“Incontro tra incogniti”
(“Undressed”)
Episodio – Fantasia – Parafrasato
da una serie televisiva omonima
Introduzione
Proprio al “buio” l’evento non succede e qui il termine ha più un carattere allegorico, per l’incontro di due persone che si trovano in piena luce ma non si conoscono (appunto nel “Incontro tra incogniti”) e che devono prestarsi ad un esperi-mento alquanto intimo…
Questa Serie Televisiva mi è piaciuta, ma soprattutto mi ha stimolato per ideare un episodio con dei personaggi immaginari e non più reali come nella Serie, quindi idealizzati, sostitutivi, con degli input talvolta simili all’originale, talaltra parafrasati, oppure addirittura completamente diversi.
Se riesco, ho già in mente di creare altre scenette però diverse, indipendenti dalla suddetta serie !
Queste “scenette teatrali” vogliono essere dei brevi atti unici , ma per la lettura soltanto, in altre parole:
scene di teatro non interpretato su scena, ma semplicemente letto, d’altronde è stato un mio vecchio progetto, nato quando da giovane leggevo molte opere teatrali…forse perché volevo diventare drammaturgo!
Scena unica…
La scena si svolge in un locale spazioso ma spoglio, con un grande schermo, grande letto a due piazze, un po’ all’americana, lenzuola bianche e cuscini accoppiati.
I personaggi entrano da destra o sinistra dai lati dello schermo, dopo che si è potuto vedere la loro silhouette muoversi come in un gioco d’ombre dietro lo schermo.
N.B. Nel locale reale, come accennato molto spoglio, mancano almeno due sedie per deporre i vestiti che solitamente vengono semplicemente buttati per terra in modo noncurante, mentre in questa scena virtuale le sedie ci sono, suppergiù ai lati del letto per raccogliere gli indumenti, trovando così una soluzione più igienica e civile che nella realtà della serie TV.
Oggi entrano in gioco due personaggi: Alessandra e Sandro, che saranno abbreviati con le lettere A. e S.
Da dietro lo schermo entra dapprima lui presentandosi:
S. – Cerco la donna ideale, pur sapendo che non sarà possibile, perché devo riconoscere che, anche se mi rincresce, sono ben lungi dall’essere l’uomo ideale, soprattutto se una delle candidate dovesse cercarlo! A parte il fatto che non si sa poi veramente bene che cosa voglia dire ideale: inoltre qualcuno se lo aspetta in tutto o in qualcosa di specifico. Sarà preferibile stare a vedere, vivere la situazione, approfondire e semmai decidere sulla base di una realtà che emergerà poco a poco!
Breve pausa…poi, da dietro le quinte, lei si presenta al pubblico:
A. – Mi chiamo Alessandra, sono un’infermiera, vengo da Diminia…
cerco un uomo piuttosto alto, il colore dei capelli non ha importanza, ma
deve avere uno sguardo limpido, da cui traspare la sincerità, deve essere
ben educato, rispettoso e non trattare la donna come se fosse una sua schiava, ossia come un essere inferiore al quale si può imporre gratuitamente la propria volontà…ma che la possa invece sostenere nel suo bisogno di autorealizzazione…il resto lo si vedrà…
Dopo di che A. entra in scena da dietro lo schermo, si avvicina a S. tendendogli la mano, con il volto sorridente:
A. – Sono Alessandra e vengo da Diminia…ho 32 anni e sono infermiera.
S. – Piacere, mi chiamo Sandro e sono un operatore dei Servizi sociali –
la guarda un momentino poi esclama con entusiasmo:
– ma sei bellissima…come mai con la tua bellezza non sei diventata fotomodella?
A. – Da un lato perché molte, se non quasi tutte le belle ragazze
vogliono esserlo, ma certamente non è la ragione principale…
S. – E sarebbe?
A. – Stavo per dirtelo – intervenne A. un po’ irritata pensando “ma che impaziente!”, però sorvolò:
– Non mi piace mettermi in mostra, dover essere magari frivola e nutrire la vanagloria con delle pubblicità fasulle, per dei prodotti magari più o meno inutili, addirittura compromettenti per la salute, irrispettosi dell’ambiente, della natura!
S. – Come ti capisco! – rimane sovrappensiero un momento…ma poco
dopo cambia registro, riprendendo il discorso interrotto alcune battute prima:
– e poi abbiamo quasi lo stesso nome, poiché Sandro è il diminutivo di Alessandro…
A. – Sì, lo so…
S. – Ma conosci pure il significato di Alessandro, rispettivamente di Alessandra?
A. – No, questo no…
S. – A me piace cercare la radice dei nomi e delle parole, perché si entra nel loro cuore, si capiscono meglio e quindi Alessandro significa “colui (per te colei) che difende, protegge l’uomo” (la donna), idea che mi sembra possa sposarsi bene con la tua professione…ma anche la mia!
