O R D O A B C H A O
(la costruzione di una casa)
C’è qualcosa che tra l’altro mi ha sempre affascinato:
la costruzione di una casa, soprattutto nell’osservarla a partire dalle sue fondamenta!
Ma vediamo un po’ :
“Gradus, gradus ad Parnassum”, “passo dopo passo verso la dimora degli dei”, ossia verso gli ideali, le aspirazioni sublimi! Vedi i rapporti tra i termini DIO, I-DEA, ossia concetti risalenti alla forma sanscrita “deiwo , deva” > poi
dì > diurno > giorno > luce, luminoso, solare!
1. Da qualche parte in questo benedetto mondo, degli individui si riuniscono attorno a un’idea, per ideare, discutere, negoziare, progettare una casa (per sfizio, necessità, speculazione edilizia, illusione, con una moglie, un amico, un parente, architetto, ingegnere, un’impresa di costruzioni, ecc.), per l’edificazione della quale si deve ovviamente disporre di uno spazio e di mezzi appropriati (terreni, averi propri, eredità, conti bancari, permessi di edificazione, architetti, ingegneri, imprese di costruzioni, operai e così via dicendo).
2. A partire dalle suddette premesse, sullo spazio scelto giungono in ordine sparso degli autocarri con materiale diversificato (macchinari come cingolati e scavatrici, poi impalcature, assi, mattoni, tubi e quant’altro), il tutto disposto sul terreno in modo apparentemente disordinato, caotico, almeno questa è l’impressione che ne ricavo inizialmente ogni volta!
3. In questo “disordine” (vedi il concetto di “ordine del caos”, soprattutto in auge qualche decennio fa), una delle prime operazioni importanti che vengono svolte dopo la progettazione, le analisi del terreno e le misurazioni è lo scavare: andare in profondità nel terreno per potervi radicare le fondamenta, senza dimenticare il tritaghiaia e la gru a secondo della mole dell’edificio, per lo spostamento dei materiali troppo pesanti e/o che devono essere collocati a una certa altezza.
4. Per qualche tempo si ha l’impressione che quasi non succede nulla, o almeno non un gran che, ma perché è il tempo richiesto, necessario per ancorare le fondamenta, che a prima vista non si vedono sempre bene dalla strada quando si passa, o malamente (in superficie, superficialmente!).
Fondamenta che talvolta si scontrano tra l’altro con problemi geologici, la consistenza del terreno, l’acqua del sottosuolo, con i macchinari che s’inceppano…il tutto per “non costruire la casa sulla sabbia” (di evangelica memoria) !
5. Con le fondamenta ben ancorate (dotate di cantine, autorimesse, delle svariate tubature necessarie per il funzionamento dell’edificio), si può cominciare a pensare di creare un pian terreno e poi via via i diversi piani con tutto ciò che richiedono, affinché la casa diventi veramente funzionale (pareti, entrate, scale, ascensori, finestre, balconi, stanze, servizi, interruttori, rubinetti, riscaldamenti, serbatoi per la nafta e l’acqua, ecc.)
6. Infine, e infine soltanto eccoci al tetto (spiovente, a pulpito o piatto che sia), coronamento e atto finale della casa, ma dopo parecchio tempo soltanto, che talvolta può apparire come troppo lungo!
N.B. Qualcuno ha mai pensato, per fare più in fretta, di cominciare dal pianterreno, dal 1°, 2° o 3° piano o addirittura dal tetto?
Chi ha orecchie per vedere, rumini…!!!
A P P E N D I C E
1. Ovviamente è più agevole poter entrare in un appartamento d’affitto o in un condominio, magari già pronto, o soltanto da arredare, che doversi costruire, far costruire la casa, con tutti gli inconvenienti che può comportare!
2. È evidente che risulta più semplice e molti sono abituati così: non vogliono-possono, non sono disposti o in grado di modificare le loro abitudini (e non lo devono neppure, perché ognuno ha da fare le proprie scelte), quando per esempio possono mettersi a tavola davanti a un pasto già pronto (tavola calda, un precotto o preparato da terzi, ristorante, ecc.), piuttosto che dover ideare un menu, fare la spesa, trafficare in cucina prima di potersi mettere a tavola e godersi il pasto, magari per di più già stanchi per i preparativi che si sono dovuti assumere!
3. Ma…, forse per una via creativa ed evolutiva ce ne potrebbero essere alcuni ma che s’interpongono e, forse in fin dei conti, permane sempre il non molto noto e/o non ben accetto “gradus, gradus ad Parnassum” !
Ossia: “passo per passo verso le cime del monte Parnasso”, consacrato nell’antica Grecia sia a Dionisio, dio greco del vino e dell’abbrezza che, detto in breve, rappresentava prevalentemente l’aspetto naturale-materiale e anche godereccio della vita (quello edonistico), sia ad Apollo che incarnava l’aspetto cognitivo-filosofico, gli ideali dell’individuo.
Quindi:
sia l’aspetto naturale-materiale che quello mentale-spirituale della nostra vita, sono aspetti da coltivare e rispettare equamente per creare in noi un certo equilibrio costruttivo, visto che la Vita non è semplicemente lineare e statica, bensì “ondeggiante, alternante, pulsante”.
Tutto sommato è quindi permanentemente e al tempo stesso:
“creativa – conservativa – trasformante”
ed è ciò che produce “l’equilibrio dinamico” di cui è dotata la Vita:
queste sono…le sue Leggi!
* * *
So long, I am around…
Fine della “Monografia”. Delusi per la brevità del testo, vi aspettavate di più?
Però da poco si può fare tanto: basta commutare il tasto imitativo-ripetitivo in quello attivo-creativo!
Be the first to comment on "Ordo ab Chao (la costruzione di una casa)"