettera aperta


 

About the Author

Beni Sascha Horowitz
Nato e cresciuto a Lugano (Svizzera, per chi non lo sapesse c'è anche una Lugano in Italia), ho studiato a Ginevra musica, psicologia e psicologia del lavoro (efficiency), pedagogia e pedagogia curativa. Ho praticato a Basilea e Lugano psicologia clinica e psicoterapia di tipo psicodinamico (avendo seguito un "Training psicoterapeutico) , ma indipendentemente da "Scuole", all'interno di Servizi Medico-Psicologici. Ho partecipato ai Corsi per Adulti in tanto quanto animatore di alcuni corsi tra il quali il Tai Chi Chuan, Rileggiamo Dante, I Miti del passato e l'uomo moderno, Il Diario personale creativo, Alla ricerca della propria identità, Psicologia e vita quotidiana, ecc. Sono rimasto sensibilmente influenzato dal Taoismo cinese e dallo Zen giapponese, senza pertanto diventare un "fedele seguace". Ho iniziato i tentativi di scrittura dopo il pensionamento. Ora sto cercando di proporre poco a poco alcuni miei scritti... Per eventuali chiarificazioni, sono raggiungibile tramite l'indirizzo e-mail: [email protected]

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