A. – Ah! – riuscì ad esclamare alquanto stupita pensando “ma allora è qualcuno che riflette, cerca, non si accontenta della superficie, di ciò che a prima vista appare, quindi vuole approfondire, non è il solito chiacchierone che si dà delle arie, rimanendo soltanto una bella bolla di sapone”,
poi proseguì ad alta voce:
– Grazie per il “bellissima”, forse è un po’ esagerato…anche tu non sei
niente male…quanti anni hai e da dove vieni?
S. – Sì scusa, ho dimenticato di dirtelo, ho 36 anni e sono di Alveri…
Ma a questo punto appare sullo schermo la scritta:
S V E S T I T E V I L E N T A M E N T E
e i due, alquanto imbarazzati, abbozzano un tentativo di negoziato:
S. – Chi comincia?
A. – Ma, solitamente è l’uomo che…
S. – Però il Galateo suggerisce “Ladys first” o meglio ancora “Beauty before age”.
A. – Guarda che io l’inglese non lo so… – e da vero gentiluomo:
S. – Ho detto “Prima le signore” e poi “La bellezza prima dell’età”.
A. – Grazie, allora comincio io, altrimenti tra poco sarà già passata la mezzora concessa per l’incontro…
lei procede quindi speditamente e ci si può rendere conto che è abituata a svestire e rivestire perlomeno i suoi pazienti, dopo di che è il turno di S. più impacciato, più lento, forse per cercare di godersi “lo spettacolo”, anche intimidito dalla bellezza di A. non senza averle fatto dei complimenti per la qualità, la grazia e i colori dell’abbigliamento intimo…, al che A. sorridendo, fa un lieve inchino di ringraziamento…A operazione compiuta, appare sullo schermo:
SE VOLETE POTETE ACCOMODARVI SUL LETTO
A. – Adesso che facciamo ?
S. – Visto che ci lasciano liberi di scegliere aspettiamo un momento, forse ci faranno una nuova proposta…
Ma lo schermo rimane muto, al che i due decidono di prendere posto sull’ampio letto.
Sandro chiede però da che parte preferisce stare e Alessandra sceglie quella di destra:
A. – Così ti trovi dalla parte del mio cuore…- sussurra quasi imbarazzata per qualcosa che assomiglia a una velata confessione, ma anche un po’ come se la frase le fosse sfuggita dalle labbra.
Sandro non manca di notarlo e in cuor suo, che d’altronde inciampa lievemente rallegrato, spera che la situazione sia promettente come sembra:
S. – E adesso?
A. – Aspettiamo di nuovo un momento, forse ce lo diranno tramite lo schermo.
Ma nuovamente questo rimane muto.
S. – Devo confessarti che sono alquanto imbarazzato… e lo sono perché hai una bellezza, di fronte alla quale la mia
impallidisce, non è allo stesso livello e questo potrebbe già in partenza essere a mio svantaggio!
A. – Non hai pensato che per esempio “la bellezza della tua franchezza” potrebbe equiparare qualsiasi altra bellezza esteriore?
S. – No, veramente no e se lo avessi pensato, lo avrei considerato come una mia presunzione!
A. – Vedi, sarà di una certa importanza, ma talvolta sopravvalutiamo la bellezza esteriore… – riesce soltanto ad aggiungere, perché una nuova scritta appare in quel momento sullo schermo, che lei legge ad alta voce:
DITEVI QUALCOSA D’IMPORTANTE
al che e senza esitare:
S. – Devo dirti che mi piaci molto e secondo me sei una donna da sposare!
Alessandra sussulta un attimo ma rimane in silenzio…poi:
A. – Ci vai forte, ma devo confessarti che per me anche tu non sei da meno!
S. – Beh, sono molto contento sentirtelo dire – ma subito viene interrotto da un’altra scritta:
CONFESSATEVI QUALCOSA CHE NON VI PIACE
e questa volta comincia:
A. – Non mi piacciono i galletti, quegli uomini che si danno tante arie come se fossero il centro dell’Universo, sopporto male l’assenza di trasparenza, la mancanza di sincerità, coloro che non rispettano le donne e pensano di poterle manipolare, trattare come se fossero degli oggetti…
S. – Non mi piace ciò che sta succedendo nel mondo che talvolta sembra impazzito con il suo capovolgimento dei valori, anzi con la sua assurda e vanitosa scala dei valori, le sue perversioni, mentre nella donna non mi piacciono le finzioni, i sotterfugi, le false giustificazioni, una certa tendenza alla venalità…
ma per fortuna già un’altra scritta interrompe quel suo dilungarsi nei propri dispiaceri:
CERCATE DI ACCAREZZARVI CON DELICATA AFFABILITÀ DURANTE UN MINUTO
S. – Ahi, – esclama – mi sa che qui avrò qualche difficoltà per realizzare la richiesta, poiché mi hanno sempre rimproverato un atteggiamento distaccato, freddino!
A. – Vedremo – e comincia ad accarezzarlo.
Sandro è piacevolmente sorpreso della delicatezza con la quale Alessandra lo sta accarezzando, anche se lo desiderava, pensando che sarebbe stato bello se quel momento potesse durare più a lungo, mentre comincia a far scorrere le sue mani il più amorevolmente possibile sul corpo di Alessandra che prova un brivido nella schiena e perciò chiede:
A. – Ma chi mai ha affermato che il tuo modo di essere da l’impressione del distacco?
Al che Sandro non risponde, ma chiede a sua volta:
S. – Perché, ti è piaciuto? – Alessandra annuìsce soltanto con gli occhi parlanti e raggianti, ciò che lo tranquillizza molto, perché a tutti i costi non vuole perdere la possibilità di approfondire la relazione con Alessandra
anche fuori da quell’ambiente…ma già appare sullo schermo:
ORA POTETE BACIARVI, MA NON SULLA BOCCA.
“Peccato, pensa dapprima Sandro e poi Alessandra” ma poi si prendono delicatamente ma calorosamente tra le braccia
e cominciano a scambiare teneri baci su tutta la parte superiore del corpo, con il palese desiderio di andare oltre, ciò che prudentemente non osano fare, ancora incerti della reazione dell’altro che non vogliono compromettere, temendo forse un intervento un po’ brutale anche da parte della regia per evitare eccessive effusioni, appare invece:
DITEVI QUALI SONO I VOSTRI DESIDERI, LE VOSTRE SPERANZE PER IL FUTURO
A. – Comincio prima io – afferma decisa – a me piacerebbe avere un compagno affettuoso, fedele, comprensivo, di larghe vedute, con il quale progettare eventualmente una famiglia, sperando pure di avere dei bei bambini sani ed intelligenti.
” Suppongo che sia un po’ il sogno di ogni donna” pensa Sandro, dicendo però:
S. – Apprezzo molto la bellezza femminile, ma non la pongo a un livello superiore a tutto il resto bensì a parità, mi piacerebbe incontrare una donna, per farla breve, come potresti esserlo tu – e dopo un attimo aggiunge un po’ imbarazzato per ciò che ha appena affermato…
– in generale vorrei approfondire la mia professione, quindi studiare ancora, perfezionarmi, diventare più competente ed efficiente, inoltre non disdegno l’idea di formare una famiglia, ma non per l’immediato.
Alessandra sentendo dire che poteva essere lei quella donna, prova come una vampata calda, ma non dice nulla, forse anche perché interrotta da una nuova scritta:
PREPARATEVI A UNA SORPRESA
A quel punto si ode una musica particolare a partire dalla colonna sonora, colonna che ormai nei modi più svariati accompagna l’evento, al che Sandro fa notare:
S. – Ah, è una creazione dei “Whitebirds” – al che:
A. – E chi sarebbero questi “W…” ?
S. – I “Whitebirds”, almeno quando ero giovane…, – al che interferisce subito
A. – E adesso che cosa saresti?
S. – Ma per un ventenne sono un Metusalemme, fa perfino la rima…– ma senza attendere la risposta:
A. – A me vai bene così – e, a mo’ di Ping-Pong:
S. – Anche tu – riprendendo il discorso interrotto:
– …era un gruppo straordinario che apprezzavo molto ma che in breve, non ne conosco le ragioni, scomparve dalla scena musicale…
Nel frattempo però si illumina lievemente un angolo del locale e, appoggiato su di un tavolino si intravvede un violino.
S. – Vado a prenderlo – e balza dal letto per tornare poco dopo con il violino in mano dicendo:
– Forse un dieci, quindici minuti or sono, ho sentito tramite la colonna sonora inaspettatamente e a mia sorpresa, uno dei principali temi dal concerto per violino di Korngold e ora desidero fartelo sentire, perché suppongo che non l’avrai notato, anche perché questo concerto non è tuttora molto conosciuto, pur essendo bellissimo, comunque a me piace molto.
(Per inciso va detto che effettivamente nel corrispondente Reality e nella colonna sonora d’accompagnamento si può udire dei frammenti di questo concerto, d’altronde con grande sorpresa del sottoscritto, concerto che tra l’altro si può trovare inciso e interpretato in modo magistrale tra l’altro da una delle maggiori esponenti della nuova generazione di violiniste, la statunitense Hilary Hahn! Ma torniamo alla nostra scenetta)
A. – Infatti non lo conosco, ma anche perché non sono un’intenditrice di musica classica, non la capisco.
S. – Ma guarda che non c’è nulla da capire, non è come un teorema di geometria, bisogna ascoltarla attentamente, lasciarla entrare e sentire, provare ciò che a ognuno di noi può trasmettere, d’altronde dal dopoguerra in poi, si ha avuto la tendenza a voler razionalizzare la musica, a parlarne, a spiegarla, a dissecarla, mentre in fondo è già un linguaggio a sé stante e non ha bisogno di altre spiegazioni, perché esprime ciò che ha da esprimere attraverso i suoi ritmi e suoni…
A. – Credo di aver capito, ma poi chiede:
– E chi sarebbe questo Korngold?
S. – Era un musicista austriaco che a suo tempo emigrò negli Stati Uniti d’America, dove divenne soprattutto un compositore di colonne sonore per i film statunitensi…eccoti uno dei temi principali del suo concerto.
A. – Scusa, ma ti sei messo d’accordo con la regia per questo intervento? – chiede sorpresa e incuriosita:
S. – No guarda, anche se ti può sembrare inverosimile, la cosa è puramente casuale, sapevano soltanto che suonavo il violino e quindi…ma adesso suono… –
Alessandra rimase, per modo di dire a bocca aperta e col fiato sospeso, rapita dalla bellezza della melodia e dal modo di suonare di Sandro e, quando questi ebbe concluso, riuscì a malapena ad esclamare:
A. – Mamma mia, quanto è bello, non sapevo che riuscivi a suonare così!
(Nel frattempo, nella regia si innescò un breve dialogo tra una redattrice e il caporedattore, in cui gli fece notare che se i due pretendenti fossero andati avanti così non sarebbero rientrati nella mezz’ora prevista e che in futuro sarebbe stato forse il caso di prolungare gli incontri a quarantacinque minuti, inoltre di aggiungere delle sedie vicine al letto per deporvi i vestiti, al che il redattore fece notare che poteva essere un’idea per le prossime volte, ma che questa volta, oltre le sedie, ci pensava lui a stare nei tempi)
Infatti il procedere venne interrotto da un nuovo messaggio che apparve sullo schermo:
ORA POTETE BACIARVI E SE VOLETE, ANCHE SULLA BOCCA
Alessandra si slanciò verso Sandro quasi non volesse farselo sfuggire, cercando le sue labbra, decisamente pronte a riceverla: e ne risultò un lungo appassionato bacio, interrotto da un nuovo avviso:
SIAMO IN CHIUSURA DELL’INCONTRO E AVETE POCHI SECONDI
PER DECIDERE SE VOLETE RIVEDERVI O NO
A. – Io lo so già – disse con un sorriso da furbetta, al che Sandro le fece eco:
S. – Anch’io! – lasciando trasparire un palese entusiasmo.
I due si accinsero a premere gli appositi pulsanti adagiati sulle sponde laterali del letto, mentre sul grande schermo cominciano a sfilare in corrispondenza alle due parti del giaciglio dei grandi SÌ e NO, impressi su dei palloni rossi e blu.
I due si lanciano uno sguardo che ha il profumo di complicità, mentre il moto delle due sillabe sui palloni, prosegue imperterrito.
Ad un certo punto il moto dalla parte di Alessandra si ferma ed appare un grande SÌ, al che Sandro subito esclama:
S. – Lo sapevo! – come se ci fosse stato ancora qualcosa da scoprire poi, poco dopo, anche dalla parte di Sandro appare un grande e inequivocabile SÌ:
A. – Anch’io lo sapevo – aggiunse semplicemente come se fosse la cosa più ovvia di questo mondo, mentre Sandro aggiunse un po’ banalmente e forse anche inutilmente:
S. – Beh, abbiamo scoperto “l’acqua calda” !
I due si abbracciano calorosamente, mentre appaiono le ultime scritte:
L’INCONTRO È ORMAI CONCLUSO CON SUCCESSO
E VI LASCIAMO UN PO’ SOLI
cosa di cui né Alessandra né Sandro pensarono di abusare, progettando tempi e luoghi più adeguati per i loro futuri incontri…che avverranno però grazie a questa particolare e strana, ma forse unica opportunità che ebbero di incontrarsi!
* * *
So long, I am around…
Fine della scena unica
Be the first to comment on "“Incontro tra incogniti” : per la lettura soltanto"